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Rianimazione Ospedale Asti

Ospedali

Reparto Rianimazione
Il reparto di Anestesia e Rianimazione dell'Ospedale Cardinal Massaia di Asti, situato in Corso Dante 202, ha come Direttore il Dott. Silvano Cardellino. Il reparto svolge attività di rianimazione, con la gestione di pazienti con una o più insufficienze d’organo, di Terapia Intensiva Post-operatoria, di assistenza anestesiologica al paziente chirurgico in sala operatoria e nell’immediato postoperatorio, di gestione del dolore perioperatorio, di assistenza anestesiologica al di fuori della sala operatoria, di analgesia del parto, di posizionamento di accessi venosi centrali per pazienti provenienti da altri reparti. Afferisce all'Unità l'Ambulatorio Anestesiologico per la valutazione preoperatoria del paziente chirurgico. Fanno parte dell'equipe medica dell'unità operativa i dottori Marco ALOE, Laura LORENZELLI, Ornella ARIONE, Maria Assunta MARTINO, Anna BRESCIANI, Giorgia MELEGARO, Edda BOSCO, Aurel MENGRI, Silvano BOTTA, Sybille MOESSINGER, Sergio CANNONI, Maria Teresa NOVELLI, Livio CARMINO, Silvia PERNO, Stefano CAVALLI, Marcello PIA, Eleonora COSTANZO, Laura RIZZI, Elisabetta FANZAGO, Agostino ROASIO, Silvana FEDERICO, Giuseppe SCIUTO, Anna Maria GADO, Antonino STRANGIO, Simonetta LEONETTI, Giuseppe UGONIA, Vincenzo IORI.



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 3

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4.0
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3.7   (3)
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3.7   (3)
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4.3   (3)
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4.3   (3)
 
Voti (il piu' alto e' il migliore)
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Servizi*
Ospedali
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Commenti*
 

ringraziamenti dott. Carmino

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Opinione inserita da scuderi maria gabriella
27 Aprile, 2012
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Ultimo aggiornamento: 27 Aprile, 2012
0 persone su 0 hanno trovato questa recensione utile

Ho eseguito la settimana scorsa un'ablazione cardiaca e il dott. LIVIO CARMINO mi ha assistita per la parte anestesiologica. Vorrei esprimergli la mia gratitudine per la sua bravura e la professionalita', oltre alla simpatia che mi ha permesso di affrontare al meglio questa procedura che mi faceva molta paura.

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Patologia trattata ablazione cardiaca.
 

83enne in terapia intensiva

Voto medio: 
 
2.0
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Opinione inserita da Pierangelo
09 Gennaio, 2012
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La casa di riposo che ospita mio nonno (83 anni) chiama il 118 alle ore 23.00 del 2 gennaio 2010 per difficoltà respiratorie dello stesso ospite! Viene portato al pronto soccorso (con codice verde) dove rimane in terapia intensiva (con ossigeno e tutto monitorato) fino al 4 gennaio (ore 18.00), dopodichè va in reparto (medicina B)! Il 5 gennaio gli viene fatto l'intervento di Pacemaker, tutto ok. .Strabiliante la gentilezza e la professionalità del reparto cardiologia! Non si pùò certo dire la stessa cosa per quanto riguarda la Terapia intensiva, perchè nella notte tra il 3 e il 4 gennaio(e sia chiaro che non ti fanno rimanere per più di 15 minuti con il tuo caro, figurati se ti lasciano lì tutta la notte) mio nonno (non si sa come abbia fatto) cade e si rompe un polso! Ora mi chiedo.. ti dicono che non puoi assolutamente stare lì la notte e di stare tranquillo tanto lo guardano loro.. poi torni al mattino e ti trovi tuo nonno con un braccio ingessato!! Sono andato e lamentarmi all'ufficio reclami e mi è stato risposto: "eh cosa vuole, può capitare".. Mio nonno avrà bisogno di assistenza sia adesso che quando toglierà il gesso e dovrà fare fisioterapia.. Presenteremo un bel conticino ai signorini!.."eh,cosa volete? Può capitare .."

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Patologia trattata Caduta di ottantenne.
 

mi hanno salvata. Dott. Cardellino e staff

Voto medio: 
 
5.0
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Opinione inserita da Antonella Tinarelli
25 Ottobre, 2011
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Ultimo aggiornamento: 16 Novembre, 2011
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Ho 37 anni, sono stata operata in modo eccellente quattro mesi fa per un grossissimo fibroma all'utero, che mi faceva stare molto male. poche ore dopo l'operazione però ho avuto una coagulazione intravascolare disseminata, cioè il mio corpo ha reagito male all'intervento, ho avuto come un'emorragia interna in tutto il corpo, sono andata a finire in Rianimazione per mancanza di piastrine, trombocitopenia, con successiva insufficicenza renale, sbloccata da numerose dialisi, insufficienza respiratoria, con numerose intubazioni in pochi giorni, insufficienza neurologica (coma metabolico e farmacologico) e per finire circa 80 trasfusioni di plasma fresco e di piastrine. Ero uno straccio, tutti i medici dicevano ai miei genitori che stavo per morire, non mi ricordo nulla, sono stata trasferita anche a Torino, in due rianimazioni diverse per sospette sindromi di coagulazione, poi rivelatesi inesistenti. E' stato un disastro, però non posso dare la colpa ai medici, né della Ginecologia, che sono sempre stati splendidi con me, né della Rianimazione che mi hanno salvata da morte sicura. E' stato il mio corpo che ha reagito male inaspettatamente, non so il motivo ma sicuramente il fibroma era così grosso che il Reparto di Ginecologia ha fatto le magie per salvarmi l'utero.
Li considero un po' come la mia famiglia, più di così non potevano fare. Un grazie in particolare ai due Primari, il dr. Barbero della Ginecologia e il dr. Cardellino della Rianimazione, che mi hanno saputo dare tanto coraggio nei momenti difficili. Hanno lavorato tutti benissimo.

Vorrei inoltre aggiungere, per essere precisi, che i fibromi asportati erano tre, di cui uno di 18 cm. di diametro e gli altri due di 3 cm. l'uno. Le loro dimensioni erano spaventose e sicuramente hanno influito sulle conseguenze drammatiche post-operatorie che mi hanno portata quasi alla morte. Sicuramente i Ginecologi sono stati bravissimi per la loro parte perché sono riusciti a salvarmi l'utero e a lasciarmi tutto intatto e i rianimatori mi hanno salvata. Il mio caso, mi hanno detto in Rianimazione ad Asti, è il terzo al mondo che succede dopo un'operazione di fibromi uterini. Quindi, chiedo ai Settori competenti di studiare il caso che mi è accaduto, chiedendo anche la documentazione clinica per motivi di studio a me personalmente, sono disponibile senza alcun interesse se non quello di poter dare un piccolo contributo umano a chi sta soffrendo come me. Sono disponibile a mettere a disposizione di chi sia interessato tutta la documentazione clinica (circa 700 pagine). Grazie.

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Patologia trattata Coagulopatia da consumo di piastrine successiva ad asportazione di fibromi uterini.
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