Policlinico Bologna S. Orsola Malpighi

 
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Giudizio dei pazienti

Voto ospedale
 
4.6 (11)
Voto reparti
 
4.3 (407)
Indirizzo
Via Massarenti 9, Bologna
L'Ospedale Policlinico S. Orsola-Malpighi è situato a Bologna in Via Massarenti 9. Rappresenta il primo Ospedale in Bologna con oltre 400 anni di storia alle spalle, oggi sede della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Bologna. E' centro di riferimento nazionale ed internazionale per diverse patologie; ogni anno sono organizzati, nelle sedi interne dell'Ospedale, congressi e convegni ai quali partecipano anche professionisti di fama internazionale. Attualmente è organizzato in 7 Dipartimenti comprendenti 91 Unità Operative; è dotato di 1758 posti letto con un organico di 5355 dipendenti compresi i ricercatori e i medici universitari. Vi si effettuano circa 72.000 ricoveri all'anno e 4.000.000 di prestazioni specialistiche per esterni. Vero e proprio Ospedale città-giardino nel cuore di Bologna, si estende per circa 1,8 chilometri di lunghezza e le unità operative che lo compongono sono distribuite in 31 Padiglioni.


Recensioni dei pazienti

11 recensioni

 
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21 Ottobre, 2017
Bruna Luana
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
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Assistenza 
 
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Pulizia 
 
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Servizi 
 
5.0

RINGRAZIAMENTI!

Vorrei ringraziare a tutti di vero cuore per essere stati sempre disponibili con me. Ringrazio il dottor Saggese Domenico, il dottor Pasquini e tutta l'equipe medica del reparto otorinolaringoiatria che mi hanno salvato la vita (anno 2003- 2005). Ringrazio ancora una volta la dott.ssa Carla Pelusi che mi sta seguendo ed è sempre disponibile nei miei confronti. GRAZIE ANCORA!

Patologia trattata
PARALISI BILATERALE - TRACHEOTOMIA D'URGENZA.
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27 Gennaio, 2016
Michela Memola
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
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Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

GRAZIE DI CUORE

Voglio ringraziare con tutto il cuore l'équipe di cardiochirurgia del policlinico S.Orsola-Malpighi, PAD. 23. Nella notte tra il 12 ed il 13 gennaio 2016 hanno salvato la vita di mio marito con un intervento di sostituzione dell'aorta cardiaca ed arco aortico, resosi necessario in seguito a dissezione dell'aorta cardiaca. Un grazie particolare al cardiochirurgo Dottor Savini, che ha davvero dato a mio marito Sandro una seconda possibilità di vita ed ha regalato a me ed alla nostra ragazzina, Benedetta, altri giorni insieme ad un marito e papà eccezionale. Ringrazio anche il Dottor Palmerini, il cardiologo che ha immediatamente compreso e diagnosticato il problema, e tutti gli assistenti sia dell'équipe chirurgica sia del reparto di terapia intensiva del PAD. 23, sia del PAD. 5, U.T.I.C. del prof. Rapezzi, del policlinico Sant'Orsola Malpighi, per la loro professionalità, cortesia e grandissima umanità.
Posso dire che tutte le persone che ho incontrato in questa difficile vicenda " METTONO TUTTO IL LORO CUORE" nella cura del cuore!!
GRAZIE GRAZIE ED ANCORA GRAZIE
Michela Memola per Sandro Pellerito

Patologia trattata
Dissezione dell'aorta cardiaca.
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18 Novembre, 2015
Massimo
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

CARDIOCHIRURGIA

Esprimo infinita riconoscenza all'équipe chirurgica dell'Unità Operativa di Cardiochirurgia del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna, diretta dal Prof. Roberto Di Bartolomeo, che ha sottoposto il 18/09/2014 ad un intervento di altissima chirurgia (sostituzione valvola aortica, dell'aorta ascendente e dell'arco aortico; impianto di endoprotesi in aorta toracica discendente), strappandomi a sicura morte.
CHIRURGHI:
Pilato Emanuele
Pacini Davide
Castrovinci Sebastiano
Lo Coco Valeria
ANESTESISTA:
Schirru Sara.

