Cardiologia Ospedale Brindisi

 
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Ospedali

Il reparto di Cardiologia e Unità Coronarica dell'Ospedale Di Summa - Antonio Perrino di Brindisi, situato sulla Strada Statale 7 per Mesagne, ha come Direttore il Dott. Gianfranco Ignone. Il reparto, dotato di 27 posti letto di ricovero + 8 in UTIC, si occupa dell'assistenza a pazienti affetti da patologie cardiovascolari, offrendo prestazioni cardiologiche urgenti e programmate in regime di ricovero ordinario, di day hospital ed ambulatoriale. L'unità operativa svolge inoltre attività intensiva presso l'Unita Coronarica ed ambulatorialmente gestisce l'Ambulatorio di ecocardiografia, l'Ambulatorio Holter, l'Ambulatorio di Ergometria e l'Ambulatorio di Aritmologia. Fanno parte dell'equipe medica i dottori NADOVEZZA, VALZANO, AGNELINI, DE GIORGIO, ZUFFIANO, MEDICO, LA FORGIA, MAVILIO, PALMISANO, GIORDA, DE CASTRO, SCIANARO, PLACIDO, LUCARELLI, BUNGARO.


Recensione Utenti

Opinioni inserite: 5

Voto medio 
 
2.3
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2.2  (5)
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Voti (il piu' alto e' il migliore)
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Ospedali
 sì
 no
NEL REPARTO DI UTIC NATO PER ACCOGLIERE 8 POSTI LETTO, TUTTI I GIORNI IL NUMERO DEI PAZIENTI ARRIVA FINO A 15, DI CUI MOLTI DI QUESTI SENZA LA POSSIBILITA' DI AVERE UN LETTO E QUINDI ADAGIATI SU BARELLE DI PRONTO SOCCORSO.. PER NON PARLARE POI DEL FATTO CHE QUESTI NON POSSONO ESSERE MONITORIZZATI. E' ORA DI CAMBIARE QUESTE ABITUDINI ORMAI VECCHIE DI 10 ANNI ORMAI, DIVERSI ARTICOLI DI QUOTIDIANI SONO STATI SCRITTI CON LE STESSE CARATTERISTICHE, MA NULLA E' CAMBIATO. IL PERSONALE, ORMAI ESAUSTO, NON REGGE QUESTI RITMI E GLI AMMALATI NON MERITANO DI ESSERE INFILATI COME SARDINE TRA UN LETTO O UNA BARELLA. I SINDACATI ASSENTI E LA DIREZIONE GENERALE E' MENO COMPETENTE DI TUTTO IL RESTO DELLA ASL. E' ORA DI CAMBIARE.
Voto medio 
 
2.8
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4.0
Assistenza 
 
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1.0
Opinione inserita da KAINO 25 Mag, 2014

NECESSARI CAMBIAMENTI

NEL REPARTO DI UTIC NATO PER ACCOGLIERE 8 POSTI LETTO, TUTTI I GIORNI IL NUMERO DEI PAZIENTI ARRIVA FINO A 15, DI CUI MOLTI DI QUESTI SENZA LA POSSIBILITA' DI AVERE UN LETTO E QUINDI ADAGIATI SU BARELLE DI PRONTO SOCCORSO.. PER NON PARLARE POI DEL FATTO CHE QUESTI NON POSSONO ESSERE MONITORIZZATI. E' ORA DI CAMBIARE QUESTE ABITUDINI ORMAI VECCHIE DI 10 ANNI ORMAI, DIVERSI ARTICOLI DI QUOTIDIANI SONO STATI SCRITTI CON LE STESSE CARATTERISTICHE, MA NULLA E' CAMBIATO. IL PERSONALE, ORMAI ESAUSTO, NON REGGE QUESTI RITMI E GLI AMMALATI NON MERITANO DI ESSERE INFILATI COME SARDINE TRA UN LETTO O UNA BARELLA. I SINDACATI ASSENTI E LA DIREZIONE GENERALE E' MENO COMPETENTE DI TUTTO IL RESTO DELLA ASL. E' ORA DI CAMBIARE.

Patologia trattata
INFARTO.
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no
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Mio padre, a seguito di un arresto cardiaco, e' stato ricoverato presso il reparto di cardiologia di Brindisi. Dopo essersi ripreso ed operato a Lecce, tutt'oggi viene seguito e supportato egregiamente dal dott. Ignone, persona alla quale dobbiamo molto e stimata per merito anche nell'ospedale di Gallarate, dove svolgo la mia attivita' lavorativa.
ROSA E VANNA GEMMA
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Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
4.0
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Opinione inserita da gemma emilio 28 Ottobre, 2013

GRAZIE AL DOTT. IGNONE

Mio padre, a seguito di un arresto cardiaco, e' stato ricoverato presso il reparto di cardiologia di Brindisi. Dopo essersi ripreso ed operato a Lecce, tutt'oggi viene seguito e supportato egregiamente dal dott. Ignone, persona alla quale dobbiamo molto e stimata per merito anche nell'ospedale di Gallarate, dove svolgo la mia attivita' lavorativa.
ROSA E VANNA GEMMA

