Chirurgia dei Trapianti Policlinico Tor Vergata

 
3.9 (11)

Recensioni dei pazienti

11 recensioni

 
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Donatore rene

Io e mio figlio Emanuele ci siamo affidati a questo centro e devo dire che sin dal primo giorno che siamo stati accolti, abbiamo trovato personale molto disponibile. Siamo stati operati il 19/02 2020, l'intervento è andato benissimo, mio figlio sta bene e io ne sono strafelice.
Un grosso ringraziamento a tutta l'equipe, in particolare a LAURA MASCI, COORDINATRICE DEL REPARTO TRAPIANTI, che con la sua professionalità e umanità ci ha guidati nel percorso pre-operatorio in tutto e per tutto...
GRAZIE GRAZIE GRAZIE.

Patologia trattata
Trapianto rene-
Voto medio 
 
5.0
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Pulizia 
 
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5.0

Trapianto fegato

A gennaio sono stato trapiantato di fegato dal dott. Anselmo, grande medico anche per la serenità che trasmette al paziente e per la sua professionalità. Lo ringrazio, ed anche ial suo staff del reparto trapianti.

Patologia trattata
Antirigetto.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
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5.0

Il mio trapianto

Dopo 5 anni di dialisi vengo chiamato per effettuare il trapianto renale, ma purtroppo in quel periodo portavo molti kg. in piu' rispetto al mio peso forma, ma per mia fortuna ho incontrato dei medici veramente eccezionali, tra cui il dott. G. Iaria, medico dall'etica ineccepibile che ha eseguito il trapianto, che fortunatamente (anche con parecchie difficolta' a causa del mio peso) e' andato tutto a buon fine. Non finiro' mai di ringraziarlo perche' mi ha dato una nuova vita.
UN reparto efficiente, a partire da tutti i medici per andare a tutti gli infermieri, sia per etica professionale che per educazione. Grazie di cuore per quello che avete fatto per me.

Patologia trattata
Trapianto renale.

Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Resezione epatica

Nel mese di dicembre 2015 sono stata ricoverata per l'asportazione del 50% di fegato per un epatocarcinoma.
Tengo a ringraziare tutto il personale, a partire dal primario Prof. Tisone e tutti i suoi collaboratori, in particolar modo il Dott. Anselmo Alessandro.
Semplicemente un vero medico che fa il suo lavoro con passione, anzi, per me è un Angelo visto che mi ha salvato la vita con un intervento che in molti mi avevano negato perchè troppo rischioso; ed invece è andato tutto bene.

Patologia trattata
Epatocarcinoma.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Intervento

Nella scorsa settimana ho eseguito un intervento di laparoscopia endoscopica.
Tengo a ringraziare tutta l'équipe medica e il personale paramedico per le attenzioni, sensibilita' e professionalita' dimostrate.
Un ringraziamento e particolare gratitudine va al Prof. Tisone e al Dott. Toti per essersi adoperati con scrupolo e grande competenza, mantenendo al contempo un atteggiamento affabile.
Alessandra M.

Patologia trattata
Laparoscopia endoscopica.
Voto medio 
 
2.8
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
1.0

Assistenza post trapianto rene

Un centro trapianti ok se il trapianto va bene, altrimenti se non va bene, praticamente "son cavoli vostri..", lasciato in balia degli eventi come è successo a me...
Ci sarebbe tanto da dire, ma non aggiungo altro.

Patologia trattata
Trapianto del rene.
Voto medio 
 
4.3
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
3.0

Trapianto di fegato

A maggio del 2017 ho subìto il trapianto di fegato dal dott. Tommaso Manzia e tutti i suoi collaboratori. Era un intervento rischioso, avendo io molte patologie tipo diabete, ipertensione e anche sarcoidosi, motivo per cui ero stato rifiutato in più ospedali, ma al P.T.V., grazie anche alla dottoressa Lenci che mi ha visitato per la prima volta, mi hanno assistito fino al giorno del trapianto. Il tutto iniziò a fine 2015, inizio 2016. Che dire, i dottori sono sempre disponibili e anche gli infermieri, tra cui cito Giovanni e Matteo, sono tutti delle persone speciali, all'altezza del loro lavoro e competenti. Sono entrato in sala operatoria la mattina alle 08.00 e sono uscito la sera alle 20.00. Premetto che non si sapeva se ne sarei uscito vivo per tutte le problematiche che ho. Subito dopo l'intervento sono stato trasferito per un breve periodo in terapia intensiva, poi in reparto e l'assistenza è stata super, sono rimasto in ospedale 8 giorni, quando mi hanno dimesso non ci credevo, debbo solo ringraziare veramente tutti, partendo dalla dottoressa Lenci a tutti i suoi collaboratori, la dottoressa Alessandra B. e anche la dottoressa Rossi; poi tutta l'Equipe del professore Giuseppe Tisone, il dottore Manzia che tuttora mi segue e, per finire, tutto il P.T.V.. Aggiungo che anche al pronto soccorso, nella fine del 2015, mi hanno salvato per un coma diabetico, mi avevano dato per spacciato, invece oggi sono qui che ne parlo.
Grazie di cuore.

