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Ginecologia Ospedale Forlì

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Reparto Ginecologia e ostetricia
Il reparto di Ostetricia e ginecologia dell'Ospedale G.B. Morgagni - L. Pierantoni di Forlì in provincia di Forlì-Cesena, situato in Via Carlo Forlanini 34, ha come Dirigente Responsabile il Dott. Bertellini Celestino Claudio. Il reparto si occupa di prestare assistenza al percorso nascita, diagnosi e indicazioni di percorso su patologie ginecologiche, diagnosi e terapia di patologie ginecologiche. Nel settore Ostetrico, l’Unità Operativa è impegnata nel percorso dedicato a Donne, coppie e neonati in corso di gravidanza, travaglio, parto e primo puerperio fisiologico all’interno e non del percorso nascita aziendale, nonchè a medio/alto rischio all’interno e non del percorso nascita aziendale. L’attività del settore Ginecologico è rivolta al trattamento di pazienti con patologie ginecologiche che necessitano di diagnosi e indicazioni di percorso e a pazienti con patologie ginecologiche che necessitano di diagnosi e terapia medica e chirurgica. Fanno parte dell'equipe medica dell'unità operativa i dottori Andrea Amadori, Angela Bandini, Celestino Claudio Bertellini, Anna Maria Fulgieri, Filomena Grimolizzi, Laura Gubbioli, Alessandro Loddo, Monica Malisano, Gian Piero Pedretti, Barbara Ravaioli, Fiorenzo Santi, Maria Cristina Selleri, Teresa Maria Stabile, Giancarlo Tarozzi, Simona Ghetti biologa.



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Opinione inserita da Tullia
05 Ottobre, 2011
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Ultimo aggiornamento: 05 Ottobre, 2011
8 persone su 8 hanno trovato questa recensione utile

Ci sono stati aspetti positivi e negativi, anche se nell'ambito di un'esperienza globalmente positiva.

Cose positive:
- Il reparto offre analgesia epidurale 24h su 24 gratuita e almeno nel mio caso c'è stata piena collaborazione tra ostetriche e anestesista. L'ostetrica che mi seguiva in travaglio è stata brava a cogliere il primo momento utile per convocare l'anestesista, ossia i 4 cm. di dilatazione, e questo nonostante si fosse già adoperata a prepararmi la vasca.
- Le 4 sale travaglio sono molto belle e attrezzate, due delle quali con vasca per il travaglio in acqua (non è consentito il parto).
- Mi è stato consentito di mantenere tutte le posizioni che volevo tranne alla fine (vedi sotto), anche di restare in piedi tutto il tempo nonostante avessi il monitoraggio sempre attaccato e la flebo.
- Le infermiere e le ostetriche erano abbastanza solerti a venire quando erano chiamate.

Cose negative:
- L'epidurale è stata inefficace, prima parzialmente (solo su metà del corpo) poi completamente, sebbene mi siano stati somministrati diversi boli nel corso delle almeno 5 ore di travaglio dai 4 cm. di dilatazione, fino all'espulsivo; le ragioni di tale inefficacia non mi sono state chiarite. In compenso, mi si è addormentata la gamba destra fino al mattino successivo (ho partorito alle 15,25) e questo ha reso più difficoltoso prendermi cura da sola della bambina appena nata in regime di rooming-in, dato che il reparto consente ai papà di restare la notte solo in caso di cesareo.
- Anestesista e ginecologa non concordavano sui tempi di somministrazione dell'ossitocina sintetica e del bolo di analgesico. La ginecologa diceva che per fare l'analgesico si doveva aspettare un tot di tempo che l'ossitocina facesse effetto, l'anestesista voleva invece farmi il bolo prima che risalisse il dolore.
- L'ostetrica che mi ha seguito nell'espulsivo non mi ha consentito di mantenere la posizione accovacciata sulla sedia olandese e mi ha imposto di mettermi sulla sedia da parto perché non era in grado di lavorare bene diversamente.
- Una cosa davvero perniciosa è la lunghissima pratica burocratica che mi hanno costretta a espletare per l'accettazione mentre ero in pieno travaglio, con dolori che mi spezzavano. Dovevo rispondere alle consuete domande sulle malattie mie e familiari, sulle allergie, la residenza, il codice fiscale ecc.. E' un clamoroso assurdo, se si pensa che: 1) al corso preparto ti raccomandano di presentarti in ospedale solo quando le doglie sono regolari e intervallate da 5 minuti di pausa, in altre parole mentre stai soffrendo: a che pro questa raccomandazione, se c'è da perdere anche un'ora a compilare i moduli dell'accettazione? 2) l'ospedale prevede un "ingresso in ospedale" da fare alla 38esima settimana, durante il quale vieni registrata e ti vengono fatte esattamente tutte le stesse domande che mi hanno riproposto in travaglio. Una follia idiota.
- Appena arrivata in ospedale ho dovuto attendere il mio turno seduta su una panchetta nel corridoio assieme ad altre pazienti e a visitatori. Siccome ero appunto in travaglio, gridavo. Non c'era ordine di priorità assegnato ai pazienti e solo grazie alla cortesia di una ragazza che era prima di me, sono riuscita a parlare con un'ostetrica per dirle che ero venuta per partorire.
- Diverse ostetriche davano indicazioni sull'allattamento in contrasto tra loro, oppure semplicemente sbagliate. Una ostetrica mi ha detto che dovevo tenere mia figlia attaccata 10 minuti per seno, per un massimo di 20 minuti a poppata. Questa informazione si è rivelata semplicemente inapplicabile con la mia bimba appena nata che mostrava di aver bisogno di poppate molto più lunghe per imparare a succhiare, e così è stato per qualche settimana finché la situazione non si è regolarizzata da sé. I rigidi 20 minuti erano poi impensabili i primi 2 giorni in ospedale. Un'altra ostetrica mi ha detto che non dovevo dare il ciucciotto alla bimba "perché le fa male", senza aggiungere spiegazioni. Credo che le ostetriche debbano e possano dare dei consigli, ma non devono elargire alle neomamme sentenze perentorie su cosa si fa e come si fa.
- Appena nata la mia bimba ha ricevuto un'iniezione sul sedere di vitamina K. Chi gliel'ha fatta (non so chi è stato) ha preso un punto troppo in basso, causando un incistimento di tessuto cicatriziale che la bimba ha ancora oggi, dopo due mesi, e non sappiamo se e quando se ne andrà.

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Patologia trattata Parto fisiologico a termine con epidurale.
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