Alcologia Ospedale Rivolta d'Adda

 
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Ospedali

Reparto
Il reparto di Riabilitazione Alcologica dell'Ospedale Santa Marta di Rivolta d'Adda in provincia di Cremona, situato in Viale Montegrappa 15, ha come Dirigente Responsabile il Dott. Giorgio Cerizza, psichiatra e psicoterapeuta. Il reparto si occupa principalmente di impostare la terapia per la disintossicazione e l'astinenza da alcolici, sostanze stupefacenti e farmaci. L'organizzazione della giornata all'interno del percorso riabilitativo prevede l'alternarsi di momenti di impegno e momenti di svago, di momenti di gruppo e colloqui individuali. Ogni ospite è chiamato ad assumersi responsabilità attraverso mansioni di normale vita quotidiana e a partecipare a tutte le attività proposte. L'equipe dell'Unità Operativa è composta da varie figure professionali che lavorano insieme in modo integrato e concorrono all'inquadramento diagnostico medico – psicologico – sociale e al trattamento della situazione a partire dal colloquio di prima visita. Fanno parte dell'equipe dell'unità operativa i dirigenti medici Dr.ssa Elena Battistini (vice-responsabile), Dr.ssa Paola Rapuzzi (specializzata in psicoterapia Adleriana), Dr.ssa Beatrice Corradi (psicologa e psicoterapeuta), Dr.ssa Beatrice Corradi. La Dr.ssa Corradi, alternandosi alla Dr.ssa Battistini, conduce il gruppo psicoterapico motivazionale per tutti gli ospiti.


Recensione Utenti

Opinioni inserite: 22

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Competenza 
 
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Assistenza 
 
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Voti (il piu' alto e' il migliore)
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Commenti
Ospedali
 sì
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MI SPIACE DIRLO... SCRIVO IN MAIUSCOLO COSì URLO NELLO STESSO MODO DEGLI OPERATORI.
SONO BRAVI, MA LE PERSONE VANNO ASCOLTATE E CAPITE, NON SI PUO' PRETENDERE O DISCIPLINARE LE PERSONE SE PRIMA NON SI E' DA ESEMPIO.
SONO DELUSO, MOLTO DELUSO... MI E' SEMBRATO, ASCOLTANDO, UNA SPECIE DI RISCATTO ALLA VITA.
FORSE E' MEGLIO UNA LIBERTA' DA DIPENDENTE CHE UNA FINTA DA SCHIAVO.
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Opinione inserita da LARIA CARLO 30 Agosto, 2014

LAVORARE PER L'ASL

MI SPIACE DIRLO... SCRIVO IN MAIUSCOLO COSì URLO NELLO STESSO MODO DEGLI OPERATORI.
SONO BRAVI, MA LE PERSONE VANNO ASCOLTATE E CAPITE, NON SI PUO' PRETENDERE O DISCIPLINARE LE PERSONE SE PRIMA NON SI E' DA ESEMPIO.
SONO DELUSO, MOLTO DELUSO... MI E' SEMBRATO, ASCOLTANDO, UNA SPECIE DI RISCATTO ALLA VITA.
FORSE E' MEGLIO UNA LIBERTA' DA DIPENDENTE CHE UNA FINTA DA SCHIAVO.

Patologia trattata
DIPENDENZA DA COCAINA E ALCOOL.
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no
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E' IL POSTO GIUSTO PER RIPRENDERSI LA PROPRIA VITA, I DOTTORI E GLI OPERATORI HANNO UNA GRANDISSIMA SENSIBILITA' E COMPETENZA PER AIUTARTI A RICOMINCIARE; GRAZIE A TUTTI.
Voto medio 
 
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Competenza 
 
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Assistenza 
 
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Servizi 
 
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Opinione inserita da CHRISTIAN 17 Luglio, 2014

Un passo alla volta

E' IL POSTO GIUSTO PER RIPRENDERSI LA PROPRIA VITA, I DOTTORI E GLI OPERATORI HANNO UNA GRANDISSIMA SENSIBILITA' E COMPETENZA PER AIUTARTI A RICOMINCIARE; GRAZIE A TUTTI.

Patologia trattata
GIOCO E ABUSO DI SOSTANZE.
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La mia esperienza è stata positiva, perché a Rivolta si dà grande importanza al rapporto con le persone (gli altri ricoverati, ma anche le educatrici - molto presenti, in corpo e spirito - e il resto del personale) e ad attività che fanno davvero riscoprire il piacere di vivere e il rapporto con sé stessi (non è una vacanza, ma sicuramente ci si diverte anche un sacco.) C'è un primario famoso per il suo carattere forte, provocatorio, che in molti casi dà un utile scossone, ma in altri casi invece è solo umiliante, paralizzante e fuori luogo: per questo ho dato un voto medio per l'assistenza. Consiglio comunque vivamente, perché alla fine ne vale la pena, Rivolta mi ha davvero cambiato la vita in meglio e la competenza del personale, primario incluso, è fuori discussione. Se però il primario esagera, prendetelo con le pinze, è semplicemente il suo metodo.
Voto medio 
 
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Competenza 
 
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Assistenza 
 
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Pulizia 
 
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Opinione inserita da Beatrice 30 Giugno, 2014

Un posto che cambia la vita

La mia esperienza è stata positiva, perché a Rivolta si dà grande importanza al rapporto con le persone (gli altri ricoverati, ma anche le educatrici - molto presenti, in corpo e spirito - e il resto del personale) e ad attività che fanno davvero riscoprire il piacere di vivere e il rapporto con sé stessi (non è una vacanza, ma sicuramente ci si diverte anche un sacco.) C'è un primario famoso per il suo carattere forte, provocatorio, che in molti casi dà un utile scossone, ma in altri casi invece è solo umiliante, paralizzante e fuori luogo: per questo ho dato un voto medio per l'assistenza. Consiglio comunque vivamente, perché alla fine ne vale la pena, Rivolta mi ha davvero cambiato la vita in meglio e la competenza del personale, primario incluso, è fuori discussione. Se però il primario esagera, prendetelo con le pinze, è semplicemente il suo metodo.

Patologia trattata
Alcolismo.
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Desidero semplicemente ringraziare quella che è una grande famiglia.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
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Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0
Opinione inserita da andrea rovegno 09 Giugno, 2014

Ringraziamenti

Desidero semplicemente ringraziare quella che è una grande famiglia.

