Oncologia Medica Policlinico Gemelli
| 3.8 (3) |
Ospedali
| Reparto | Oncologia |
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 3
manca il rapporto umano
Mai un parola d'incoraggiamento, mai una speranza, mai un consiglio..
Mio padre sperava tanto in loro, venivamo da Napoli per essere "curati" da quell'ospedale che papà giudicava il meglio.
So che la patologia di mio padre era incurabile, ma un pò d'umanità non fa male in questi casi.
Una volta arrivati al reparto facevamo una visita di circa 1 minuto e poi vai con la chemio, senza la possibilità di fare una domanda, o chiedere un consiglio, perche "Avevano da fare"..
Mi ha lasciato 2 mesi fa a soli 58 anni da poco compiuti.
Grazie per il supporto mai ricevuto.
Ospedali
| Patologia trattata | Cancro al pancreas in metastasi. |
tempi lunghi
a causa del lungo periodo di attesa degli esiti degli esami il tumore di mia cognata è andato avanti e ha colpito altri organi; non ce l'ha fatta.
Volevo solo dire che ad un paziente con tumore maligno si devono accelerare i tempi.. e non si possono aspettare 15 giorni poi altri 15 giorni ecc.. Quindi fate attenzione... spero che non si ripeterà ad altra gente..
Ospedali
| Patologia trattata | tumore intestinale |
| Consiglieresti questo reparto ad altri pazienti? | no |
....da paziente ad amico
A dicembre del 2005 mi sono ritrovato nel reparto di Oncologia Medica dell'Ospedale Gemelli di Roma. Dopo un intervento di resezione del sigma per adenocarcinoma, dovevo affrontare un periodo di chemioterapia al fine di impedire la recidiva della malattia.
Devo dire che a 37 anni, avrei voluto preoccuparmi di altro invece che di salvarmi la vita dal cancro e soprattutto avrei voluto uscire di casa la mattina per andare al lavoro anzichè andare in ospedale per le sedute di chemioterapia. Chemioterapia. Ne avevo sentito parlare, sapevo che era dolorosa e sapevo anche che poteva risultare inutile.
Tutto vero, mi confermarono anche gli oncologi, ma anche vero era che loro si trovavano li per aiutarmi in ogni momento e per ogni cosa.
Quello che mi ha sorpreso più di ogni cosa è stata la loro dedizione al lavoro e ai pazienti; seppure in condizioni strutturali a volte al limite dell'impraticabilità, la loro professionalità e la loro presenza non è mai mancata. Ad ogni mio dubbio o quesito mi è sempre stato risposto con coerenza e con la giusta semplicità visto che non sono un medico e quindi di certi termini non ne conoscevo il significato. Mi informavano costantemente su ogni tipo di conseguenza o disturbo poteva insorgere in conseguenza della chemioterapia e per ciascuno di esso mi avevano consegnato un piano terapeutico.
L'approccio relazionale verso i pazienti era straordinariamente sereno e amichevole e questo era percepito facilmente da loro. Ad ogni paziente venivano rilasciati i diversi recapiti a cui far riferimento in caso di bisogno.
In questo clima di confidenza ho affrontato 7 mesi di terapia. Difficile e lunga da sopportare ma meno dura sapendo di avere loro accanto.
Il modo severo con cui a volte venivo redarguito in caso di inosservanza delle prescrizioni date era sintomatico di come tenevano alla mia vita.
Sono passati 3 anni, ogni 4 mesi li "vado a trovare" per le visite di controllo sapendo di andare a trovare degli AMICI.
Grazie ad Alessandra, a Michela, a Simona, ad Ada, a Rita, ad Ettore, a Michele, a Carmelo, a Sandro e grazie anche ad Angelo e al Prof. Cavallaro che non c'è più ma che non potrò mai dimenticare.
Forse un solo grazie non basta, ma il fatto stesso di essere oggi ancora qui è per loro un premio importante per una vittoria importante.
Ospedali
| Patologia trattata | terapia chemioterapica adiuvante per adenocarcinoma intestinale |
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