Ospedale di Scorrano
| 2.7 (3) |
Strutture
| Indirizzo | Via Maglie, Scorrano (LE) |
| Telefono | 0836/420516 - 518 |
| Reparti | Consulta i reparti della struttura |
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 3
Ostetricia
Alla 28esima settimana di gravidanza la mia ginecologa volle approfondire un ritardo di crescita e mi suggeri' di prenotare una visita all'ospedale di Scorrano, visto che l'avrei potuta sostenere in un lasso di tempo esiguo.
Prenotata la visita, mi recai all'ospedale con un appuntamento alle 11,00. Conto le signore davanti a me, 2, e le vedo entrare e uscire. Nel giro di mezz'ora, forse poco piu'. Poi piu' nulla, non vengo chiamata. Rimango li' con mio marito che doveva tornare a lavoro e che mi aveva dovuto accompagnare perche' io non guido (veniamo da Lecce) e mia figlia di poco meno di tre anni, portata con noi perche' non sapevamo a chi lasciarla. Dopo l'attesa di un'ora e mezzo, mi decido a chiedere all'infermiera come mai nessuno chiami. Ebbene, la dottoressa Rosanna Marotta era occupata con un consulente farmaceutico. Chiacchieravano allegramente in orario di visita da un'oretta.
Durante la visita, la dottoressa si e' dimostrata professionale, anche se un po' scocciata, probabilmente perche' mi ero lamentata della lunga attesa.
Alla 32esima settimana, altra eco di controllo. Per un errore del mio medico curante, sono stata inserita nella lista come visita ginecologica e non ostetrica. In poche parole non era il giorno delle mamme incinta, ma dei controlli. Per fortuna, la dottoressa mi avrebbe visitata comunque. Avevo l'appuntamento alle 10,00, terza paziente prima di altre due. Premetto che le visite sono iniziate alle 10,00, che le visite ginecologiche prevedono la vescica piena (e quindi quelle poveracce era dalla sera prima che non facevano pipi') e che quando, dopo un'ora e 45 minuti, sono andata a chiedere quando toccasse a me, le donne uscite dalla visita erano state 2, una era entrata con precedenza perche' aveva davvero urgenza di andare al bagno e io, da terza, ero scesa a sesta perche' non dovevo svuotare la vescica (per le visite ostetriche non ha importanza farla prima o dopo). Aggiungo che ancora una volta mio marito doveva andare al lavoro, mia figlia era con noi, la visita era marcata come "urgente" per gravidanza a rischio.
Siamo tornati a casa senza fare la visita perche', oltre al mio calo di pressione, l'attesa di altre due ore per sole tre pazienti era impensabile. Senza contare che proprio davanti ai miei occhi un tizio ha bussato alla porta della dottoressa e le ha passato il giornale del giorno. Forse si spiega, allora, come mai le visite che sulla carta dovrebbero durare 15 minuti, durino dai 30 ai 45 minuti.
Strutture
| Patologia trattata | Ecografia ostetrica di controllo. |
pessima accoglienza in ginecologia
In vacanza nel Salento, ho purtroppo scoperto di avere delle minaccie di aborto alla 7 settimana di gravidanza; mi reco presso l'ospedale di Scorrano, in ginecologia.
Mi accoglie la dott. N. la quale con arroganza ed atteggiamento indisponente cerca di mandarmi via dicendomi solo di fare le beta;
le dico che ho dei dolori forti al basso vantre e delle forti perdite di sangue e si rifuta di farmi una eco di controllo; su mia insistenza finalmente mi fa l'eco che accerta una cessazione del battito cardiaco.
le chiedo cosa mi conviene fare, come sono organizzati in quell'ospedale e mi risponde con la stessa arroganza che se voglio c'è il letto altrimenti posso andare via. Decido di ricoverarmi, i dolori sono troppo forti e anche le perdite; mentre la dottoressa compila la cartella di ricovero, critica il mio ginecologo ed il suo modo di seguire la mia situazione.
immaginate la situazione.... il resto del personale è ottimo, preparato e molto affettuoso...
Strutture
| Patologia trattata | minaccia d'aborto. |
| Punti di forza | ottimo risultato. |
| Punti deboli | pessima accoglienza. |
perchè partorire naturalmente..
