Casa di Cura Don Carlo Gnocchi Roma

 
2.6 (10)
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Indirizzo
Via Maresciallo Caviglia 30, Roma
Telefono
06 330861
Il Centro Santa Maria della Pace della Fondazione Don Carlo Gnocchi è situato a Roma in Via Maresciallo Caviglia 30. La struttura, inaugurata nel 1950 e affidata alla Provincia Romana dei Fratelli delle Scuole Cristiane, è articolata in un Centro di riabilitazione con 55 posti letto di degenza residenziale e 105 posti letto di degenza diurna, e in una Casa di cura con 30 posti letto. Il Centro di riabilitazione si è affermato in nuovi ambiti di cura e ricerca, stipulando importanti accordi e convenzioni con prestigiose Università: l'allungamento e la correzione di deformità degli arti, la neuromotricità, le algie vertebrali, la riabilitazione neuromotoria e pneumologica, la riabilitazione delle patologie degenerative e vascolari, la riabilitazione cardiologica, con prestazioni che utilizzano le tecniche più moderne per tenere sempre alta la qualità dei servizi.


Recensioni dei pazienti

10 recensioni

 
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2.6
 
2.4  (10)
 
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2.7  (10)
 
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Voti (il più alto è il migliore)
Competenza
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18 Ottobre, 2017
Carmine Celotto
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Riabilitazione post intervento protesi ginocchio

Sono stato al Day Hospital del Don Gnocchi per la riabilitazione in regime semiresidenziale che è durata 60 giorni ed ho rilevato l’ottima familiarità e cordialità di tutto il personale medico e paramedico. Inoltre, data la mia esperienza nel settore turistico alberghiero, posso senza alcun dubbio affermare che tutta la struttura è ben organizzata ed efficiente e oltre all’ottima competenza sanitaria, è apprezzabile il modo in cui tutto lo staff è sempre sereno e cordiale.
Ringrazio ancora tutti calorosamente.
Carmine Celotto

Patologia trattata
Protesi al ginocchio.
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01 Giugno, 2017
Stefania Cau
Voto medio 
 
4.8
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
5.0

Eccellente!

Mio padre è stato ricoverato in questa struttura dal 24 Gennaio, ed è tutt'ora qui degente. Ha trascorso i primi 45 giorni in casa di cura, ed i successivi nel centro di riabilitazione, a seguito di una emorragia cerebrale.
Tutto il personale che abbiamo incontrato in questa esperienza, cominciando dal personale medico, finendo dal personale ausiliario e passando attraverso assistenti sociali, infermieri, O.S.S. e fisioterapisti, è stato eccellente, sia da un punto di vista professionale che umano.
Non ci siamo mai sentiti tanto supportati in una struttura sanitaria. Nonostante le difficoltà che il personale incontra quotidianamente nel far fronte a reparti con tanti, e tanto gravi pazienti, lavorano sempre con passione e con serenità, senza far mai mancare la loro costante e premurosa presenza. Leggo tanti commenti negativi, e mi domando se si riferiscono ad episodi reali e/o inventati.

Patologia trattata
Postumi di una emorragia cerebrale in paziente con morbo di Alzheimer.
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01 Ottobre, 2016
Rosanna
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
2.0