Patologia trattata
Alcolismo.
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"Squadra che vince non si cambia".
Questo è quello che direbbe mister Mondonico, ed avrebbe ragione.
La mia esperienza a Rivolta non può che dirsi positiva, anche se misteriosamente finita male. Non è di sicuro un villaggio vacanze, né tantomeno una clinica di lusso per rockstar.
Rivolta è una struttura dove ci si mette in discussione e lo si può fare solo se si accetta la propria condizione, il mio percorso non è stato sicuramente semplice, anzi.
E' stato duro e faticoso, colpa di un ego ingombrante e di un vissuto pesante.
Ma mentirei se non ammettessi di essere stato aiutato e molto.
Le mie perplessità rimangono personali, e spero verranno chiarite prima o poi in sedi opportune. Tuttavia non trovo giusto che non si comprendano alcuni fattori basilari di questa esperienza.
Prima di tutto il tempo non gioca affatto a loro favore, hanno quattro/cinque settimane per rimettere in piedi persone che hanno passato anni della loro vita a buttarsi giù.
Secondo, i gruppi servono per insegnare alle persone l'importanza dell'altro ed a sostituire le sostanze con relazioni umane positive e non "tossiche".
Quindi se si spera, o ci si aspetta di essere al centro dell'attenzione, credo proprio che sia più opportuno orientarsi verso un percorso individuale e non presso questa struttura.
La vigilanza è stretta e di sicuro non è facile che accadano episodi spiacevoli. Il personale è sicuramente preparato, ma ciò che più mi ha colpito e servito, è stata l'umanità e l'empatia che ho trovato tra le operatrici.
Sempre pronte a tenderti una mano e a dedicare a chi lo richiede il loro prezioso ascolto.
Per quanto riguarda l'equipe medica, ritengo di poter dire che, nonostante le individualità eccellenti, non sia facile non subire l'influenza di un leader carismatico come il dottor Cerizza.
Personaggi così, o li si ama, o li si odia, per quanto mi riguarda lo conosco così poco che trovo assai difficile esprimere un giudizio su di lui.
Considero infatti l'odio e l'amore sentimenti troppo importanti, per poter spiegare ciò che provo per una persona a cui sono sicuramente grato, ma che, per circostanze fortuite, non ho avuto la possibilità di frequentare. Durante la mia permanenza infatti si è assentato per una meritata vacanza. Facendo così tirare una boccata d'aria al personale.
Come ho scritto sin dall'inizio "squadra che vince non si cambia", ma proprio perché ci credo, vorrei soffermare la mia attenzione sul personale infermieristico.
Tutti molto in gamba tranne un personaggio, "piccolo brutto e cattivo" per giunta frustrato, con cui ho discusso in maniera molto aspra, ritenendo doveroso fargli notare un suo errore, con sincera calma, così come mi è stato insegnato proprio lì a Rivolta. A tal proposito credo che al posto di metterlo in "panchina", sia invece il caso che i suoi colleghi e diretti superiori lo ascoltino un po' di più. Non sminuendo così, la sua autorità, più di quanto già non senta.
Sarebbe infatti un controsenso ed un errore colossale, vedere mancare il gioco di squadra proprio da chi, così mirabilmente, mi ha insegnato cosa vuol dire essere un gruppo, non voglio soffermarmi sui motivi che hanno fatto sì che il mio percorso si interrompesse dopo 29 lunghi giorni di impegno mio e del personale. A tempo debito sono sicuro si chiarirà tutto. Non biasimo il personale, proprio perché riconosco di aver un carattere (uno solo) a dir poco difficile, un vissuto tremendo, ma soprattutto una personalità forte che nella mia difficile esistenza mi è servita per sopravvivere, ma che ha reso difficile il mio relazionarmi con il prossimo.
Ripeto: ciò che riguarda la mia brutta uscita da quella struttura non può e non deve incidere sul mio giudizio finale.
"Squadra che vince non si cambia".
Voto medio 
 
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Competenza 
 
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Assistenza 
 
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Pulizia 
 
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Servizi 
 
3.0
Opinione inserita da Amedeo 23 Novembre, 2013

Squadra che vince non si cambia

"Squadra che vince non si cambia".
Questo è quello che direbbe mister Mondonico, ed avrebbe ragione.
La mia esperienza a Rivolta non può che dirsi positiva, anche se misteriosamente finita male. Non è di sicuro un villaggio vacanze, né tantomeno una clinica di lusso per rockstar.
Rivolta è una struttura dove ci si mette in discussione e lo si può fare solo se si accetta la propria condizione, il mio percorso non è stato sicuramente semplice, anzi.
E' stato duro e faticoso, colpa di un ego ingombrante e di un vissuto pesante.
Ma mentirei se non ammettessi di essere stato aiutato e molto.
Le mie perplessità rimangono personali, e spero verranno chiarite prima o poi in sedi opportune. Tuttavia non trovo giusto che non si comprendano alcuni fattori basilari di questa esperienza.
Prima di tutto il tempo non gioca affatto a loro favore, hanno quattro/cinque settimane per rimettere in piedi persone che hanno passato anni della loro vita a buttarsi giù.
Secondo, i gruppi servono per insegnare alle persone l'importanza dell'altro ed a sostituire le sostanze con relazioni umane positive e non "tossiche".
Quindi se si spera, o ci si aspetta di essere al centro dell'attenzione, credo proprio che sia più opportuno orientarsi verso un percorso individuale e non presso questa struttura.
La vigilanza è stretta e di sicuro non è facile che accadano episodi spiacevoli. Il personale è sicuramente preparato, ma ciò che più mi ha colpito e servito, è stata l'umanità e l'empatia che ho trovato tra le operatrici.
Sempre pronte a tenderti una mano e a dedicare a chi lo richiede il loro prezioso ascolto.
Per quanto riguarda l'equipe medica, ritengo di poter dire che, nonostante le individualità eccellenti, non sia facile non subire l'influenza di un leader carismatico come il dottor Cerizza.
Personaggi così, o li si ama, o li si odia, per quanto mi riguarda lo conosco così poco che trovo assai difficile esprimere un giudizio su di lui.
Considero infatti l'odio e l'amore sentimenti troppo importanti, per poter spiegare ciò che provo per una persona a cui sono sicuramente grato, ma che, per circostanze fortuite, non ho avuto la possibilità di frequentare. Durante la mia permanenza infatti si è assentato per una meritata vacanza. Facendo così tirare una boccata d'aria al personale.
Come ho scritto sin dall'inizio "squadra che vince non si cambia", ma proprio perché ci credo, vorrei soffermare la mia attenzione sul personale infermieristico.
Tutti molto in gamba tranne un personaggio, "piccolo brutto e cattivo" per giunta frustrato, con cui ho discusso in maniera molto aspra, ritenendo doveroso fargli notare un suo errore, con sincera calma, così come mi è stato insegnato proprio lì a Rivolta. A tal proposito credo che al posto di metterlo in "panchina", sia invece il caso che i suoi colleghi e diretti superiori lo ascoltino un po' di più. Non sminuendo così, la sua autorità, più di quanto già non senta.
Sarebbe infatti un controsenso ed un errore colossale, vedere mancare il gioco di squadra proprio da chi, così mirabilmente, mi ha insegnato cosa vuol dire essere un gruppo, non voglio soffermarmi sui motivi che hanno fatto sì che il mio percorso si interrompesse dopo 29 lunghi giorni di impegno mio e del personale. A tempo debito sono sicuro si chiarirà tutto. Non biasimo il personale, proprio perché riconosco di aver un carattere (uno solo) a dir poco difficile, un vissuto tremendo, ma soprattutto una personalità forte che nella mia difficile esistenza mi è servita per sopravvivere, ma che ha reso difficile il mio relazionarmi con il prossimo.
Ripeto: ciò che riguarda la mia brutta uscita da quella struttura non può e non deve incidere sul mio giudizio finale.
"Squadra che vince non si cambia".

