L'Ospedale Santa Maria della Pietà, situato in Via Seminario a Nola in provincia di Napoli, è presidio ospedaliero dell'Azienda Sanitaria Locale Napoli 4. La struttura eroga prestazioni ambulatoriali specialistiche e prestazioni all'interno dei seguenti Dipartimenti sanitari: Dipartimento delle discipline mediche (Medicina, Geriatria, Endoscopia digestiva, Oncologia medica, Nefrologia ed emodialisi, Dialisi peritoneale, Dietetica e nutrizione clinica); Dipartimento delle discipline chirurgiche (Chirurgia generale- a rischio chiusura, Chirurgia generale per le attività d'urgenza, Chirurgia oncologica, Ortopedia, Otorinolaringoiatria, Oculistica, Urologia); Dipartimento Area critica (Anestesia e rianimazione con indirizzo anestesiologico, Terapia antalgica palliativa, Anestesia e rianimazione per l'attivazione di terapia intensiva, Medicina e Chirurgia di urgenza e accettazione, Pronto soccorso e osservazione, Cardiologia e UTIC); Dipartimento materno-infantile (Ostetricia e ginecologia, Pediatria); Dipartimento di patologia (Laboratorio di analisi, Microbiologia, Anatomia patologica, Citologia esfoliativa cervico-vaginale di screening, Centro trasfusionale); Dipartimento di diagnostica per immagini (Radiologia, Tecnologie pesanti, Screening mammografico). Dopo la chiusura dell’Ospedale di Pollena, il nosocomio di Nola è diventata l’unica struttura di riferimento zonale.
2 persone su 2 hanno trovato questa recensione utile
Il 09/01/2012 mio padre subisce una crisi cardiorespiratoria a casa- trasporto con urgenza con 118 a nola dove il dottore di turno riesce a rianimarlo in tutta la notte. Alle 11.30 viene trasferito in barella al reparto dove rimane fino alle 14.00 in corridoio, dove mangia e dice di sentirsi bene; viene portato in reparto e messo sul lettino e lì subisce una altra crisi, però sfortunatamente di turno c'era un altro medico, che perde tempo con lo staff di infermieri che, per portarlo in rianimazione, gli staccano l'unica cosa che è riuscita a tenerlo in vita per sei anni: L'OSSIGENO; volevano portarlo senza ma io e mia madre abbiamo riferito all'infermiere di riattacarlo di nuovo perche non poteva stare senza. cosi vanno a prendere la bombola e lo portano in una stanza che loro chiamano rianimazione. si entra una volta al giorno per 5 minuti e gli infermieri sono di una fredezza unica. figuratevi che rimangono le finestre aperte perche devono cambiare l'aria...i dottori gia dal primo giorno non davano speranze e in 10 giorni di degenza mio padre non aveva miglioramenti. entravamo con le mascherine, le babbucce, camice comune e cappello sterili, mentre loro uscivano ed entravano da quella porta come se fossero in reparto senza NESSUNA PROTEZIONE. A riguardo ho fatto tante volte critiche negative con loro, ma senza successo (nè gentilezza). mi hanno chiamato alle 08 del 21/01/2012 dicendomi di recarmi in ospedale perche mio padre aveva avuto un arresto cardiaco. arriviamo in ospedale alle 8.45 e ci rechiamo verso quella porta maledetta e c'erano gli infermieri a darci la notizia: erano 3, tra cui una che senza tatto chi ha detto subito che il letto 4 stava giu, in una stanza che loro chiamano cappella (non ho le parole per definirla, è una catapecchia con mura tutte rotte). Non hanno fatto nemmeno una unzione.. CIAO PAPA'..
1 persone su 1 hanno trovato questa recensione utile
LA SANITA' IN CAMPANIA COSTA PIU' DELLA LOMBARDIA, MA IL SERVIZIO... NON C'E'.
Strutture
Patologia trattata
ICTUS.
Punti deboli
INFERMIERI VOLGARI, CON POCA PROFESSIONALITA'. I MALATI TRATTATI SENZA UMANITà ED I PARENTI (ANCHE SE ALCUNI UN Pò INVADENTI) CHE DEVONO SOSTITUIRSI AL PESONALE INFERMIERISTICO PER TERAPIE, PULIZIA DEL MALATO, VIGILANZA NOTTURNA, MENTRE GLI OPERATORI PREPOSTI GUARDANO MAGARI LA PARTITA, PARLANO A VOCE ALTISSIMA E SI ESPRIMONO IN MODO VOLGARE CON PAZIENTI E FAMILIARI.