Sede di S.Maria della Pace

Mio padre era in dimissioni al 30 settembre 2016, ma è morto il 19 dello stesso mese.
Aveva subìto una frattura del femore il 15 giugno 2016 e il medico ortopedico dell'Istituto Don Gnocchi aveva già autorizzato l'uso del carrello non ascellare.
La sua riabilitazione era stata difficile, poiché il piede della gamba fratturata era stato amputato nel 1957 a causa di un infortunio sul lavoro.
Mio padre era un campione e, grazie ai terapisti eccezionali della Fondazione Don Gnocchi, in particolare grazie alla Sig.ra Lionella, era riuscito a rimettersi in piedi.
Mio padre, che per la sua età (87 anni), aveva valori cronici di creatinina, al rientro dalle ferie del medico internista responsabile, è stato sottoposto a una dieta aproteica che lo ha indotto a digiunare, con diretta conseguenza in particolare sui valori del sodio, che incide sulla funzionalità dei muscoli e sulla corretta idratazione.
Mio padre si è indebolito; all'inizio della dieta accusava fatica durante gli esercizi fisioterapici e poi la notte tra il 12 e il 13 settembre ha cominciato a respirare male; infine è morto per un arresto cardiaco.
In realtà, la dieta aproteica praticata non era una vera dieta aproteica, ma una dieta in cui erano state tolte tutte le proteine, finché non ho aspramente protestato e ho parlato con il medico responsabile e la dietista dell'Istituto.
Ma questo non è bastato, poiché gli ausiliari infermieristici hanno continuato a sbagliare nella distribuzione dei pasti (ai familiari è severamente vietato portare cibi da casa anche per evitare infezioni alimentari).
Agli stessi assistenti infermieristici era affidato anche il compito di curare le piaghe da decubito.
Mio padre aveva alcune piaghe da decubito trattate dagli assistenti e una piaga del moncone che ho trattato di persona, poiché se non lo avessi fatto io, nessuno lo avrebbe fatto.
Durante il soggiorno c/o l'Istituto mio padre aveva contratto alcune infezioni urinarie - collegate all'utilizzo temporaneo necessario del catetere - risolte con terapie antibiotiche.
Inoltre, una sera aveva rischiato di soffocare per mancata assistenza infermieristica (una sola infermiera per circa 60 pazienti impegnata con il medico di guardia a soccorrere un'altra paziente a due stanze di distanza rispetto a quella di degenza di mio padre).
Di tutto quanto ho scritto esistono documenti (mail inviate all'Istituto e regolarmente lette e ricevute, in cui oltre a informare di quanto era accaduto, diffidavo lo stesso Istituto dal praticare una dieta così drastica a mio padre, poiché avevo interpellato i nefrologi di riferimento dell'Ospedale San Giovanni di Roma).
Grazie alla dieta, i valori di creatinina si sono abbassati.
A seguito delle mie reiterate proteste, il 12 settembre finalmente mio padre ha potuto mangiare a pranzo una porzione di pasta aproteica con il pomodoro.
E' stato questo l'ultimo pasto.

Patologia trattata
Riabilitazione estensiva per frattura del femore.
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01 Marzo, 2016
Alessio
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

PESSIMA STRUTTURA

Oggi primo marzo 2016 ho rinunciato a continuare con la fisioterapia in questa struttura, in quanto ho trovato in un mese che l'ho frequentata solamente maleducazione e tanta, ma tanta indifferenza nel voler risolvere il problema dei pazienti.
Questa non è solamente la mia opinione, ma è anche l'opinione di tutte quelle persone che hanno frequentato con me il reparto.
Chi dovrebbe controllare non controlla, come succede ormai spesso in tutte le strutture sanitarie a Roma, così i fisioterapisti fanno i loro comodi.
Una volta le strutture della chiesa erano le migliori, UNA VOLTA!!!!!

Patologia trattata
Esiti da intervento al gomito.
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04 Marzo, 2015
Antonello
Voto medio 
 
2.3
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
4.0

Pessima esperienza

Sono stato ricoverato qui, inseguito ad una caduta con conseguente frattura del femore. L'assistenza e' scarsa, il medico assente, le analisi e gli esami costosissimi, assistenze infermieristiche latitanti.. Suonavo il campanello di notte per farmi assistere, e si presentavano dopo due ore, senza chiedermi neanche cosa mi servisse per spegnere la luce di assistenza.
Insomma, sconsiglio questa struttura.
In compenso ci sono bravi fisioterapisti, anche se gli orari delle terapie sono assurdi.

Patologia trattata
Frattura femore.
Punti di forza
Bravi fisioterapisti.
Punti deboli
Molti. Tra cui spicca l'assistenza scarsa.
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23 Novembre, 2014
Luca
Voto medio 
 
1.8
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
3.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Da non crederci

Struttura imbarazzante, sporca, puzzolente; dopo una settimana (di completo allettamento) mancava ancora una carrozzina per permettere al paziente di stare seduto. A 5 giorni dal ricovero ho chiesto un consulto con il medico, il quale, preso impreparato, cercava disperatamente la cartella clinica..
Terapie di fisioterapia (a letto) di circa 20 minuti, che spesso saltavano senza motivo..
Le infermiere gentili ma facevano quel che potevano.
Risultato? Dopo 7 giorni siamo andati via.

