Urologia Campus Bio Medico Roma

 
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Reparto
Il reparto di Urologia dell'Ospedale Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, situato in Via Alvaro del Portillo 200, ha come Direttore il Prof. Buscarini Maurizio. Il reparto cura le patologie dell’apparato urinario e genitale maschile, è specializzato nella chirurgia ricostruttiva vescicale, nella ricostruzione uretrale e nel trattamento della calcolosi, con tecniche microinvasive e laser. E' privilegiata la chirurgia conservativa laparoscopica mini-invasiva nei tumori del rene e l'impianto protesico per il trattamento dell'impotenza e dell'incontinenza. Ambulatori generici e specialistici: Ambulatorio di Urologia Generale per le prime visite, Ambulatorio di Urologia Oncologica, Ambulatorio per il trattamento delle Neoplasie Vescicali non infiltranti, Ambulatorio Neurologico e per l’Incontinenza maschile, Ambulatorio di Urodinamica, Ambulatorio delle Patologie Prostatiche. Dirigenti medici: dott. Flammia Gerardo Paolo (responsabile UOS), dott. Antonio Alcini, dott. Vincenzo La Vaccara, dott.ssa Annamaria Salerno.


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Opinioni inserite: 2

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La prima impressione è incredibile visti i nostri standard. Tutto appare funzionale e ben organizzato. Abbiamo avuto addirittura una gentile signora che ci ha accompagnato all'accettazione. Abbiamo pagato la non indifferente cifra di 150,00 euro e siamo saliti al secondo piano per la visita urologica col dottor Flammia. Dopo pochi muniti, parlando con altri "pazienti", scopriamo che le visite portano un ritardo di un'ora e mezza. Non sappiamo per quale strano meccanismo, ma dopo tre quarti d'ora veniamo ricevuti, prima di altre persone che erano lì già al nostro arrivo. È il dottore stesso che chiama per nome ma deve fare confusione se chiama prima chi è arrivato dopo, non rispettando affatto gli appuntamenti. I pazienti dicono che è normale, che è sempre così con questi luminari. Sarà normale, ma trovo profondamente ingiusto questa assoluta mancanza di rispetto per gli impegni altrui e soprattutto questa inspiegabile disorganizzazione. Entriamo e dopo alcuni minuti comincia "l'interrogatorio" perché di questo si è trattato. Dopo una domanda cerco di spiegare che ho dei documenti da mostrare e il dottore mi dice: "risponda alle mie domande". Forse ha perso di vista che di fronte ha un uomo con i suoi ventennali disturbi e le sue sacrosante paure al solo pensiero di essere obbligato ad entrare in questa oscura realtà sanitaria. Comunque non ho i riflessi abbastanza pronti per alzarmi e andarmene come meriterebbe la situazione. Quindi, finito l'interrogatorio, dove sono stato costretto a ridurre le mie risposte ad un sì o un no, passiamo alla visita. Mi viene detto di sdraiarmi con tutte le scarpe e tirarmi giù pantaloni e mutande su un lettino con un lenzuolino evidentemente già usato. Non vedo il rotolo della carta in giro e sommessamente accetto questa sporcizia. La visita è fatta da mano esperta col necessario gel per la scorrevolezza. Dopo non mi viene dato un fazzoletto per pulirmi per cui esco con il gel appiccicato nelle mie parti intime e sono costretto ad andare in bagno per togliere almeno l'eccesso. La bella cifra è servita per venire a conoscenza che un eventuale intervento al novanta per cento eliminerebbe l'eiaculazione, conoscenza acquisita vent'anni fa che qualche altro medico mi aveva detto non più valida in quanto nuove conoscenze permettono interventi più precisi e mirati che evitano questo inconveniente. Forse è vero forse no, quello che conta è che per l'ennesima volta mi sono trovato in una situazione di igiene precario e soprattutto davanti ad una persona che ha completamente dimenticato che di fronte ha un altro essere umano, preoccupato e spaventato per la disagevole condizione che l'ha indotto a rivolgersi ad un medico. Il fatto che tutto ciò venga ritenuto normale, non significa che lo sia e che si debba continuare ad accettare supinamente, in un ambito cosi delicato, queste situazioni e comportamenti.
Il dottore era evidentemente di fretta e affaticato, probabilmente avrà avuto le sue buone ragioni per essere cosi poco in ascolto. Forse dovrebbe rivedere i suoi ritmi di lavoro e ritrovare quella spinta interiore giovanile che lo ha indotto a studiare medicina, una professione che forse più di altre dovrebbe essere vissuta come Servizio al prossimo.
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Pulizia 
 
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1.0
Opinione inserita da La Pietra Vinicio 28 Novembre, 2014

Dopo un mese di attesa..

