Ospedale di Frattamaggiore

 
1.3 (2)
1848  
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Strutture

Indirizzo
Via Giovanni XXIII, Frattamaggiore (NA)
Telefono
081 8891111
L'Ospedale civile San Giovanni di Dio, situato in Via Giovanni XXIII a Frattamaggiore in provincia di Napoli, è presidio ospedaliero della Azienda Sanitaria Locale Napoli 2 Nord, che comprende un territorio articolato in 32 Comuni della provincia di Napoli, collocati nel territorio a nord del capoluogo. La struttura eroga prestazioni sanitarie all'interno delle seguenti principali unità operative: Chirurgia generale, Medicina interna (Dott. Innocenzo Russo), Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (Dott. Francesco Montanaro), Epatologia ed Ecografia Internistica (Dott. Luigi Caserta), Endocrinologia e Malattie Metaboliche (Dott. Antonio Salomone), Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Chirurgia Generale e videolaparoscopia, Oncologia medica (Dott. Salvatore Del Prete), Anatomia patologica, Diagnostica per immagini con tecnologia a 16 slides, Pronto Soccorso. Di rilievo, nel reparto di pediatria– neonatologia diretto dalla dott.ssa Agnese Iovino, l'attivazione di una ludoteca con sala attrezzata per i piccoli degenti.





Recensione Utenti

Opinioni inserite: 2

Voto medio 
 
1.3
Competenza 
 
1.5  (2)
Assistenza 
 
1.0  (2)
Pulizia 
 
1.5  (2)
Servizi 
 
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Voti (il piu' alto e' il migliore)
  • Competenza
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Strutture
Beh che dire, sono senza parole, soprattutto con il dott. Del Prete Salvatore. I suoi orari sono come gli impiegati comunali, 9.00-12.00 13.00-16.00, esclusi il venerdì pomeriggio ed i sabato e domenica. Quindi, per chi è un ammalato oncologico, deve mettersi l'animo in pace e non deve disturbarlo oltre questi giorni ed orari. La sua umanita' e pari a zero..
Naturalmente, ci sono alcuni medici ed infermieri di questo reparto che sono persone splendide ed ottimi professionisti. A loro va il mio augurio di non mollare.
La professione di medico deve essere una missione, non un lavoro.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da Salvio 11 Luglio, 2014

Reparto oncologia

Beh che dire, sono senza parole, soprattutto con il dott. Del Prete Salvatore. I suoi orari sono come gli impiegati comunali, 9.00-12.00 13.00-16.00, esclusi il venerdì pomeriggio ed i sabato e domenica. Quindi, per chi è un ammalato oncologico, deve mettersi l'animo in pace e non deve disturbarlo oltre questi giorni ed orari. La sua umanita' e pari a zero..
Naturalmente, ci sono alcuni medici ed infermieri di questo reparto che sono persone splendide ed ottimi professionisti. A loro va il mio augurio di non mollare.
La professione di medico deve essere una missione, non un lavoro.

Patologia trattata
Cancro.
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In data odierna in questo ospedale stavano operando una persona di 88 anni per una frattura femorale, e fin qui niente di strano. Ricoverata gia' da sabato, per poter parlare con un dottore siamo dovuti ricorrere alla conoscenza di una persona per poter avere delucidazioni in merito alla "frattura"; tranquillizzati che veniva il tutto rimandato alle prime analisi di routine della paziente, attendiamo quindi di buon grado. Arriviamo al lunedì e martedì quando, cercando di "elemosinare" ulteriori informazioni in merito alla paziente, veniamo finalmente fatti entrare in una sala del reparto ortopedico e anche lì i medici, alquanto seccati, ribadiscono che si attendono gli esiti da parte del cardiologo e dell'anestesista per un eventuale intervento riparatore. Comunque vada da sè che i congiunti avranno l'ultima parola in merito alla decisione finale. Arriviamo alla giornata del mercoledì e ci viene detto che l'elettrocardiogamma non era dei migliori, ma che comunque avrebbero aspettato il parere dell'anestesista, il quale si presenta in tarda serata per comunicare il suo parere favorevole all'operazione e che gia' avevano inserito il paziente nella lista degli interventi del giorno successivo, con grande stupore dei familiari. Questa mattina, portata la paziente in sala operatoria pronta per l'intervento, "UN ANGELO" (presente per caso, forse) leggendo la cartella clinica blocca l'operazione chiedendo agli altri se il figlio dell'anziana paziente fosse stato messo al corrente della reale pericolosità dell'intervento sulla madre, constatando una anamnesi negativa. Il figlio, vedendo riaccompagnare la madre in stanza, chiedeva cosa fosse accaduto, sentendosi rispondere che l'intervento sarebbe stato eccessivamente rischioso. Cosa che l'anestesista la sera prima aveva invece CONSIGLIATO, ANZI, RACCOMANDATO DI ESEGUIRE. A VOI LETTORI L'INTERPRETAZIONE DI QUESTI FATTI.
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1.0
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1.0
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1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da antonella giugno 26 Settembre, 2013

UN ANGELO DISCESO DAL CIELO

In data odierna in questo ospedale stavano operando una persona di 88 anni per una frattura femorale, e fin qui niente di strano. Ricoverata gia' da sabato, per poter parlare con un dottore siamo dovuti ricorrere alla conoscenza di una persona per poter avere delucidazioni in merito alla "frattura"; tranquillizzati che veniva il tutto rimandato alle prime analisi di routine della paziente, attendiamo quindi di buon grado. Arriviamo al lunedì e martedì quando, cercando di "elemosinare" ulteriori informazioni in merito alla paziente, veniamo finalmente fatti entrare in una sala del reparto ortopedico e anche lì i medici, alquanto seccati, ribadiscono che si attendono gli esiti da parte del cardiologo e dell'anestesista per un eventuale intervento riparatore. Comunque vada da sè che i congiunti avranno l'ultima parola in merito alla decisione finale. Arriviamo alla giornata del mercoledì e ci viene detto che l'elettrocardiogamma non era dei migliori, ma che comunque avrebbero aspettato il parere dell'anestesista, il quale si presenta in tarda serata per comunicare il suo parere favorevole all'operazione e che gia' avevano inserito il paziente nella lista degli interventi del giorno successivo, con grande stupore dei familiari. Questa mattina, portata la paziente in sala operatoria pronta per l'intervento, "UN ANGELO" (presente per caso, forse) leggendo la cartella clinica blocca l'operazione chiedendo agli altri se il figlio dell'anziana paziente fosse stato messo al corrente della reale pericolosità dell'intervento sulla madre, constatando una anamnesi negativa. Il figlio, vedendo riaccompagnare la madre in stanza, chiedeva cosa fosse accaduto, sentendosi rispondere che l'intervento sarebbe stato eccessivamente rischioso. Cosa che l'anestesista la sera prima aveva invece CONSIGLIATO, ANZI, RACCOMANDATO DI ESEGUIRE. A VOI LETTORI L'INTERPRETAZIONE DI QUESTI FATTI.

Patologia trattata
Frattura femore.
Punti deboli
Tutti, a partire dalla cordialità inesistente degli operatori sanitari, e intendo medici, assistenti e quant'altro.
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