Patologia trattata
POSTUMI DI ARRESTO CARDIACO.
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Mia zia è morta il 15 marzo 2012 al reparto Utic di Brindisi in seguito a complicazioni di natura cardiovascolare. Ricoverata qualche settimana prima per una infezione a livello degli arti inferiori a causa di una vasculopatia diabetica, viene sottoposta ad una angioplastica alla gamba; colpita da un infarto, successivamente subisce un'angioplastica al cuore e viene trasferita al reparto Utic. Inizialmente la situazione risulta stabile. Per cause non ancora note, la paziente entra in coma ipoglicemico nella totale indifferenza del personale di turno, che chiedeva A NOI parenti da quanto tempo fosse in quelle condizioni e il motivo dei suoi lamenti. Tra il menefreghismo e la maleducazione totale, pale per le feci sporche e soprattutto monitor della paziente spenti e fili staccati, la paziente riesce ad uscire dal coma. Frasi standard dette nel reparto da giorni erano "è stazionaria" ed "è grave". Dopo un paio di giorni la paziente muore per svariate complicanze.
Claudio N.
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1.5
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3.0
Servizi 
 
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Opinione inserita da Claudio 18 Marzo, 2012

15 marzo 2012

Mia zia è morta il 15 marzo 2012 al reparto Utic di Brindisi in seguito a complicazioni di natura cardiovascolare. Ricoverata qualche settimana prima per una infezione a livello degli arti inferiori a causa di una vasculopatia diabetica, viene sottoposta ad una angioplastica alla gamba; colpita da un infarto, successivamente subisce un'angioplastica al cuore e viene trasferita al reparto Utic. Inizialmente la situazione risulta stabile. Per cause non ancora note, la paziente entra in coma ipoglicemico nella totale indifferenza del personale di turno, che chiedeva A NOI parenti da quanto tempo fosse in quelle condizioni e il motivo dei suoi lamenti. Tra il menefreghismo e la maleducazione totale, pale per le feci sporche e soprattutto monitor della paziente spenti e fili staccati, la paziente riesce ad uscire dal coma. Frasi standard dette nel reparto da giorni erano "è stazionaria" ed "è grave". Dopo un paio di giorni la paziente muore per svariate complicanze.
Claudio N.

Patologia trattata
Infarto (inizialmente).
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no
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Mia madre è giunta al pronto soccorso il 29 settembre scorso mandata dal suo medico curante per il cuore e per una diarrea che gli antibiotici non erano riusciti a curare e gli accertamenti fatti non ne avevano diagnosticato l'origine. A lungo indecisi se metterla in cardiologia o in geriatria, i medici hanno optato per quest'ultima.
Ricoverata in geriatria e tenuta a digiuno totale perchè ella non riusciva a mangiare, nè la cibavano per via parentale, dopo essere stramazzata a terra per ben due volte si sono decisi a interpellare il medico nutrizionista, che le ha prescritto la sacca con il nutrimento che io stavo richiedendo al responsabile da più di due settimane. Il giorno dopo è stata spostata in cardiologia perchè convinti che avesse bisogno di un MP, ma qui la mamma ha avuto la febbre per una infezione di cui bisognava conoscere l'origine. Si' ma quando? La mamma è morta il 25 ottobre scorso, una settimana dopo, e proprio il giorno in cui è stato chiamato il medico virologo per stabilire il tipo di globuli bianchi e somministrare il giusto antibiotico.
Mi ha colpito il menefreghismo(?) del dott. Ignone, che il 23 ottobre pur constatando che la mamma si era aggravata di molto, è sparito dalla stanza e solo dopo oltre due ore è ricomparso inviando la paziente in sala rianimazione. Dov'era stato? A far le sue visite cominciando dalla stanza n°1! Che importava se nella stanza 5 una sua paziente stava così male?. E quando esasperata sono andata a chiamarlo mi ha redarguito dicendo che dovevo suonare il campanello. Dopo la sua visita, ha concluso che alla mamma era stato perforata la vescica con il catetere ed ha aggiunto: "è una cosa grave". Poi ha mandato la mamma in sala rianimazione.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da rango ornella 09 Novembre, 2011

esperienza negativa

Mia madre è giunta al pronto soccorso il 29 settembre scorso mandata dal suo medico curante per il cuore e per una diarrea che gli antibiotici non erano riusciti a curare e gli accertamenti fatti non ne avevano diagnosticato l'origine. A lungo indecisi se metterla in cardiologia o in geriatria, i medici hanno optato per quest'ultima.
Ricoverata in geriatria e tenuta a digiuno totale perchè ella non riusciva a mangiare, nè la cibavano per via parentale, dopo essere stramazzata a terra per ben due volte si sono decisi a interpellare il medico nutrizionista, che le ha prescritto la sacca con il nutrimento che io stavo richiedendo al responsabile da più di due settimane. Il giorno dopo è stata spostata in cardiologia perchè convinti che avesse bisogno di un MP, ma qui la mamma ha avuto la febbre per una infezione di cui bisognava conoscere l'origine. Si' ma quando? La mamma è morta il 25 ottobre scorso, una settimana dopo, e proprio il giorno in cui è stato chiamato il medico virologo per stabilire il tipo di globuli bianchi e somministrare il giusto antibiotico.
Mi ha colpito il menefreghismo(?) del dott. Ignone, che il 23 ottobre pur constatando che la mamma si era aggravata di molto, è sparito dalla stanza e solo dopo oltre due ore è ricomparso inviando la paziente in sala rianimazione. Dov'era stato? A far le sue visite cominciando dalla stanza n°1! Che importava se nella stanza 5 una sua paziente stava così male?. E quando esasperata sono andata a chiamarlo mi ha redarguito dicendo che dovevo suonare il campanello. Dopo la sua visita, ha concluso che alla mamma era stato perforata la vescica con il catetere ed ha aggiunto: "è una cosa grave". Poi ha mandato la mamma in sala rianimazione.