Patologia trattata
Cirrosi causa Sarcoidosi.
Voto medio 
 
4.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
2.0

Ringraziamento

Sono un miracolato. Ero in condizioni molto critiche, in data 21 settembre 2018 sono stato sottoposto a trapianto di fegato e dopo solo otto giorni, in data 29, dimesso. Volevo esprimere profonda gratitudine all’equipe diretta dal Prof. Giuseppe Tisone, in particolare al dott. Luca Toti e al dott. Alessandro Anselmo che hanno eseguito l’intervento.
Da quanto sono stato dimesso, sento di migliorare giorno dopo giorno con la terapia dettata dal dott. Toti.
Come non posso però ringraziare tutti i componenti del reparto di epatologia diretto dal Prof. Mario Angelico, dove sono stato ricoverato per la preparazione all’intervento.
Voglio altresì ringraziare ancora tutto il personale medico, gli anestesisti e il personale di terapia intensiva che hanno dimostrato tantissima competenza e professionalità ma anche gli infermieri e i loro coordinatori Roberta e Daniela per la sensibilità e umanità, certamente superiore al comune, dimostratami.
In ultimo, un infinito ringraziamento di cuore ai familiari della persona che ha donato l’organo trapiantato.

Grazie ed un abbraccio di cuore a tutti.
Sergio Lodi e familiari augurano Buon Natale e felice anno nuovo

Patologia trattata
EPATOCARCINOMA CRIPTOGENETICO CON IPERTENSIONE PORTALE.
Voto medio 
 
1.8
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
1.0

Mia madre è morta dopo un trapianto di fegato

Mia madre è morta all'età di 62 anni dopo un trapianto di fegato presso questo ospedale. È entrata in reparto venerdì 3 febbraio 2017 ed è deceduta dopo una settimana esatta, 11 febbraio 2017. Viene operata dall'equipe capitanata dal dottor Manzia. L'intervento risulta riuscito e viene trasferita in terapia intensiva come da prassi medica. Dopo due giorni viene sciolta la prognosi e fatta salire in reparto. Già da subito la paziente ha presentato problemi respiratori e renali (problematiche da noi constatate solo dopo aver ritirato la cartella clinica) giustificati a noi come eventuale complicanza post trapianto. Diagnosi: edema polmonare grave e insufficienza renale. (anche questo constatato da noi dopo 90 giorni dalla sua morte).
In linea generale, dopo aver operato mia madre, c'è stato un fuggi fuggi da parte dei medici. Non siamo mai stati informati circa il decorso della paziente. Il dottor Manzia e la sua equipe non hanno più rilasciato alcun contenuto circa la situazione di salute di mia madre. Il pomeriggio di mercoledì 8 ricordo di averlo incontrato prima che entrasse a visitare mia madre, ma giustamente mi ha detto: io devo visitare la paziente prima di dirvi come sta. Abbiamo quindi atteso il dottore fuori dalla porta del reparto ma... dopo la visita esce dalla stanza e si reca verso l'uscita opposta che si trova in fondo al reparto. In ogni caso siamo stati ignorati e abbiamo atteso invano.
Inoltre l'assistenza in reparto è stata mediocre soprattutto dopo l'intervento. Ho assistito alla richiesta di soccorso di mia madre inizialmente ignorata; suonava il campanello ma nessuno arrivava finché mio padre è intervenuto per chiedere aiuto e un'infermiera ha risposto in maniera molto ineducata dicendo che per lei era all'ordine del giorno vedere una paziente trapiantata lamentarsi per i dolori (in realtà mia madre diceva da due giorni di avere tantissima sete e un caldo bestiale... a febbraio!!!). Le è stata fatta una iniezione, immagino un antidolorifico. Un'altra dottoressa alla richiesta di potermi aiutare a mettere la mascherina dell'ossigeno alla paziente dopo esser stata imboccata dalle infermiere, che nel frattempo si erano allontanate senza metterle la maschera, mi ha risposto che non era di sua competenza e con molta sufficienza, ma fortunatamente, mi ha aiutata. Il problema è che nei momenti di particolare sensibilità perché hai un genitore in uno stato di sofferenza, ci si sente realmente abbandonati se questo è il feedback ricevuto.
La sera stessa torniamo a farle visita preoccupati per aver visto queste negligenze in reparto, ma il letto di mia madre era vuoto... Era stata spostata di reparto per effettuare una dialisi, senza essere messi al corrente da nessuno; non ci hanno permesso di vederla così siamo tornati a casa. Nel frattempo sempre nessun contenuto circa la situazione di salute di mia madre.
La mattina successiva arriva la telefonata che non avresti mai voluto ricevere. Ci chiamano dalla sala rianimazione: mia madre era nuovamente in sala operatoria d'urgenza a causa di una estesa emorragia nell'addome (emorragia peritoneale) riscontrata attraverso una TAC. La tac viene fatta la mattina quando viene ritrovata mia madre priva di sensi nel suo letto dal dottor Toti. Era questa la motivazione di due giorni passati a bere continuamente e a sentire caldo come fosse all'inferno. Dopo un giorno se ne è andata.
Dopo la sua morte sono andata a ritirare la cartella clinica che mi è stata consegnata in tempi al limite del legale, quasi oltre i 90 giorni... Ancora attendo un cenno di umanità da parte vostra. Ma invano. Mi fermo qui... Avrei molte altre notizie da trasmettere in quella settimana di speranze sogni e disperazione, ma credo che quello che è stato messo nero su bianco qui sia sufficiente. Ci tengo a dire un'ultima cosa: la paziente entra in ospedale per l'operazione con le sue gambe, mezz'ora prima ballavano divertite in sala da pranzo, le sue analisi erano in netto miglioramento avendo ormai da mesi debellato il virus dell'Hcv grazie al Sovaldi e ribavirina (bilirubina e transaminasi in netta discesa), ittero scomparso, encefalopatia epatica del tutto assente, ascite al minimo. Nessuno avrebbe mai detto fosse malata. Ultimo grande insegnamento di mia madre, che non ha mai perso la speranza e la tempra e mi ha sempre guardata facendomi un bel sorriso.
In tutto ciò, ho trovato umanità nei pazienti che abbiamo conosciuto lungo tutti questi anni e nel ragazzo dell'ufficio relazioni con il pubblico, che mi ha aiutata in maniera diretta a ricevere la documentazione nei tempi desiderati.