Patologia trattata
Dissezione aortica di tipo A acuta.
Sostituzione valvola aortica, aorta ascendente ed arco aortico.
Impianto di endoprotesi in aorta toracica discendente.
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24 Ottobre, 2015
Zali Marcello
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Grazie al dottor Pilato e al suo staff

Voglio solo ringraziare tutto lo staff del prof. Di Bartolomeo, in particolar modo il dottor Pilato che mi ha dato un'altra opportunità di vita, che la notte tra il 10 e l'11 Dicembre mi ha operato all'aorta. Io sono toscano, mi trovavo a Bologna di passaggio per lavoro e il dottore mi ha reso felice per essere ancora con i piedi per terra dopo 13 ore di operazione e 15 giorni di ospedale per dissecazione all'aorta e valvola aortica.
Grazie dottore e grazie al suo grande staff.
Mi avete rimesso a nuovo.

Patologia trattata
Dissezione dell'aorta e valvola aortica.
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19 Marzo, 2015
donatella
Voto medio 
 
3.8
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
4.0

Esperienza positiva

Ho trascorso un periodo ricoverata nel reparto programmati al padiglione 2 Albertoni: mi sono trovata molto bene, personale efficiente, gentile e umanamente parlando molto disponibile.
Un ringraziamento particolare al prof. Negosanti e a tutto il suo staff.

Patologia trattata
Terapia di immunoglobulina.
Punti di forza
disponibilità del personale.
Punti deboli
le pulizie dei bagni nelle camere, a mio parere molto superficiali!
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29 Agosto, 2014
Valentina D.M
Voto medio 
 
4.8
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
5.0

Morbo di Crohn

Sono entrata nel reparto di Chirurgia d'urgenza il 19 giugno 2014.. ero in pessime condizioni dopo 1 mese di ricovero nell'ospedale della mia cittadina (Lanciano- Abruzzo). Dopo tutti i controlli e analisi hanno constatato che avevo un diverticolo sul lato destro di notevoli dimensioni. Pochi giorni dopo sono stata messa nelle sante manine del Dottor Del Governatore Marco, che mi ha fatto una incisione dall'ombelico in giù di 15 cm.. Dopo 2 mesi già non si vede quasi più per quanto dritto e sottilissimo, con un unico punto di sutura!! :-)
Io sto bene.. e non soffro più di dolori al fianco destro la notte. Eccezionali le infermiere Number One, Massimo, Niko Delia la Sicula.. le ragazze della specialistica come Elisabetta, tutte dolci e rassicuranti nonostante i turni cinesi che svolgono..
Un bacione, ci vediamo a settembre per il controllo! :-)
Valentina e Marco D.M

Patologia trattata
Morbo di Crohn - diverticolo.
Punti di forza
Capacità di ascolto dei pazienti. Gentilezza anche quando la lucidità vacilla. Professionalità nonostante la carenza di personale nei reparti.
Punti deboli
Il Ministero che li spolpa nelle risorse del personale etc!.
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26 Febbraio, 2014
Sciaira
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Cardiochirurgia pediatrica

Sono stata ricoverata la settimana scorsa per approfondire il quadro clinico della mia situazione; giunta lì da sola dalla Sardegna, devo dire che in realtà "sola" non mi mai sentita! Ho avuto una grande assistenza e compagnia da parte di tutto lo staff (medici, infermiere, volontari, ecc.) e sono sempre stati tutti molto gentili.
Ho effettuato le solite analisi di routine ed un cateterismo, mi hanno spiegato ogni singola cosa nei dettagli, soprattutto davanti a quelli che sono i miei punti deboli.

A breve dovrò tornare per un intervento e sono abbastanza tranquilla.