La prima impressione è incredibile visti i nostri standard. Tutto appare funzionale e ben organizzato. Abbiamo avuto addirittura una gentile signora che ci ha accompagnato all'accettazione. Abbiamo pagato la non indifferente cifra di 150,00 euro e siamo saliti al secondo piano per la visita urologica col dottor Flammia. Dopo pochi muniti, parlando con altri "pazienti", scopriamo che le visite portano un ritardo di un'ora e mezza. Non sappiamo per quale strano meccanismo, ma dopo tre quarti d'ora veniamo ricevuti, prima di altre persone che erano lì già al nostro arrivo. È il dottore stesso che chiama per nome ma deve fare confusione se chiama prima chi è arrivato dopo, non rispettando affatto gli appuntamenti. I pazienti dicono che è normale, che è sempre così con questi luminari. Sarà normale, ma trovo profondamente ingiusto questa assoluta mancanza di rispetto per gli impegni altrui e soprattutto questa inspiegabile disorganizzazione. Entriamo e dopo alcuni minuti comincia "l'interrogatorio" perché di questo si è trattato. Dopo una domanda cerco di spiegare che ho dei documenti da mostrare e il dottore mi dice: "risponda alle mie domande". Forse ha perso di vista che di fronte ha un uomo con i suoi ventennali disturbi e le sue sacrosante paure al solo pensiero di essere obbligato ad entrare in questa oscura realtà sanitaria. Comunque non ho i riflessi abbastanza pronti per alzarmi e andarmene come meriterebbe la situazione. Quindi, finito l'interrogatorio, dove sono stato costretto a ridurre le mie risposte ad un sì o un no, passiamo alla visita. Mi viene detto di sdraiarmi con tutte le scarpe e tirarmi giù pantaloni e mutande su un lettino con un lenzuolino evidentemente già usato. Non vedo il rotolo della carta in giro e sommessamente accetto questa sporcizia. La visita è fatta da mano esperta col necessario gel per la scorrevolezza. Dopo non mi viene dato un fazzoletto per pulirmi per cui esco con il gel appiccicato nelle mie parti intime e sono costretto ad andare in bagno per togliere almeno l'eccesso. La bella cifra è servita per venire a conoscenza che un eventuale intervento al novanta per cento eliminerebbe l'eiaculazione, conoscenza acquisita vent'anni fa che qualche altro medico mi aveva detto non più valida in quanto nuove conoscenze permettono interventi più precisi e mirati che evitano questo inconveniente. Forse è vero forse no, quello che conta è che per l'ennesima volta mi sono trovato in una situazione di igiene precario e soprattutto davanti ad una persona che ha completamente dimenticato che di fronte ha un altro essere umano, preoccupato e spaventato per la disagevole condizione che l'ha indotto a rivolgersi ad un medico. Il fatto che tutto ciò venga ritenuto normale, non significa che lo sia e che si debba continuare ad accettare supinamente, in un ambito cosi delicato, queste situazioni e comportamenti.
Il dottore era evidentemente di fretta e affaticato, probabilmente avrà avuto le sue buone ragioni per essere cosi poco in ascolto. Forse dovrebbe rivedere i suoi ritmi di lavoro e ritrovare quella spinta interiore giovanile che lo ha indotto a studiare medicina, una professione che forse più di altre dovrebbe essere vissuta come Servizio al prossimo.

Patologia trattata
Visita Urologica.
Trovi utile questa opinione? 
Sono la moglie di un vostro paziente e ci tengo a comunicarVi che da circa due anni mio marito è stato sottoposto ad un intervento alla prostata, tutto è andato benissimo.
Trovando oltre la competenza nella professione, un grande senso di umanità, nonchè una struttura moderna ed efficiente.
Mentre ora sono e siamo rimasti molti delusi del comportamento verso i pazienti dei professionisti che hanno fatto la biopsia nel giorno 28/10/2014:
Trascurati, disservizio, con pochissima trasparenza praticamente (presi in giro), umiltà e comprensione zero... praticamente si è persa la fiducia e speranza che avevamo in voi (in tutto) e questo ci dispiace moltissimo e mi auguro che non succeda più.
Ricordiamoci che la Vostra professione e onorabile missione, deve avere soprattutto tanta umiltà in quanto trattate con persone umane e come tale vanno trattate e non come pezzi di carta da lasciare in sospeso sulla scrivania...
Un cordiale saluto e buon proseguimento di lavoro sereno.
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Opinione inserita da diomira 30 Ottobre, 2014

Biopsia prostatica: più attenzione

Sono la moglie di un vostro paziente e ci tengo a comunicarVi che da circa due anni mio marito è stato sottoposto ad un intervento alla prostata, tutto è andato benissimo.
Trovando oltre la competenza nella professione, un grande senso di umanità, nonchè una struttura moderna ed efficiente.
Mentre ora sono e siamo rimasti molti delusi del comportamento verso i pazienti dei professionisti che hanno fatto la biopsia nel giorno 28/10/2014:
Trascurati, disservizio, con pochissima trasparenza praticamente (presi in giro), umiltà e comprensione zero... praticamente si è persa la fiducia e speranza che avevamo in voi (in tutto) e questo ci dispiace moltissimo e mi auguro che non succeda più.
Ricordiamoci che la Vostra professione e onorabile missione, deve avere soprattutto tanta umiltà in quanto trattate con persone umane e come tale vanno trattate e non come pezzi di carta da lasciare in sospeso sulla scrivania...
Un cordiale saluto e buon proseguimento di lavoro sereno.

Patologia trattata
Biopsia prostatica.
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