Patologia trattata
Dipendenza da alcool e stupefacenti.
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Ciao a tutti, vorrei dire la mia in merito al servizio:
non è un servizio adatto a tutti, se una persona non è pronta, o non ha scelto ancora, è molto difficile la riuscita dell'intervento (anche se ci si viene portati dall'equipe in alcuni casi).
Penso che una persona fragile, in difficoltà, problematica, sensibile ecc. possa trovare la propria strada affrontando il percorso che offre il servizio.
Si predilige la persona al farmaco, i rapporti, gli scontri i confronti, tutte cose che se ci pensate sono alla base di una crescita sana.
Io stesso me ne sono andato la prima volta per tre giorni, ma durante quel periodo ho capito quanto fosse importante per me e la mia vita trovare una strada.
Quella strada mi è stata fatta vedere, aperta e fatta seguire grazie alle persone che lavorano nel servizio, nessuno escluso.
Ho identificato gli obiettivi da seguire e con "fatica" ho iniziato a perseguirli; non avevo una identità.
Oggi sono un educatore di una comunità per minori problematici, ho conseguito il titolo di tecnico dei servizi sociali, sono integrato nella società in cui vivo, riconosco le mie emozioni, i miei limiti, le mie paure, tutto questo grazie al lavoro svolto insieme alle persone di questo servizio, insieme siamo cresciuti, proprio come una seconda rinascita....
Mettersi in gioco è sempre una vittoria mai una sconfitta.
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Servizi 
 
5.0
Opinione inserita da Ivan 25 Settembre, 2013

Rinascita...

Ciao a tutti, vorrei dire la mia in merito al servizio:
non è un servizio adatto a tutti, se una persona non è pronta, o non ha scelto ancora, è molto difficile la riuscita dell'intervento (anche se ci si viene portati dall'equipe in alcuni casi).
Penso che una persona fragile, in difficoltà, problematica, sensibile ecc. possa trovare la propria strada affrontando il percorso che offre il servizio.
Si predilige la persona al farmaco, i rapporti, gli scontri i confronti, tutte cose che se ci pensate sono alla base di una crescita sana.
Io stesso me ne sono andato la prima volta per tre giorni, ma durante quel periodo ho capito quanto fosse importante per me e la mia vita trovare una strada.
Quella strada mi è stata fatta vedere, aperta e fatta seguire grazie alle persone che lavorano nel servizio, nessuno escluso.
Ho identificato gli obiettivi da seguire e con "fatica" ho iniziato a perseguirli; non avevo una identità.
Oggi sono un educatore di una comunità per minori problematici, ho conseguito il titolo di tecnico dei servizi sociali, sono integrato nella società in cui vivo, riconosco le mie emozioni, i miei limiti, le mie paure, tutto questo grazie al lavoro svolto insieme alle persone di questo servizio, insieme siamo cresciuti, proprio come una seconda rinascita....
Mettersi in gioco è sempre una vittoria mai una sconfitta.

Patologia trattata
Alcol e correlati.
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Dopo tre anni di buio assoluto, finalmente anche nella mia vita si è accesa una luce....
Sono la mamma di una ragazza stupenda, piena di potenzialità, dolcissima... ma con un problema: la dipendenza dall'alcool.
Scrivo queste poche righe solo per esprimere il mio immenso grazie per il lavoro fatto con mia figlia. E' stata ricoverata presso il reparto di alcologia di Rivolta per 4 settimane, e grazie al lavoro della meravigliosa equipe di educatori, personale infermieristico, medici e psicologi, sono tornata a sperare.
Mia figlia è uscita dal reparto non avendo concluso il percorso che le era stato suggerito, ma il lavoro fatto su di lei e con lei ha dato i suoi frutti. Uscita dall'ospedale, completamente disorientata e a prima vista più incasinata di quando è entrata, ha continuato a frequentare il centro diurno presso il NOA dove, con l'aiuto della psicologa di riferimento, ha continuato il lavoro iniziato a Rivolta. Mia figlia ha preso piena coscienza della sua realtà, dei suoi problemi e del cammino che ancora le restava da compiere. E così, dopo giorni e settimane, all'inizio di agosto l'ho accompagnata presso una comunità per completare questo suo percorso.
Siamo partite sole, io e lei, e abbiamo avuto il modo di assaporare qualche attimo speciale, in vista del lungo periodo in cui non sarà possibile vederci o comunicare, e proprio prima di andarsene mi ha pregato di contattarvi e di esprimervi tutta la sua riconoscenza e il suo grazie per averla portata a prendere la decisione di entrare in comunità.
Insieme al suo grazie, vi mando anche il mio di grazie. Un grazie veramente grande e pieno di gratitudine: per me siete stati tutti veramente unici. I momenti di condivisione con gli incontri multi-famigliari hanno lasciato nel mio cuore e nella mia mente un segno importante e una fonte di grande speranza e determinazione. Mi avete dato nuovi motivi di riflessione, voglia di ricominciare, speranza, determinazione e, dopo tanti anni mi sono sentita accettata per quello che sono, mi sono sentita ancora donna e madre e ho buttato tutti i sensi di colpa e le paure che mi tenevano legata come una zavorra senza permettermi di guardare oltre.
Mi mancate un sacco, e questi momenti che tengo nel cuore con affetto e nostalgia saranno sempre per me motivo e stimolo per migliorarmi.
Un grazie particolare alla dott.ssa Corradi, che ha saputo essermi vicina con dolcezza in alcune occasioni e che mi ha dato i giusti "scossoni" quando mi perdevo in elucubrazioni strane. Un grazie ancora più grande al dott. Cerizza, che con una delicatezza e una dolcezza veramente uniche mi ha fatto sorridere e mi ha fatto venir voglia di guardarmi allo specchio e dirmi "forza, non sei proprio così male e non sei proprio da rottamare"....