Patologia trattata
Sindrome di Bland White Garland.
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01 Aprile, 2012
Alessandra Casbassi
Voto medio 
 
3.0
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
3.0

Intervento assurdo con calvario di 3 mesi

Circa un anno fa a mia mamma di 85 anni è stata diagnosticata una insufficienza della valvola aortica.
Il prof. Gallier di Cardiologia ci disse che bisognava operarla e ci suggerì il Dr. Marco di Eusanio, che sebbene l'intervento fosse molto difficile si sentiva in grado di operarla. Mia mamma era già stata operata nel 2003 per lo stesso problema nello stesso ospedale dal Prof.Di Bartolomeo, con ottimi risultati, per cui noi avremmo voluto farla rioperare da lui; ma tutti ci dissero che se ci avevano suggerito il Dr. Di Eusanio dovevamo andare da lui (d'altronde lui aveva accettato di fare l'intervento, mentre altri non l'avrebbero accettato ritenendolo troppo rischioso). Il prof. Gallier e il Dr. Di Eusanio ci dissero pure che bisognava operarla in fretta, il più presto possibile. Tutti noi eravamo molto spaventati da questo intervento, ma convinsero prima noi e poi lei che era necessario; io volevo essere presente quando le chiedevano l'autorizzazione, ma non me lo permisero, e anche se lei non si voleva operare, il prof.Gallier riuscì a convincerla. Dissero che valeva la pena di rischiare anche se era anziana perchè aveva tutti gli organi e gli apparati in buono stato; in realtà dagli esami preliminari risultava che lei aveva un'insufficienza respiratoria di media entità e quindi i polmoni non erano in buono stato, ma noi questo non lo sapevamo.
Il 13 giugno fu operata dal Dr. Marco Di Eusanio: un intervento di 6 ore. Dopo una notte in terapia intensiva fu subito messa in reparto in semintensiva: lei era sudata e aveva la febbre e fu messa nel letto di fianco a un condizionatore che sparava aria fredda, cosicchè dal lato di mia mamma la stanza era gelata. Dopo l'intervento aveva sempre la fibrillazione atriale: i medici ci dissero che era normale. Notammo che stava male ed era molto gonfia - nessuno sembrava averlo notato - e lo dicemmo agli specializzandi (erano gli unici medici presenti in reparto, gli specializzati probabilmente erano in sala operatoria): loro le fecero degli esami e notarono che effettivamente "c'era aria nella cavità toracica". Dopo pochi giorni le tolsero i drenaggi; si vedeva che lei stava sempre peggio e non riusciva a stare sveglia: ci dissero che dovevamo tenerla sveglia e non lasciarla dormire.
Dopo circa 7 giorni dall'intervanto fu reintubata d'urgenza e riportata nell'Intensiva cardiochirurgica del Prof. Frascaroli per un edema polmonare; ci dissero poi che la sua sonnolenza era in realtà dovuta al fatto che il sangue era saturo di CO2 e quindi lei stava andando in coma.
In Intensiva cardiochirurgica dopo poco fu stubata; ma dopo pochi giorni fu reintubata perchè - così ci disse il medico - subito dopo averle dato da mangiare l'avevano stesa per cambiarla, cosicchè lei aveva avuto un reflusso di cibo che era finito nella vie aeree, e questo aveva provocato una polmonite "ab ingestis". Poi mia mamma fu nuovamente stubata e restò in Intensiva per circa 15 giorni. A questo punto ci dissero che siccome aveva una polmonite, pensavano di trasferita in Pneumologia; invece dopo poco fu riportata in semintensiva cardiochirurgica.
In Semintensiva Cardiochirurgica fu messa in una stanza con un altro paziente molto grave, che aveva la febbre alta e dei problemi grossi respiratori, non si sa di che tipo. I medici ci dissero che ora il problema di mia mamma era che aveva molto catarro nei polmoni e bisognava farglielo "buttar fuori". I fisioterapisti del reparto le facevano fare poco o niente; solo per qualche giorno venne una fisioterapista bravissima, dal reparto di fronte del Prof. Pinna, che le fece fare molta ginnastica respiratoria. Mia madre stette qui molti giorni e le sue condizioni peggioravano sempre di più: aveva la saturazione dell'O2 bassa, dei tremori alle braccia e delle allucinazioni, le andavano sempre cibo e acqua di traverso nelle vie aeree e dopo tossiva e stava male. Noi non capivamo cosa succedesse ed eravamo molto preoccupati. In Semintensiva non c'era la C-PAP (ventilazione forzata) con cui l'avevano spesso curata in intensiva, quindi lei smise di colpo di farla.