Patologia trattata
Riabilitazione post intervento per rimozione tumore cerebrale.
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12 Novembre, 2014
massimo
Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
4.0

Esiti da frattura femore

Ho qui ricoverato mio padre per i postumi di una frattura al femore. Nulla da dire sulla struttura, posta in un bel parco con piscina, anche se difficilmente raggiungibile per chi non ha l'auto. Gli infermieri sono abbastanza presenti e cordiali. Purtroppo il livello del personale medico è molto basso. Forse è troppo giovane ed inesperto. Hanno spedito mio padre al pronto soccorso 2 volte per un sospetto ictus, mentre invece con grande stupore dei medici dell'ospedale doveva solo evacuare con l'intestino pieno. E poi secondo me prescrivono troppi farmaci (a spese dei degenti) assolutamente inutili (vedi integratori e ansiolitici inadeguati).
E tutto per fare solo 20 minuti di riabilitazione al giorno. Ciò va bene a parer mio solo per chi è solo e non può avere assistenza a casa. Quindi lo abbiamo riportato subito a casa dove ora è molto più vigile e si è rimesso in piedi. Preferite altre strutture con attrezzature mediche se il vostro paziente è anziano.

Patologia trattata
Esiti da frattura femore.
Punti di forza
struttura; esterni.
Punti deboli
personale medico; mensa.
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13 Mag, 2014
SIMONA
Voto medio 
 
4.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
3.0

NON CREDEVO POTESSE TORNARE IN PIEDI

HO PORTATO QUI MIA MAMMA 77ENNE PER UNA LUNGA RIABILITAZIONE E LORO ME L'HANNO RIMESSA IN PIEDI. QUESTO ERA IL MIO FINE PRINCIPALE E TUTTO IL RESTO NON HA AVUTO IMPORTANZA.

Patologia trattata
FRATTURA PERONE BACINO.
Punti di forza
ACCORGERSI DI UNA FRATTURA ESISTENTE PASSATA INOSSERVATA IN OSPEDALE.
Punti deboli
Perché SOFFERMARSI SUI PUNTI DEBOLI QUANDO IL FINE PRIMO è DI CAMMINARE?
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18 Marzo, 2014
maria
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Attenti all'igiene

Sono entrata per la riabilitazione dopo la protesi al ginocchio, ma dopo pochi giorni di degenza ho contratto il clostridium difficile, un virus molto pericoloso. Le condizioni igieniche sono veramente scarse, il personale non è attento ai pazienti e non vengono adottate le precauzioni igieniche necessarie in una casa di cura come questa. Non sono stata il solo caso, altri due pazienti hanno contratto lo stesso virus. Sconsiglio la degenza se, come me, non siete autosufficienti.

Patologia trattata
Riabilitazione motoria.
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18 Marzo, 2012
barbara
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Riabilitazione post frattura multipla del bacino

Ho trascorso 4 giorni in questa vecchia struttura come paziente in regime di solvenza alla "modica" cifra di 300 euro al dì. La mia patologia era una frattura multipla del bacino e avevo scelto questa struttura perchè -A TORTO- è considerata un centro d'eccellenza per la riabilitazione motoria, e per proseguire le terapie iniziate presso un'altra struttura. A parte il fisioterapista responsabile, che è molto bravo, tutto il resto è stato inadeguato! Personale medico superficiale, personale infermieristico e assistenziale maleducato e latitante... Appena arrivata mi hanno sottoposta ad una visita di tipo neurologico, perchè evidentemente questo è previsto dal loro ottuso protocollo. Se si fossero dati la briga di leggere i referti con i quali ero arrivata, avrebbero immediatamente capito che non presentavo alcun tipo di lesione neurologica, ma solo delle fratture. E che perciò era del tutto inutile -durante la visita di prammatica- chiedermi se mi stessero toccando l'alluce del piede destro o quello del piede sinistro! Ma questo è solo uno dei tanti esempi della loro superficialità! Capitolo a parte meritano l'ospitalità e il vitto. Con 300 euro al giorno pensavo che mi avrebbero servito del cibo degno di tale nome! Credo che nemmeno in un carcere possano propinare un simile schifo, senza che vengano minimamente rispettate le più elementari norme igieniche. E la fantastica piscina riabilitativa? La prima volta che mi ci hanno portato per fare la riabilitazione in acqua, il giovane fisioterapista di turno ci si è messo a nuotare a stile libero, invece di seguirmi durante gli esercizi! Mentre il terzo giorno hanno pensato bene di condurmi in acqua alle 7.30 del mattino! Da notare che la piscina è all'esterno della struttura di degenza, e che per raggiungerla (nel mio caso in carrozzina) si attraversano delle stradine tutte sconnesse! Un dolore al bacino, che non vi dico! Pensate poi alla "comodità" di condizioni meteo avverse: pioggia o freddo! Avrei dovuto restare in questa struttura 10 giorni, ma al quarto sono scappata! E' UNA VERGOGNA!

Patologia trattata
riabilitazione post frattura multipla del bacino.
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