Mi sono rivolta all’ospedale di Scorrano poichè il dottore che mi aveva seguito durante la gravidanza e che era impossibilito ad assistermi nella fase finale operava lì: si sa che da noi se in un ospedale non sei l’assistito di qualcuno praticamente non sei nessuno. Purtroppo però non sapevo che il mio ginecologo, essendo stato trasferito da poco, non era conosciuto dai suoi colleghi. Dunque è comprensibile che io mi sia trovata allo sbando. Alcune sfortunate coincidenze unite al vile interesse di alcuni medici poco umani hanno fatto concludere una gravidanza meravigliosa e SANA con un parto orrendo e traumatico.
Innanzitutto un ricovero superfluo: durante i primi tracciati la distrazione di un’ostetrica ha reso il referto equivocabile (la sondina non era posizionata correttamente e non registrava il battito cardiaco), ma un approfondimento dei controlli ha dimostrato che la situazione era perfettamente nella norma. Cio nonostante sono stata ricoverata “per un eccesso di scrupolo, perchè l’ospedale aveva molti posti letto vuoti e poteva permettersi un ricovero non necessario” (!?!). Tre tracciati al giorno lunghi anche il triplo del normale hanno continuato a dimostrare che il mio bambino era sano. Ma chissà perchè, nonostante non fossi ancora al termine del nono mese e i medici dicevano che potevo essere dimessa, continuavano a tenermi in ospedale...
Quando ormai sembrava che l’ennesima promessa di dimissioni sarebbe stata effettiva il giorno seguente, mi è stato fatto persino un tracciato non previsto e... “finalmente” si è manifestato un “tanto atteso” presunto segnale di sofferenza fetale. Così in men che non si dica, senza aspettare a questo punto “inutili” controlli, approfondimenti o riscontri, senza che fosse stato individuato un reale problema (perdita delle acque, o acque sporche, perdite ematiche, ecc.) mi sono ritrovata bell’e tagliata contro la mia volontà. Essendo poi orario di cambio turno i medici sono stati velocissimi a decidere di operare, ad operarmi e... a sparire. Essendo una cosa “urgentissima” mi è stato impedito di avvertire la mia famiglia, mi è stato impedito di aspettare mio marito che era già per strada a meno di mezz’ora di distanza, si è cercato di impedirmi addirittura di parlare per telefono con mio marito (altrimenti avrei dovuto “firmare un documento in cui mi assumevo la responsabilità dei rischi del ritardo che stavo causando”). Ancor peggio nessuno dei due dottori presenti si è preoccupato di informarmi sulla situazione e sulla decisione di operarmi (ho dovuto io pretendere di parlare con un medico quando le infermiere sono venute a prelevarmi senza preavviso), in più non c’è stato tempo di farmi togliere la lente a contatto (impiego meno di un secondo, ma il dottore non se l’è sentita di aspettare tanto...), ne’ di permettere alle infermiere di togliermi lo smalto dalle unghie, figurarsi se poi era il caso di preoccuparsi del fatto che avessi appena finito di pranzare, anche quando, dopo numerosi, dolorosi e disastrosi tentativi di farmi la spinale (per la quale avevo firmato e che, a detta dell’anestesista, era l’unica soluzione adatta in quel caso) sono stata anestetizzata totalmente per ordine sempre dello stesso medico, visibilmente spazientito!
Stessa fretta anche dopo l’operazione: i dottori non hanno avuto il tempo di ricordarsi di firmare l’atto di nascita, figurarsi di dire una parola al neo-papà, ormai sopraggiunto, o di chiedere alla paziente come stesse al suo risveglio. Ed io come stavo? In conseguenza di tutto ciò le mie condizioni psicofisiche mi hanno impedito di godere di quella che dovrebbe essere la gioia più grande per una donna, in un periodo che, anzichè meraviglioso come sarebbe stato giusto, per me è stato da incubo!
E ancora oggi mi sento violentata e derubata del diritto di partorire (chi mi consentirà più, in Italia, un parto naturale?...)
Ah! Sarà stata una coincidenza anche questa, ma il bambino, grazie a Dio, è nato sanissimo, vivace e senza nessun, neppur minimo, segno di sofferenza. Sarà stato l’ennesimo cesareo superfluo?...
Comunque complimenti a quel giovane e bel dottore che mi ha operato: un bravo tecnico, anche se pessimo medico.
Strutture
| Patologia trattata | gravidanza.. senza raccomandazioni |
| Punti di forza |
Personale paramedico disponibile e sensibile. Abbondanza di posti letto. |
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