Alla fine di luglio parlai col Dr. Savini e gli dissi che se non l'avessero trasferita in pneumologia, avremmo fatto causa al reparto di cardiochirurgia; il giorno dopo la trasferirono. Le condizioni di mia mamma erano ormai gravissime.
Appena arrivati in Pneumologia la misero subito in Intensiva: il Prof. Nava e la sua equipe fecero venire vari specialisti a visitarla - cardiologo, neurologo, fisiatra, logopedista - e ci dissero che aveva un'edema polmonare e che la situazione era molto grave: da quel momento la alimentarono col sondino nasogastrico per evitare che bevande e cibo le andassero di traverso, le cambiarono i farmaci (riuscendo a toglierle la tachicardia e la fibrillazione atriale) e le fecero vari cicli di C-PAP. Dopo una decina di giorni mia mamma miracolosamente si riprese, ma ci dissero che ormai era fragilissima. A questo punto il problema polmonare era risolto, per cui decisero di trasferirla nel reparto di riabilitazione del S.Orsola-Alberoni dalla Dr.ssa Miccoli.
Nel reparto di Riabilitazione del S.Orsola-Alberoni mia mamma fu messa da sola in una stanza senza più essere monitorata, in isolamento siccome nel frattempo in ospedale si era presa la Klebsiella (al H S.Orsola già nell'estate del 2011 c'era un 'epidemia di Klebsiella). Le tolsero subito il cerotto che le proteggeva la pelle sull'osso sacro dalle piaghe da decubito (in effetti non ne aveva ancora) dicendo che loro lavoravano sui decubiti laterali. Non lavorarono sui decubiti laterali e dopo 3 giorni le venne una piaga da decubito. Noi cercavamo di non lasciarla mai sola perchè gli infermieri erano pochi e non entravano quasi mai nella sua stanza, e il reparto era deserto, soprattutto la notte e il fine settimana. Mia mamma era prostrata e non era in grado di suonare il campanello per chiamare aiuto cui io, mia sorella e mio papà ci davamo il turno di giorno, e avevamo pagato una signora perchè stesse con lei la notte. La fisioterapista Cristina e la logopedista Carla furono sempre bravissime e affettuosissime con mia mamma. Dopo poco riscontrarono che mia mamma aveva una forte anemia e le fecero una trasfusione di sangue.
Domenica 4 settembre arrivai in H: mia sorella che era lì dalla mattina disse che nella stanza non era entrato nessuno del personale. Mia mamma tremava e ci disse che aveva freddo; nella stanza c'erano circa 30 gradi perchè l'aria condizionata era spenta. Misurai la febbre a mia mamma: aveva 39. Erano le h 18, nessuno le aveva misurato la febbre fino a quel momento. Corsi a dirlo al medico di turno, fecero subito vari prelievi e io pretesi un elettrocardiogramma (non lo volevano fare perchè sostenevano che "non c'erano gli estremi"). Cominciarono a farle la terapia antibiotica e lunedì 5 la febbre scese di poco; la dr.ssa Miccoli disse che probabilmente era un'infezione dovuta al catetere vescicale e ritenne che non era il caso di chiamare l'infettivologo. Il giorno dopo la febbre salì, fu chiamato l'infettivologo e lui fece cominciare a mia mamma una terapia antibiotica molto pesante. Il prof. Nava e i suoi collaboratori continuarono a seguire mia mamma e vennero a visitarla; Il cardiochirurgo che l'aveva operata, Marco Di Eusanio, non si faceva vedere già da molto tempo.
Giovedì 8 settembre tolsero il sondino nasogastrico a mia mamma per farle un esame; io restai con lei tutto il giorno, poi nel pomeriggio andai a casa a mangiare. Arrivai in H verso le h 17 mentre stavano portando mia mamma in sala operatoria per metterle un catetere venoso per l'alimentazione: nessuno mi aveva avvisato, sebbene io avessi ripetutamente chiesto ai medici del reparto di avvisarmi per qualunque aggravamento di mia mamma e per qulunque suo problema. Mi mamma stava molto male ed era molto spaventata. La sera le aggiunsero un altro antibiotico molto pesante; nessun medico mi aveva spiegato che cosa stava succedendo, per cui lo chiesi al medico di turno per la notte: mi disse che quel pomeriggio erano arrivati i risultati delle emoculture ed era risultato che mia mamma aveva una batteriemia da stafilococco aureo ed enteococco. Era gravissima.
Venerdì 9 il prof. Nava e la sua equipe accettarono di riprenderla nella loro intensiva perchè loro l'avevano curata molto bene ed erano affezionati a lei. La batteriemia non rispose agli antibiotici e divenne setticemia.
Mia mamma è morta il 14 settembre 2011 dopo un calvario di 3 mesi.
Non passa giorno che io non mi penta di averle fatto fare questo assurdo intervento al S.Orsola di Bologna.