Un abbraccio a tutti voi e ancora grazie.
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Opinione inserita da tina 30 Agosto, 2013

NON SIAMO SOLI.....

Dopo tre anni di buio assoluto, finalmente anche nella mia vita si è accesa una luce....
Sono la mamma di una ragazza stupenda, piena di potenzialità, dolcissima... ma con un problema: la dipendenza dall'alcool.
Scrivo queste poche righe solo per esprimere il mio immenso grazie per il lavoro fatto con mia figlia. E' stata ricoverata presso il reparto di alcologia di Rivolta per 4 settimane, e grazie al lavoro della meravigliosa equipe di educatori, personale infermieristico, medici e psicologi, sono tornata a sperare.
Mia figlia è uscita dal reparto non avendo concluso il percorso che le era stato suggerito, ma il lavoro fatto su di lei e con lei ha dato i suoi frutti. Uscita dall'ospedale, completamente disorientata e a prima vista più incasinata di quando è entrata, ha continuato a frequentare il centro diurno presso il NOA dove, con l'aiuto della psicologa di riferimento, ha continuato il lavoro iniziato a Rivolta. Mia figlia ha preso piena coscienza della sua realtà, dei suoi problemi e del cammino che ancora le restava da compiere. E così, dopo giorni e settimane, all'inizio di agosto l'ho accompagnata presso una comunità per completare questo suo percorso.
Siamo partite sole, io e lei, e abbiamo avuto il modo di assaporare qualche attimo speciale, in vista del lungo periodo in cui non sarà possibile vederci o comunicare, e proprio prima di andarsene mi ha pregato di contattarvi e di esprimervi tutta la sua riconoscenza e il suo grazie per averla portata a prendere la decisione di entrare in comunità.
Insieme al suo grazie, vi mando anche il mio di grazie. Un grazie veramente grande e pieno di gratitudine: per me siete stati tutti veramente unici. I momenti di condivisione con gli incontri multi-famigliari hanno lasciato nel mio cuore e nella mia mente un segno importante e una fonte di grande speranza e determinazione. Mi avete dato nuovi motivi di riflessione, voglia di ricominciare, speranza, determinazione e, dopo tanti anni mi sono sentita accettata per quello che sono, mi sono sentita ancora donna e madre e ho buttato tutti i sensi di colpa e le paure che mi tenevano legata come una zavorra senza permettermi di guardare oltre.
Mi mancate un sacco, e questi momenti che tengo nel cuore con affetto e nostalgia saranno sempre per me motivo e stimolo per migliorarmi.
Un grazie particolare alla dott.ssa Corradi, che ha saputo essermi vicina con dolcezza in alcune occasioni e che mi ha dato i giusti "scossoni" quando mi perdevo in elucubrazioni strane. Un grazie ancora più grande al dott. Cerizza, che con una delicatezza e una dolcezza veramente uniche mi ha fatto sorridere e mi ha fatto venir voglia di guardarmi allo specchio e dirmi "forza, non sei proprio così male e non sei proprio da rottamare"....

Un abbraccio a tutti voi e ancora grazie.

Patologia trattata
Alcolismo.
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Sono trascorsi circa 3 anni dal mio ricovero presso il reparto di Alcologia dell’Ospedale di Rivolta.
La trasformazione della mia persona è stata totale e profonda. Il percorso iniziato, e che sto continuando giorno dopo giorno, ha saputo scuotermi, penetrando l’armatura che mi ero costruito.
Oggi cerco di affrontare la vita con abitudini completamente diverse e mi sono messo al centro della mia vita prendendo decisioni, facendo delle scelte, comportamenti per me assolutamente nuovi.
Ma la cosa più grande e più forte che ho acquisito è la CAPACITA DI VIVERE LE MIE EMOZIONI, con meno paura.
L’equipe medica del reparto è altamente professionale, serio e disponibile.
Certo è che il percorso è molto duro, ho constatato che ci vuole una totale motivazione e forza per affrontarlo e portarlo avanti.
Si arriva in questo luogo con un bagaglio di rapporti interpersonali pessimi, con una capacità di relazionarsi alla realtà totalmente deformata dall’abuso delle sostanze.
Non si è in grado di accettare critiche, consigli, una guida alle cose più elementari della vita (si sono perse per strada) senza sentirsi feriti e offesi.
Con il passare dei giorni però, con l’assistenza ferma e costante degli operatori, la situazione diventa sempre più chiara e quello che nei primi giorni faceva male, lo si percepisce invece come
una mano tesa verso una vita migliore.
La struttura e i servizi sono essenziali ma credo che ciò rispecchi l’obiettivo primario di questo reparto: aiutare ogni essere umano ad arrivare all’essenza di sé stesso, al proprio valore come uomo, dando il giusto valore alle cose, in primis a sé stessi.
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Opinione inserita da antonio 30 Agosto, 2013

Fatica, impegno, soddisfazione

Sono trascorsi circa 3 anni dal mio ricovero presso il reparto di Alcologia dell’Ospedale di Rivolta.
La trasformazione della mia persona è stata totale e profonda. Il percorso iniziato, e che sto continuando giorno dopo giorno, ha saputo scuotermi, penetrando l’armatura che mi ero costruito.
Oggi cerco di affrontare la vita con abitudini completamente diverse e mi sono messo al centro della mia vita prendendo decisioni, facendo delle scelte, comportamenti per me assolutamente nuovi.
Ma la cosa più grande e più forte che ho acquisito è la CAPACITA DI VIVERE LE MIE EMOZIONI, con meno paura.
L’equipe medica del reparto è altamente professionale, serio e disponibile.
Certo è che il percorso è molto duro, ho constatato che ci vuole una totale motivazione e forza per affrontarlo e portarlo avanti.
Si arriva in questo luogo con un bagaglio di rapporti interpersonali pessimi, con una capacità di relazionarsi alla realtà totalmente deformata dall’abuso delle sostanze.
Non si è in grado di accettare critiche, consigli, una guida alle cose più elementari della vita (si sono perse per strada) senza sentirsi feriti e offesi.
Con il passare dei giorni però, con l’assistenza ferma e costante degli operatori, la situazione diventa sempre più chiara e quello che nei primi giorni faceva male, lo si percepisce invece come
una mano tesa verso una vita migliore.
La struttura e i servizi sono essenziali ma credo che ciò rispecchi l’obiettivo primario di questo reparto: aiutare ogni essere umano ad arrivare all’essenza di sé stesso, al proprio valore come uomo, dando il giusto valore alle cose, in primis a sé stessi.