Patologia trattata
Aritmia.
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no
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Nell'agosto del 1995 ho perso mio padre, deceduto all'età di 57 anni a causa di un infarto. Il 9 agosto mio padre accompagnato da noi al pronto soccorso in seguito a dolori al torace, nella notte ebbe un infarto. Rimase circa 10 giorni in terapia intensiva. A giudizio dei medici poteva tornare a casa. Prima di dimetterlo venne sottoposto ad un primo test da sforso, ritenuto poi controindicato dai Medici Legali d'ufficio, in quanto trattavasi di paziente già infartuato e con serie complicanze. Diversamente, mio padre avrebbe dovuto essere sottoposto ad una coronarografia.
Il giorno successivo venne disposto un secondo test ergometrico con copertura farmacologica.
Nonostante mio padre avesse già manifestato segni di ischemia miocardica nel corso del primo test, ad un livello da sforzo di 50 W, e successivamente anche nel corso del secondo, allo stesso livello da sforzo, il test non venne interrotto ma addirittura eseguito al livello di 100 W, determinando così la rottura del muscolo papillare. Occorreva pertanto trasferirlo a Bari per intervenire chirurgicamente entro 12 o 24 ore al massimo. Si superarono, invece, le 30 ore, arrivando a Bari troppo tardi; l'ambulanza, prima di dirigersi verso Bari con mio padre a bordo, attraversò tutta la città per rifornirsi di carburante al distributore convenzionato. L'autopsia effettuata a Bari evidenziò successivamente la rottura del muscolo papillare del ventricolo sinistro, che aveva causato un edema polmonare e quindi la morte. A seguito del nostro esposto alla Procura della Repubblica, abbiamo ricevuto in parte giustizia dal momento che, grazie a Giudici e a Medici Legali onesti, sono stati condannati, fino in Cassazione il 17/4/2009 ad otto mesi di reclusione pena sospesa, un medico e l'allora responsabile dell'Unità di Terapia Intensiva coronarica dell'attuale ospedale "A. Perrino" di Brindisi.
Spero che oggi le cose siano completamente cambiate.
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Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da GIOVANNI NATOLI 31 Mag, 2011

Agosto del 1995

Nell'agosto del 1995 ho perso mio padre, deceduto all'età di 57 anni a causa di un infarto. Il 9 agosto mio padre accompagnato da noi al pronto soccorso in seguito a dolori al torace, nella notte ebbe un infarto. Rimase circa 10 giorni in terapia intensiva. A giudizio dei medici poteva tornare a casa. Prima di dimetterlo venne sottoposto ad un primo test da sforso, ritenuto poi controindicato dai Medici Legali d'ufficio, in quanto trattavasi di paziente già infartuato e con serie complicanze. Diversamente, mio padre avrebbe dovuto essere sottoposto ad una coronarografia.
Il giorno successivo venne disposto un secondo test ergometrico con copertura farmacologica.
Nonostante mio padre avesse già manifestato segni di ischemia miocardica nel corso del primo test, ad un livello da sforzo di 50 W, e successivamente anche nel corso del secondo, allo stesso livello da sforzo, il test non venne interrotto ma addirittura eseguito al livello di 100 W, determinando così la rottura del muscolo papillare. Occorreva pertanto trasferirlo a Bari per intervenire chirurgicamente entro 12 o 24 ore al massimo. Si superarono, invece, le 30 ore, arrivando a Bari troppo tardi; l'ambulanza, prima di dirigersi verso Bari con mio padre a bordo, attraversò tutta la città per rifornirsi di carburante al distributore convenzionato. L'autopsia effettuata a Bari evidenziò successivamente la rottura del muscolo papillare del ventricolo sinistro, che aveva causato un edema polmonare e quindi la morte. A seguito del nostro esposto alla Procura della Repubblica, abbiamo ricevuto in parte giustizia dal momento che, grazie a Giudici e a Medici Legali onesti, sono stati condannati, fino in Cassazione il 17/4/2009 ad otto mesi di reclusione pena sospesa, un medico e l'allora responsabile dell'Unità di Terapia Intensiva coronarica dell'attuale ospedale "A. Perrino" di Brindisi.
Spero che oggi le cose siano completamente cambiate.

Patologia trattata
Scompenso cardiaco (insufficienza cardiaca).
Consiglieresti questo reparto?
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