Patologia trattata
Calcificazione della valvola aortica.
Punti di forza
Ci sono reparti ottimi e reparti pessimi.
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03 Settembre, 2011
Angelo Torre
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4.5
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

OTTIMO REPARTO DI ORTOPEDIA

Mi è stata impiantantata una protesi completa d'anca già otto anni fa e da allora non ho mai avuto problemi. L'equipe del dott. Laus e il dottor Laus stesso mi visitava ogni giorno. In una settimana sono stato dimesso con un esito perfetto dell'intervento. Tutto è andato bene, anche il dopo intervento ed il recupero. Ogni tanto vado a fare una visita di controllo e torno sempre piacevolmente in quel reparto che mi ha ospitato con tanta disponibilità, gentilezza e competenza. Diversi amici sono stati operati nello stesso reparto e tutti si sono trovati bene. L'unica pecca è che per la visita di controllo bisogna avere tanta pazienza perchè c'è sempre tanta gente.

Patologia trattata
ARTROPROTESI D'ANCA.
Punti di forza
Competenza, disponibilità, serietà.
Punti deboli
troppo caldo in estate.
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05 Mag, 2011
Domy
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Cardiochirurgia

L'equipe medica di Cardiochirurgia opererà una bimba di soli 60 giorni di vita, per una patologia al cuore, così complessa che non la saprei descrivere.
Sono tutti gentili in reparto, e con i loro sguardi e i loro gesti avvolgono i nostri bimbi, piccoli, e indifesi, nel loro calore. Con l'augurio che tutti i bimbi possano, grazie al lavoro dei medici tutti, a trovare una soluzione ai loro dolori, e tornare a vivere sereni, auguro che in questa giornata così difficile per Myri, e per noi che la amiamo tanto, sia un momento ricambiato da gioia e felicità, accostandomi a tutti i bimbi che oggi per qualsiasi motivo siano sottoposti ad intervento chirurgico. Che una preghiera si innalzi al cielo da parte di tutti.

Patologia trattata
cardiochirurgica
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21 Marzo, 2011
federicasmn
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

MALATTIE RARE

Non ho parole per ringraziare la Prof.ssa Mazzanti, il Prof. Cicognani e non da meno i dottori che lavorano nella loro equipe. Dopo anni di inutili analisi effettuate presso un ospedale del Modenese, siamo approdati a Bologna. Dottori preparati, gentili e soprattutto con una parola gentile verso quei genitori che, distrutti dal dolore per trovare una cura per i loro figli, si sentono disperati e lasciati soli. I reparti pulitissimi, infermieri gentilissimi ed una parola premurosa verso chi sta male. davvero ottima l'Unità Malattie Rare.

Patologia trattata
Displasia fibrosa ossea- sindrome di McCune Albright
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