Patologia trattata
Dipendenza alcool e gioco.
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Sono la sorella di un ragazzo che è stato ricoverato un mese nel reparto di alcologia dell'Ospedale di Rivolta d'Adda, circa 3 anni fa, e tutt'ora sta seguendo un percorso di recupero presso la struttura.
Ho frequentato diversi incontri di gruppo tra familiari, pazienti e medici.
L'impatto al primo incontro è stato tosto, l'ambiente trasudava la sofferenza di queste persone, tutte, chi era in cura e chi non lo era; chi era un parente, una moglie coraggiosa, un padre ed una madre con lo sguardo spaesato, chi abbandonato dalla famiglia aveva un prezioso amico al proprio fianco.. Tutti a cercare un perché, tutti a cercare silenziosamente un aiuto.
L'atteggiamento del medico che gestiva l'incontro è stato fermo e deciso: ho percepito la chiara volontà di cercare di aiutare queste persone a restare agganciate ai loro pensieri, a costruirsi una forza di volontà totalmente persa.
In quel momento ho capito che SOLO il sostegno di persone preparate può veramente aiutare i propri cari ad uscire dal tunnel della dipendenza: bisogna avere fiducia e crederci.
Da soli con il nostro amore e le nostre parole, senza una preparazione NON POSSIAMO FARCELA.
Dobbiamo stare vicini ai nostri cari, ma rivolgerci subito ad un centro specializzato. Io non so ancora chi ringraziare per essere arrivati a Rivolta poiché, alla luce dei risultati ottenuti, non finirò mai di essere grata a quei psicologi e a quegli operatori così umani, così semplici che hanno aiutato mio fratello a liberarsi dalle sue paure più grandi e tornare a vivere.
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Opinione inserita da FRANCA 29 Agosto, 2013

DA SOLI NON POSSIAMO FARCELA

Sono la sorella di un ragazzo che è stato ricoverato un mese nel reparto di alcologia dell'Ospedale di Rivolta d'Adda, circa 3 anni fa, e tutt'ora sta seguendo un percorso di recupero presso la struttura.
Ho frequentato diversi incontri di gruppo tra familiari, pazienti e medici.
L'impatto al primo incontro è stato tosto, l'ambiente trasudava la sofferenza di queste persone, tutte, chi era in cura e chi non lo era; chi era un parente, una moglie coraggiosa, un padre ed una madre con lo sguardo spaesato, chi abbandonato dalla famiglia aveva un prezioso amico al proprio fianco.. Tutti a cercare un perché, tutti a cercare silenziosamente un aiuto.
L'atteggiamento del medico che gestiva l'incontro è stato fermo e deciso: ho percepito la chiara volontà di cercare di aiutare queste persone a restare agganciate ai loro pensieri, a costruirsi una forza di volontà totalmente persa.
In quel momento ho capito che SOLO il sostegno di persone preparate può veramente aiutare i propri cari ad uscire dal tunnel della dipendenza: bisogna avere fiducia e crederci.
Da soli con il nostro amore e le nostre parole, senza una preparazione NON POSSIAMO FARCELA.
Dobbiamo stare vicini ai nostri cari, ma rivolgerci subito ad un centro specializzato. Io non so ancora chi ringraziare per essere arrivati a Rivolta poiché, alla luce dei risultati ottenuti, non finirò mai di essere grata a quei psicologi e a quegli operatori così umani, così semplici che hanno aiutato mio fratello a liberarsi dalle sue paure più grandi e tornare a vivere.

Patologia trattata
Dipendenza alcool e gioco.
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Dopo una vita legata alle sostanze ho deciso di farmi aiutare.
Non era la prima volta però che entravo in un centro di riabilitazione, dopo essere stato a Villa Maria Luigia in provincia di Parma, posto che sconsiglio vivamente, dove non ho tratto alcun beneficio; lì infatti non c'erano gruppi di terapia, non si faceva sport e non c'erano nemmeno incontri nè con medici, nè con educatori: l'unica terapia per i pazienti era quella farmacologica, praticamente si gioca a carte, si dorme, ti danno pastiglie e si fanno degli incontri con persone non sempre motivate a uscire fuori dai propri problemi.
Dal primo giorno in cui sono entrato nel reparto di Rivolta, invece, ho avuto la netta sensazione di avere a che fare con delle persone speciali, oltre che a dei professionisti con gli attributi; in ogni caso mi è stato chiaro sin da subito che avrei dovuto impegnarmi a fondo per raggiungere i miei obiettivi.
Nessuno qui ha una bacchetta magica per risolvere i problemi, ma se si è veramente motivati è il posto giusto.
Il metodo utilizzato mi ha sbalordito per la sua semplicità, nessun farmaco, nessuna psicanalisi, nessuna strana teoria new age, ma semplicemente sostituire le sostanze con le persone.
Avvicinarsi agli altri, ascoltare, non isolarsi, sradicare atteggiamenti tossici, fare esercizio la mattina, farsi il letto, fare da mangiare ecc., tutte pratiche di vita quotidiana riviste accanto agli operatori, sempre presenti insieme ai dottori in ogni momento della giornata sia di difficoltà che di gioia.
Mi sono affidato a tutto il personale e mi sono lasciato guidare in questa esperienza e sono ripartito da zero.
Inoltre ci sono gruppi di psicoterapia praticamente tutti i giorni, tre volte a settimana ci sono gruppi anche con i familiari, oltre a corsi sanitari e attività di gruppo, come uscite e giochi che rafforzano giorno dopo giorno la tua volontà e l'orgoglio di vivere in astinenza dalle sostanze...
Che altro dire, oggi sono 136 giorni da che sono entrato a Rivolta e ci sarebbe già da scrivere un libro; ho deciso di continuare il percorso negli appartamenti, su invito del dott. Cerizza, perchè ho sentito che dovevo andare a fondo alle mie questioni e che per me era l'opportunità giusta per imparare a conoscermi realmente insieme ad altre persone come me.
Un'esperienza unica che mi sta cambiando la vita.
Grazie a tutti
Jacopo :)
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Opinione inserita da jacopo 09 Giugno, 2013

Il percorso continua....

