L'Ospedale Oftalmico Sperino di Torino, situato in via Juvarra 19, è stato rinnovato nel 1984. Deve il suo nome a Casimiro Sperino (1812-1894), pioniere dell'oftalmologia a Torino nel XIX secolo e fondatore dell'Ospedale Oftalmico lo Sperino nel 1838, sul viale del Re a Porta Nuova. L'Ospedale Oftalmico è Presidio Ospedaliero Specialistico con funzioni di riferimento Regionale per: Oftalmologia Infantile, Glaucomi, Traumatologia, Retina, Patologie Corneali, Ipovisione, Oftalmologia Plastica e Ricostruttiva, oltre che Sede di grandi attrezzature ed Ospedale Clinicizzato. Il Dipartimento di Malattie Oculistiche è composto di 5 Unità operative oculistiche, di cui 4 a Direzione Ospedaliera (con 22 posti letto per ricovero ordinario) e 1 a Direzione Universitaria (con 25 posti letto per ricovero ordinario), 1 Unità di Day Surgery con 25 posti letto, 1 Unità operativa d'Anestesia e Rianimazione, 1 Unità operativa di Laboratorio Analisi, 1 Unità Operativa di Radiologia, 1 Unità operativa di Malattie Metaboliche e Diabetologia (2 posti letto di Day Hospital), 1 Servizio di Medicina Generale.
6 persone su 7 hanno trovato questa recensione utile
Dopo una diagnosi al pronto soccorso di maculopatia per mio marito e un primo esame, ha effettuato il secondo piu' approfondito (di cui non ricordo il nome) il 21 aprile. Oggi 13 maggio ci viene detto di telefonare a meta' della prossima settimana per vedere se gli esami sono stati refertati. Intanto l'occhio gli fa male e mi chiedo: portera' degli ulteriori danni questa insensata attesa? Prima c'era Pasqua, poi non c'era il medico che deve fare i referti. Ne esiste uno solo? Senza di lui si blocca tutto?
Non siamo NESSUNO e quindi siamo impotenti di fronte a questi disservizi che ci impediscono di avere una diagnosi piu' precisa e tempestivi interventi terapeutici.
(I voti sono obbligatori ma per ora i miei non sono da ritenersi validi, vedremo... in seguito!)
7 persone su 8 hanno trovato questa recensione utile
La mia opinione è decisamente positiva.
Sono stata operata dal Primario Claudio Panico (Direttore del Reparto di Oculistica Generale e Traumatologia) che reputo un angelo supremo.. Devo fare i complimenti per la disponibilità, cordialità, affetto e simpatia per tutti i medici, gli infermieri e le persone che lavorano nel reparto di traumatologia. Non sono da escludere tutte le persone che lavorano nelle sale operatorie. E' la prima volta che in un ospedale trovo delle persone che, nonostante le difficoltà, riescono a far sentire un paziente come se fosse a casa sua. Ringrazio il primario e le persone che collaborano con lui per come hanno preso a cuore il mio caso e stiano facendo di tutto per salvarmi..
Strutture
Patologia trattata
Intervento di vitrectomia 23 G in retinopatia diabetica proliferante
Punti di forza
Tutti... A partire dal corpo infermieristico, medico ecc.
4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile
in ambedue gli interventi sono stato operato dal Dott. W. Malinverni, a cui esprimo anche in questa sede la mia gratitudine per la sua cortesia e professionalità.
Non ho avuto alcun problema in seguito agli interventi stessi.
Ritengo solo doveroso dire che nel primo intervento, dopo un giorno, probabilmente anche per motivi non legati allo stesso, si verificò la banale rottura di un capillare nell'occhio operato. Quando telefonai al numero indicatomi per emergenza 24 ore su 24 non riuscì a mettermi in contatto con un medico. Dovetti recarmi al pronto soccorso per sapere di cosa si trattasse.
Strutture
Patologia trattata
intervento cataratta (all'occhio dx in maggio 2009 e all'occhio sx in maggio 2010)
8 persone su 8 hanno trovato questa recensione utile
In ogni caso mi sono sempre trovata molto bene e le cure a mia mamma sono state appropriate ed hanno avuto esito positivo, anche se la patologia è seria.
Strutture
Patologia trattata
Maculopatia senile (per mia mamma)
Punti di forza
Competenza, gentilezza e pulizia sono sicuramente il punto di forza. Anche l'ufficio prenotazioni è puntuale e preciso.
Punti deboli
Forse le sale di attesa ai vari piani: talvolta il paziente non sente chiamare il suo nome (non solo gli anziani) e si crea un po' di confusione.