Patologia trattata
Cirrosi epatica da hcv correlata.
Voto medio 
 
4.3
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

Resezione pancreas

Ringrazio con tutto il cuore prof. Tisone, primario di chirurgia di trapianti, ed il prof. Anselmo per tutto quello che hanno fanno per mia madre.
Non finirò mai di ringraziarli.
Grazie grazie grazie grazie.

Patologia trattata
Tumore pancreas.
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Morire a 47 anni senza un perchè

Il mio compagno è morto a soli quarantasette anni in questo ospedale. Alla fine di febbraio, di sera è stato chiamato dall'ospedale per sottoporsi al trapianto di fegato e così, dopo il lavoro e con le sue gambe, felice e pieno di speranza, si è recato all'ospedale, da cui non è piu' uscito vivo. Dopo l'intervento che, stando alla cartella clinica, è stato eseguito dai dottori Taricotti, Manzia, Toti, il mio compagno non si è piu' ripreso, non si è piu' alzato dal letto fino al giorno del decesso, avvenuto circa due mesi dopo il trapianto. Durante il lungo periodo della degenza tutti i medici del reparto sono stati sfuggenti e hanno fornito solo vaghe informazioni, asserendo che in genere la ripresa dopo un trapianto di fegato è molto lunga. Solo il giorno prima del decesso, alle mie richieste di spiegazioni, il dottor Anselmo si è rivolto a me, una donna sola e disperata, dicendo che non c'era piu' nulla da fare, distruggendo le speranze che fino al giorno prima lui e i suoi colleghi non avevano fatto altro che alimentare. Nessuno potrà mai descrivere il senso di impotenza, lo smarrimento, il dolore che ho provato di fronte alla persona piu' cara al mondo che chiedeva il mio aiuto, perchè si rendeva conto di essere vicino alla morte. E' qualcosa che colpisce nel profondo, che segna indelebilmente, vedere l'indifferenza che il personale di questo ospedale manifesta nei confronti del malato e dei suoi cari.
A mio parere si tratta di un ospedale inefficiente sotto ogni punto di vista. La consuetudine di accedere al reparto trapianti senza indossare indumenti sterili. Il personale dei reparti di terapia intensiva e di trapianti che ripete ai parenti dei pazienti di portare cibo da fuori l'ospedale (cibo che potrebbe portare virus e infezioni). Le cartelle cliniche di alcuni pazienti lasciate negli spazi comuni alla mercè di tutti. I pazienti del reparto trapianti trattati senza particolari precauzioni. Le richieste di soccorso del mio compagno continuamente ignorate e inevase dal personale infermieristico. L'impossibilità di avere dei colloqui con i medici perchè questi ultimi sono sempre impegnati in riunioni con specializzande e specializzandi che si svolgono nei corridoi. Durante queste riunioni i pazienti e i loro congiunti vengono chiusi nelle stanze con l'impossibilità di uscire dalla stanza e chiedere assistenza agli infermieri o informazioni ai medici, se non a costo di rimproveri. Nel corso della mia frequentazione di questo reparto ho potuto raccogliere le lamentele dei congiunti di altri pazienti che lamentavano le continue complicazioni seguite agli interventi che costringevano i pazienti a continui ricoveri. Mi chiedo, dunque, quale sia l'utilità di queste riunioni. Inoltre, anche l'infermiera consigliata dagli infermieri del reparto per fornire assistenza durante la notte, una certa Erica, si è rivelata impreparata oltre che estremamente cara. Chiedo a chiunque abbia avuto la mia stessa esperienza in questo ospedale, di contattarmi alla mail: alexia2111@gmail.com
Grazie.

Patologia trattata
Cirrosi epatica criptogenetica.
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