Dopo una vita legata alle sostanze ho deciso di farmi aiutare.
Non era la prima volta però che entravo in un centro di riabilitazione, dopo essere stato a Villa Maria Luigia in provincia di Parma, posto che sconsiglio vivamente, dove non ho tratto alcun beneficio; lì infatti non c'erano gruppi di terapia, non si faceva sport e non c'erano nemmeno incontri nè con medici, nè con educatori: l'unica terapia per i pazienti era quella farmacologica, praticamente si gioca a carte, si dorme, ti danno pastiglie e si fanno degli incontri con persone non sempre motivate a uscire fuori dai propri problemi.
Dal primo giorno in cui sono entrato nel reparto di Rivolta, invece, ho avuto la netta sensazione di avere a che fare con delle persone speciali, oltre che a dei professionisti con gli attributi; in ogni caso mi è stato chiaro sin da subito che avrei dovuto impegnarmi a fondo per raggiungere i miei obiettivi.
Nessuno qui ha una bacchetta magica per risolvere i problemi, ma se si è veramente motivati è il posto giusto.
Il metodo utilizzato mi ha sbalordito per la sua semplicità, nessun farmaco, nessuna psicanalisi, nessuna strana teoria new age, ma semplicemente sostituire le sostanze con le persone.
Avvicinarsi agli altri, ascoltare, non isolarsi, sradicare atteggiamenti tossici, fare esercizio la mattina, farsi il letto, fare da mangiare ecc., tutte pratiche di vita quotidiana riviste accanto agli operatori, sempre presenti insieme ai dottori in ogni momento della giornata sia di difficoltà che di gioia.
Mi sono affidato a tutto il personale e mi sono lasciato guidare in questa esperienza e sono ripartito da zero.
Inoltre ci sono gruppi di psicoterapia praticamente tutti i giorni, tre volte a settimana ci sono gruppi anche con i familiari, oltre a corsi sanitari e attività di gruppo, come uscite e giochi che rafforzano giorno dopo giorno la tua volontà e l'orgoglio di vivere in astinenza dalle sostanze...
Che altro dire, oggi sono 136 giorni da che sono entrato a Rivolta e ci sarebbe già da scrivere un libro; ho deciso di continuare il percorso negli appartamenti, su invito del dott. Cerizza, perchè ho sentito che dovevo andare a fondo alle mie questioni e che per me era l'opportunità giusta per imparare a conoscermi realmente insieme ad altre persone come me.
Un'esperienza unica che mi sta cambiando la vita.
Grazie a tutti
Jacopo :)

Patologia trattata
Dipendenza da Alcool, Cocaina e cannabis.
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Sono passati sette mesi dal mio ricovero a Rivolta e l'unica cosa che posso dire è che sono uscita dalla mia dipendenza solo grazie alla mia volontà e all'aiuto dei miei familiari, non certo grazie a quello dell'equipe di Rivolta, nè tantomeno a quello della mia referente.
Credo che il rispetto della persona sia la cosa più importante oggi giorno, cosa che i medici di questo dipartimento sembra non considerino proprio.
Ho passato quasi 6 settimane a Rivolta, rispondendo a tutto e tutti secondo le loro idee.
I miei compagni di viaggio sono stati fantastici, nei momenti di sconforto mi hanno aiutata tantissimo perchè aiutare una persona non vuol dire mortificarla, farla sentire una nullità ma, al contrario, il calore umano in questi casi è assolutamente necessario.
In conclusione, ringrazio me stessa e mio marito.
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Opinione inserita da giulia 30 Mag, 2013

Dipendenza da farmaci

Sono passati sette mesi dal mio ricovero a Rivolta e l'unica cosa che posso dire è che sono uscita dalla mia dipendenza solo grazie alla mia volontà e all'aiuto dei miei familiari, non certo grazie a quello dell'equipe di Rivolta, nè tantomeno a quello della mia referente.
Credo che il rispetto della persona sia la cosa più importante oggi giorno, cosa che i medici di questo dipartimento sembra non considerino proprio.
Ho passato quasi 6 settimane a Rivolta, rispondendo a tutto e tutti secondo le loro idee.
I miei compagni di viaggio sono stati fantastici, nei momenti di sconforto mi hanno aiutata tantissimo perchè aiutare una persona non vuol dire mortificarla, farla sentire una nullità ma, al contrario, il calore umano in questi casi è assolutamente necessario.
In conclusione, ringrazio me stessa e mio marito.

Patologia trattata
Dipendenza da farmaci.
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Ho trascorso 3 settimane a Rivolta 2 mesi fa circa e non faccio altro che confermare la recensione negativa di Michele (nel commento sotto). Non riesco a capire come tutti possano parlare positivamente di questo posto: metodo usato, linguaggio e rispetto nei confronti della persona SOTTO ZERO. Le uniche persone che si salvano siamo noi, che entriamo a curarci, e gli infermieri che ci supportano. Con questi metodi così autoritari non fanno altro che peggiorare la situazione e confondere la persona e la famiglia, anziché incentivare entrambe le parti. Sono pochi quelli che riescono a uscirne vincitori, perché vengono riscontrate una valanga di preferenze. Se non riuscite a uscire da questa dipendenza, chiedete aiuto a una comunità specializzata, sperando di trovare persone un po' più umane!!!!
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Opinione inserita da Massimo 22 Mag, 2013

Confermo la delusione

Ho trascorso 3 settimane a Rivolta 2 mesi fa circa e non faccio altro che confermare la recensione negativa di Michele (nel commento sotto). Non riesco a capire come tutti possano parlare positivamente di questo posto: metodo usato, linguaggio e rispetto nei confronti della persona SOTTO ZERO. Le uniche persone che si salvano siamo noi, che entriamo a curarci, e gli infermieri che ci supportano. Con questi metodi così autoritari non fanno altro che peggiorare la situazione e confondere la persona e la famiglia, anziché incentivare entrambe le parti. Sono pochi quelli che riescono a uscirne vincitori, perché vengono riscontrate una valanga di preferenze. Se non riuscite a uscire da questa dipendenza, chiedete aiuto a una comunità specializzata, sperando di trovare persone un po' più umane!!!!

