Neurochirurgia Campus universitario Venuta
| 4.1 (4) |
Ospedali
| Reparto | Neurochirurgia |
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 4
Esperienza personale
Fa male sentire parlare negativamente di strutture che funzionano, nonostante il periodo poco favorevole a causa di varie problematiche tra cui il piano di rientro, che danneggia ulteriormente i pazienti bisognosi di cure.
Ad aggravare questa già precaria situazione, si aggiunge un territorio già fortemente penalizzato per posizione, scelte politiche e "cultura" poco propense al cambiamento.
In tutto ciò non bisogna però dimenticare strutture in cui esistono realtà quasi impensabili, quale l'equipe di Neurochirurgia diretta magistralmente dal Prof. Angelo Lavano.
La mia storia inizia tanti anni fa, sono stata costretta a viaggiare per l'Italia e non solo per varie e gravi problematiche legate alla salute. A queste problematiche si sono susseguite numerose spese che ho dovuto sostenere personalmente, tra cui un intervento subìto a Vienna a totale mio carico. Il proseguirsi delle terapia e di interventi mi costringeva a rientrare in Calabria, non potendo sostenere più ulteriori spese.
Mi sono affidata, previa informazioni avute peraltro da Professionisti del nord Italia, alla divisione di Neurochirurgia del policlinico Universitario di Germaneto. Si sono dimostrati dei professionisti di alto valore professionale e umano che hanno fatto del loro meglio per affrontare la mia difficile situazione!!!
Sono passati ormai 9 anni e, vista l'esperienza personale, posso consigliare a tutti i calabresi, prima di intraprendere un qualsiasi e sicuramente legittimo viaggio della speranza, sarebbe opportuno informarsi correttamente sulle varie realtà esistenti, che sicuramente lavorano in difficoltà ma che cercano, nonostante tutto, di dare un degno servizio ai cittadini!!!
Io ci ho creduto ed oggi dico a tutti gli operatori di detto servizio grazie di esistere!!!
Maria Teresa
Ospedali
| Patologia trattata | Distrofia. |
| Consiglieresti questo reparto ad altri pazienti? | sì |
Una seconda possibilità di vivere
Sono il Sig. Leone Bernardo nato nel 1957, abito a Luzzi in provincia di Cosenza. Il mio calvario è iniziato nell'anno 2000 quando per la prima volta fui operato di Ernia al Disco L4-L5 nel Reparto Neurochirurgia di Cosenza dal Prof. Corriero. Scusatemi se faccio nomi ma purtroppo amo la verità e la precisione. Dopo l'intervento mi accorsi che camminavo a fatica, non riuscivo a stare in piedi.. immaginate quante lacrime e sospiri amari come il veleno sospiravo dentro di me. Così cominciai a consultare i migliori specialisti d'italia a spendere tanti soldi; le città che ho girato per cercare una diagnosi al mio grosso problema sono state Napoli, Bologna, Modena, fino ad arrivare in Germania: mi fu diagnosticata una stenosi lombosacrale, oltre all'intervento sbagliato. Così pensai che ero destinato a subire un altro intervento, mi recai all'Ospedale Rizzoli di Bologna, ove mi dissero che, per effettuare l'intervento, volevano 25000.0000 milioni, ma io non possedevo quella cifra così non poteva essere effettuato l'intervento. La mia situazione fisica peggiorava di giorno in giorno, ero ormai inchiodato a vivere sulla sedia a rotelle, però riuscii a trovare un'amica che mi portò all'Ospedale Gemelli di Roma, dove fui operato riuscendo a conquistare il 40 per cento delle mie forze. Ma tutto questo durò solo tre mesi, iniziarono nuovamente forti dolori che sembravano allucinanti, mi sentivo spaccare l'anima, non riuscivo a stare in piedi, non riuscivo a stare a letto, i giorni per me erano bui senza sole e senza speranza; avevo solo l'età di 48 anni, immaginate che cosa dovevo soffrire, sentirmi un verme, una nullità.