Patologia trattata
Alcoolismo.
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Sono stato ricoverato circa due anni fa per seguire il trattamento firmato Dott. Cerizza.
Durata: 14 giorni. Ho incontrato ragazzi come me fantastici e motivati, ma se non rispondevi alle loro misteriose aspettative, venivi insultato in maniera impensabile: parolacce, insulti personali e a i membri della tua famiglia. Una cosa mai vista!
Io me ne sono andato rispondendo a tono a tutta l'equipe. Il mio problema di alcolismo l'ho superato entrando in una comunità dove sono stato trattato come un essere umano e non come un idiota.
Spero che questo commento negativo possa aiutare qualcuno. Basta solo buone recensioni!
Michele
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Opinione inserita da Michele Sacco 10 Mag, 2013

Una grande delusione

Sono stato ricoverato circa due anni fa per seguire il trattamento firmato Dott. Cerizza.
Durata: 14 giorni. Ho incontrato ragazzi come me fantastici e motivati, ma se non rispondevi alle loro misteriose aspettative, venivi insultato in maniera impensabile: parolacce, insulti personali e a i membri della tua famiglia. Una cosa mai vista!
Io me ne sono andato rispondendo a tono a tutta l'equipe. Il mio problema di alcolismo l'ho superato entrando in una comunità dove sono stato trattato come un essere umano e non come un idiota.
Spero che questo commento negativo possa aiutare qualcuno. Basta solo buone recensioni!
Michele

Patologia trattata
Alcolismo.
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Un grazie di cuore per il tempo dedicatomi; sto cercando di rigare dritto e le vostre parole mi rimbombano in testa. Posso farcela, lo voglio ed è ora di rimboccarsi le maniche. Ciao a tutti: Antonello, Cristina, Stevi, Marianna, Nausica, Grazia, Giorgio, Manuela. Vi penso tanto, continuate così.
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4.0
Opinione inserita da alessandro mazzocchi 12 Marzo, 2013

Anche se non ho finito il programma, ringrazio

Un grazie di cuore per il tempo dedicatomi; sto cercando di rigare dritto e le vostre parole mi rimbombano in testa. Posso farcela, lo voglio ed è ora di rimboccarsi le maniche. Ciao a tutti: Antonello, Cristina, Stevi, Marianna, Nausica, Grazia, Giorgio, Manuela. Vi penso tanto, continuate così.

Patologia trattata
Cocaina, alcol, gioco patologico.
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Ciao, sono Monica e sono una alcolista e non mi vergogno ad ammetterlo pubblicamente. Sono stata ricoverata a Rivolta ed il mio ringraziamento va a tutti gli operatori del servizio, alla mia referente Dr.ssa Elena Battistini e all'insostituibile Dr. Giorgio Cerizza. Ma il ringraziamento più grande va a me, che ho avuto il coraggio di ammettere a me stessa che il mio "problemino con l'alcool"... non era proprio un problemino, ma ero diventata alcolista. Grazie al sostegno di Rivolta è avvenuto in me un cambiamento, un cambiamento nello stile di vita che conducevo e che attualmente conduco. Da quando ho scelto l'astinenza, sono diventata un’altra persona, ho riacquistato la mia dignità, sono ritornata ad essere una buona madre ed orgogliosa di aver ritrovato la mia vita!!! Sono sobria da 97 giorni... Consiglio vivamente, anche se con tante paure e remore, di intraprendere questo difficile ma meraviglioso percorso, grazie al quale, chiaramente con la propria forza di volontà, si viene in possesso di strumenti necessari, per tornare a vivere.. perchè una vita da sobri è degna di essere chiamata vita. Un ringraziamento particolare al mio gruppo, che porterò sempre nel cuore. Monica
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Opinione inserita da monica 19 Gennaio, 2013

Non più confusa... ma felice

Ciao, sono Monica e sono una alcolista e non mi vergogno ad ammetterlo pubblicamente. Sono stata ricoverata a Rivolta ed il mio ringraziamento va a tutti gli operatori del servizio, alla mia referente Dr.ssa Elena Battistini e all'insostituibile Dr. Giorgio Cerizza. Ma il ringraziamento più grande va a me, che ho avuto il coraggio di ammettere a me stessa che il mio "problemino con l'alcool"... non era proprio un problemino, ma ero diventata alcolista. Grazie al sostegno di Rivolta è avvenuto in me un cambiamento, un cambiamento nello stile di vita che conducevo e che attualmente conduco. Da quando ho scelto l'astinenza, sono diventata un’altra persona, ho riacquistato la mia dignità, sono ritornata ad essere una buona madre ed orgogliosa di aver ritrovato la mia vita!!! Sono sobria da 97 giorni... Consiglio vivamente, anche se con tante paure e remore, di intraprendere questo difficile ma meraviglioso percorso, grazie al quale, chiaramente con la propria forza di volontà, si viene in possesso di strumenti necessari, per tornare a vivere.. perchè una vita da sobri è degna di essere chiamata vita. Un ringraziamento particolare al mio gruppo, che porterò sempre nel cuore. Monica

Patologia trattata
Alcolismo.
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Grazie di cuore agli infermieri ma, soprattutto, grazie a Donatella, Silvia, Salvatore e Stevi con Nausicaa, Liliana, Giorgio, Cristina e tutti gli altri, per la pazienza che hanno nei nostri confronti. Grazie ad Elena e Paola, grazie allo staff medico, ma un grazie di cuore alla mia referente, dr.ssa Elena Battistini, che in un momento di sconforto ha saputo rassicurarmi e, con la forza della mia volontà, ma, soprattutto, con l'aiuto del mio gruppo e il loro calore, mi hanno dato la forza di continuare e terminare questo percorso. Ora devo solo mettere in pratica l'insegnamento che ho avuto in questo periodo; un grazie di cuore anche ai miei figli Sarah e Claudio, che nei momenti bui mi sono sempre stati vicini.
Antonella
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Opinione inserita da antonella 02 Gennaio, 2013

Ringraziamenti

Grazie di cuore agli infermieri ma, soprattutto, grazie a Donatella, Silvia, Salvatore e Stevi con Nausicaa, Liliana, Giorgio, Cristina e tutti gli altri, per la pazienza che hanno nei nostri confronti. Grazie ad Elena e Paola, grazie allo staff medico, ma un grazie di cuore alla mia referente, dr.ssa Elena Battistini, che in un momento di sconforto ha saputo rassicurarmi e, con la forza della mia volontà, ma, soprattutto, con l'aiuto del mio gruppo e il loro calore, mi hanno dato la forza di continuare e terminare questo percorso. Ora devo solo mettere in pratica l'insegnamento che ho avuto in questo periodo; un grazie di cuore anche ai miei figli Sarah e Claudio, che nei momenti bui mi sono sempre stati vicini.
Antonella

Patologia trattata
Alcolismo.
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sono passati ad oggi 150 giorni, non ho sofferto mai l'astinenza e sono un UOMO NUOVO!
A volte addirittura mi manca perchè ti rimangono nel cuore tutte le persone che hai incontrato, dai medici agli infermieri, ai pazienti tra i quali individui persone speciali che si sono rovinate dai VIZI troppo spesso presi sottogamba! Credo che la vita, gli affetti, la famiglia, il lavoro, debbano essere messi al primo posto e, primo fra tutti, volersi bene!!!
NON PENSIATE SI POSSA SMETTERE CON L'ALCOL, LA DROGA, IL GIOCO, SENZA L'AIUTO DI PERSONE ESPERTE!!!!
Affidatevi a loro!
Grazie davvero di cuore!
Paolo Fileppo Biella
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Opinione inserita da paolo fileppo 07 Ottobre, 2011

grazie

sono passati ad oggi 150 giorni, non ho sofferto mai l'astinenza e sono un UOMO NUOVO!
A volte addirittura mi manca perchè ti rimangono nel cuore tutte le persone che hai incontrato, dai medici agli infermieri, ai pazienti tra i quali individui persone speciali che si sono rovinate dai VIZI troppo spesso presi sottogamba! Credo che la vita, gli affetti, la famiglia, il lavoro, debbano essere messi al primo posto e, primo fra tutti, volersi bene!!!
NON PENSIATE SI POSSA SMETTERE CON L'ALCOL, LA DROGA, IL GIOCO, SENZA L'AIUTO DI PERSONE ESPERTE!!!!
Affidatevi a loro!
Grazie davvero di cuore!
Paolo Fileppo Biella

Patologia trattata
alcolismo e disturbi comportamentali.
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Vorrei fossimo di più, alcolisti e non, ad avere il coraggio di esprimere le nostre debolezze umane, mi sembra strano che con tutte le persone che hanno affrontato il percorso a rivolta, solo in tre abbiano scritto il loro pensiero. Se fossimo di più potremmo aiutare tutti quelli che restano nell'ombra per la segretezza o per paura di dire: sono un alcolista. Ti auguro tanta serenità. Roberto.t
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Opinione inserita da roberto 24 Settembre, 2011

complimenti

Vorrei fossimo di più, alcolisti e non, ad avere il coraggio di esprimere le nostre debolezze umane, mi sembra strano che con tutte le persone che hanno affrontato il percorso a rivolta, solo in tre abbiano scritto il loro pensiero. Se fossimo di più potremmo aiutare tutti quelli che restano nell'ombra per la segretezza o per paura di dire: sono un alcolista. Ti auguro tanta serenità. Roberto.t

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alcolismo.
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Sono passati 10 anni..
Ora non ho piu' paura delle mie emozioni.
Vi voglio bene.
Matteo -Monza.
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Opinione inserita da matteo 26 Agosto, 2011

Grazie dopo 10 anni

Sono passati 10 anni..
Ora non ho piu' paura delle mie emozioni.
Vi voglio bene.
Matteo -Monza.

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alcolismo.
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sono passati 10 anni e 5 mesi e tutti gli anni almeno una volta torno con mia moglie in questo posto a ritrovare tutte quelle persone che mi hanno aiutato a tornare a vivere. Semplicemente GRAZIE
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Opinione inserita da Paolo Pieri 20 Giugno, 2011

grande reparto

sono passati 10 anni e 5 mesi e tutti gli anni almeno una volta torno con mia moglie in questo posto a ritrovare tutte quelle persone che mi hanno aiutato a tornare a vivere. Semplicemente GRAZIE

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Dopo tanti anni di tossicodipendenza e alcolismo, ho avuto la possibilità di vedere una parte di me stesso; nonostante avessi già alle spalle anni di comunità residenziale con un programma ergopsicoterapeutico,in questa struttura ho trovato un'equipe medica e infermieristica molto competente, che mi ha aiutato a dare quella svolta, per migliorare la mia vita, in positivo. Un particolare ringraziamento alla Dottoressa Elena Battistini.
Leonardo da Como.(Arca)
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Opinione inserita da Leonardo 31 Marzo, 2011

Se ci credi... ce la fai!!!!

Dopo tanti anni di tossicodipendenza e alcolismo, ho avuto la possibilità di vedere una parte di me stesso; nonostante avessi già alle spalle anni di comunità residenziale con un programma ergopsicoterapeutico,in questa struttura ho trovato un'equipe medica e infermieristica molto competente, che mi ha aiutato a dare quella svolta, per migliorare la mia vita, in positivo. Un particolare ringraziamento alla Dottoressa Elena Battistini.
Leonardo da Como.(Arca)

Patologia trattata
Alcolismo
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Complimenti di cuore ai Dottori sopra citati, a tutti gli infermieri dotati di tanta pazienza quotidiana (Giorgio, Sabrina, "Vanda"), alle meravigliose educatrici (Paola, Elena, Sara) e a tutte le persone esterne che si dedicano a noi alcolisti con passione vera. Ho sempre detto che svolgono un mestiere che non si può fare solo per lo stipendio a fine mese, se non hai passione è dura!!! Ho inserito 4 riguardo la competenza solo perchè chi beve o ha bevuto può sapere veramente cosa succede all'interno del corpo e della mente. Comunque il vero voto è 10, mi hanno salvato la vita! Un bacio grande a tutti.
Roberto Tosi
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Opinione inserita da roberto 08 Marzo, 2011

sempre nel mio cuore

Complimenti di cuore ai Dottori sopra citati, a tutti gli infermieri dotati di tanta pazienza quotidiana (Giorgio, Sabrina, "Vanda"), alle meravigliose educatrici (Paola, Elena, Sara) e a tutte le persone esterne che si dedicano a noi alcolisti con passione vera. Ho sempre detto che svolgono un mestiere che non si può fare solo per lo stipendio a fine mese, se non hai passione è dura!!! Ho inserito 4 riguardo la competenza solo perchè chi beve o ha bevuto può sapere veramente cosa succede all'interno del corpo e della mente. Comunque il vero voto è 10, mi hanno salvato la vita! Un bacio grande a tutti.
Roberto Tosi

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