Un giorno incontrai una persona che, pur di aiutare gli altri, dà tutto sè stesso impegnandosi fino al limite, mi vide piangere e si avvicinò e mi chiese cosa avessi; io gli spiegai tutto, così lui mi disse: molto probabilmente hai trovato la persona che può aiutarti e mi disse che la figlia, la Dott.ssa De Rose, lavorava al Reparto Neurochirurgia di Germaneto (CZ) e così immediatamente mi portò da lei. Appena la vidi mi fece un sorriso e fu quel sorriso che è come se mi dicesse fidati, sono la persona che può aiutarti, che ti darà la vita, il sorriso e l'amore che hai perduto. Cosi decise di portarmi nel Reparto Neurochirurgia di Germaneto, ove mi sono sentito di essere a casa mia, con dottori eccellenti come il Prof. Lavano, uomo splendido e di una professionalità accogliente, sicuro e deciso, ogni parola che usciva dalla sua bocca ti faceva sentire sicuro di essere capitato nelle mani giuste. Così un giorno di primavera mi condussero nella sala operativa e mi fu impiantato il primo Neurostimolatore Midollare con generatore che funzionava a batteria, che doveva durare due anni. Dopo l'intervento, precisamente il terzo giorno, i miei dolori iniziarono a diminuire sempre di più, fino a scomparire; mi vedevo che iniziavo a fare i primi passi, non mi sembrava vero di stare in posizione eretta, scoppiavo a piangere di gioia e a gridare di felicità.
Il personale, dottori e infermieri, mi facevano tutti gli auguri, mia moglie scoppiò a piangere e immediatamente andò a comperare una bottiglia di spumante e un grande vassoio di dolci e cosi si festeggiò. In seguito mi fu impiantato quello che si carica a corrente elettrica, che adesso porto con tanta gioia fino al momento che si chiuderanno per sempre i miei occhi. Lavoro, guido l'autovettura, finalmente posso essere un uomo senza difficoltà, quando vado a letto spengo il neurostimolatore con il telecomando, la mattina prima di alzarmi lo accendo. Per cui, cosa mi rimane da dire..: Grazie, Grazie, Grazie a tutti.
Ma certamente un forte abbraccio immenso e caloroso lo rivolgo al Prof. Lavano, alla Dott. De Rose e a suo padre, che mi hanno dato ancora una volta la vita, la gioia di vivere e, quando vado a trovarli al reparto, mi sento di entrare in un luogo di pace, amore e solidarietà, che nel mio vagare di ospedale in ospedale non ho mai trovato.
Ospedali
| Patologia trattata | Stenosi lombosacrale (impianto sistema di stimolazione midollare). |
| Consiglieresti questo reparto ad altri pazienti? | sì |
Riconoscimento per professionalità e umanità
Mi sembra strano leggere giudizi così negativi sulla Neurochirurgia di Germaneto, perché la mia esperienza è stata completamente diversa. Nel mese di dicembre dello scorso anno mio marito è stato ricoverato e, per quanto possibile, curato presso il reparto di Neurochirurgia. Purtroppo l’infausta diagnosi di glioblastoma non gli ha lasciato scampo e il 4 settembre corrente è deceduto. Vorrei esprimere anche a nome delle mie figlie il più sentito ringraziamento al Professore Lavano, allo staff medico, al personale infermieristico ed ausiliario, per la competenza e la professionalità profusa nelle cure, per quanto vane, stante la gravità della diagnosi. Mi preme far giungere anche il mio profondo riconoscimento per la pazienza e l’umanità che hanno circondato mio marito ed i famigliari. Nel corso dell’elogio funebre, seguito alle esequie, le mie figlie ed io abbiamo pensato di rendere pubblici questi nostri sentimenti, rivolti anche alla Dr. Marisa De Rose, la quale ha prestato la sua preziosa collaborazione nel seguire mio marito anche a domicilio, senza altro fine che quello di cercare di attutirne le sofferenze e guidare la famiglia nella difficile gestione del paziente. Ed è per questi motivi che è stato lanciato un appello ai presenti per devolvere una donazione in favore del reparto.
Grazie per sempre,
Alessandra
Ospedali
| Patologia trattata | Glioblastoma. |
| Consiglieresti questo reparto ad altri pazienti? | sì |
tumore cerebrale
La mia non é una storia allegra. Riguarda una giovane che ha perso la vista. Certo, il tumore era localizzato a livello delle vie visive, ma proprio perché l'intervento era difficile era necessario fosse realizzato con le massime precauzioni da professionisti competenti. Invece abbiamo scoperto che il medico non aveva MAI, e dico MAI, realizzato interventi di questo tipo prima. E che non si é avvalso di alcuna delle attrezzature piu' moderne, che rendono l'intervento piu' agevole e piu' sicuro. IL risultato é stato che il tumore é stato asportato in piccola parte e la paziente é divenuta cieca.
La mia é solo una testimonianza, che vuole mettere in guardia chi sceglie questa struttura per farsi curare. Qui possono essere curate forse patologie meno gravi, ma si deve avere l'umiltà di fare un passo indietro quando la professionalità é insufficiente. Ne va della salute dei malati.
Ospedali
| Patologia trattata | Meningioma delle vie ottiche. |
| Consiglieresti questo reparto ad altri pazienti? | no |
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