Neurologia San Gerardo Monza

 
4.6 (11)

Recensioni dei pazienti

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Ottimo

Ottimo lo staff di medici e infermieri.
Un po' scarsa la reperibilità dei medici dopo le dimissioni, soprattutto per chi non abita a Monza ma molto più lontano.

Patologia trattata
Ictus.
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Miastenia gravis

Dopo un primo ricovero avvenuto nel novembre/dicembre 2013 nel reparto Stroke Unit, sono stato nuovamente ricoverato in neurologia dal 25/06/18 al 04/07/18. In entrambe le occasioni ho avuto modo di apprezzare le eccellenti qualità di tutto il personale, medici, paramedici, infermieri ed ausiliari. In tutti ho riscontrato professionalità, competenza, disponibilità, serietà ma, soprattutto, umanità con tutti i pazienti, nessuno escluso. E' mia convinzione che tutte le aziende sia pubbliche che private, prima di strutture, sono fatte di uomini e nelle mie due degenze ne ho avuto conferma delle straordinarie qualità del personale di questi due reparti. Pertanto un grazie dal profondo del cuore a tutti e, senza nulla togliere a loro, mi si permetta un particolare ringraziamento alla dott.ssa Marialuisa Piatti.
Con affetto e stima,
Ugo CORNO

Patologia trattata
Miastenia gravis.
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Ringraziamento

Voglio ringraziare il dottor Simone Beretta del reparto di neurologia. Mio marito è stato ricoverato a settembre del 2017 e, dopo un mese di ricerche e peggioramenti, finalmente lui ha scoperto una malattia rarissima - encefalite limbica autoimmune - che se non diagnosticata in brevissimo tempo, massimo due o tre mesi non ti lascia scampo. Penso che nella sfortuna siamo stati fortunati ad aver trovato un medico così preparato. Non è da tutti scoprire una malattia gravissima in così breve tempo.

Patologia trattata
Encefalite limbica autoimmune.

Voto medio 
 
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Ringraziamenti

Grazie di cuore alla competenza, all'umanità, alla disponibilità del personale medico e non.
Un grazie particolare alla dottoressa Patrizia Santoro.

Patologia trattata
Diplopia.
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5.0

Sindrome di Guillain Barrè

Il 5 giugno è stata ricoverata mia mamma al reparto neurologia del San Gerardo di Monza; dopo vari accertamenti le è stata diagnosticata la sindrome di Guillain Barrè.
Vorrei ringraziare e complimentarmi con il reparto di neurologia per la prontezza e per la preparazione messa in atto al fine di curare questa rara malattia.
In particolar modo vorrei fare i miei più sinceri ringraziamenti alla Dott.ssa Santoro, al Dott. Fumagalli e a tutti gli altri dottori che si sono occupati della patologia.
La malattia è stata curata sottoponendo mia mamma a 5 cicli di plasmaferesi. Il recupero e i miglioramenti sono stati formidabili e abbastanza veloci rispetto alle aspettative.
È una malattia che si sviluppa molto velocemente e peggiora da un giorno all'altro; i sintomi sono l'assenza di sensibilità degli arti e la
Scarsa forza muscolare.
Grazie a tutti i dottori che si sono presi cura di mia mamma.

Patologia trattata
Sindrome di Guillain Barrè.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
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5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Ringraziementi

Sono stato ricoverato l'anno scorso (mese di maggio) per una fistola arterovenosa al cervello.
Debbo solamente dire grazie (di cuore) al chirurgo che mi ha operato (dott. Paolo Remida ed ai suoi collaboratori)!
Portato poi al reparto di Stroke Unit (6° piano), ho trovato un'equipe di medici e di collaboratori eccezionali (faccio alcuni nomi che ricordo: dott. Fumagalli, dott.ssa Santoro e dott.ssa Piatti.
Pertanto, oltre ai ringraziamenti per riavermi "rimesso" in vita (ora sto veramente bene), non posso che esprimere una sincera riconoscenza!
Fiorenzo Bassi

Patologia trattata
Fistola arterovenosa durale.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

L'eccellenza

Mai ricoverato in vita mia, ma c'è sempre una prima volta...
Ho trovato persone fantastiche, non solo per competenza ed efficienza, ma anche sul piano umano e della passione per il proprio lavoro.
Tutti, dal primo all'ultimo.
Fa sinceramente piacere vedere anche tanti giovani appassionati di quel che fanno, entusiasti e curiosi.
Cosa dire? Grazie!

Patologia trattata
Ischemia cerebrale.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Molto bravi e competenti

sono in cura presso questa struttura da aprile 2011 e sono tutti dei bravi medici, spiegano bene la patologia seza mandare nel panico le persone. Complimenti.

Patologia trattata
Sclerosi multipla.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

REPARTO ECCEZIONALE

Lo staff del reparto di Neurologia mi ha salvato la vita nel giugno del 2001: satis superque per affermare che si tratti di un reparto incomparabile.

Patologia trattata
ENCEFALITE VIRALE.
Voto medio 
 
3.5
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Paziente abbandonato

Sono in cura da anni al centro cefalea del S.Gerardo e non riesco a fissare le visite, l'ultima l'ho avuta dopo 2 anni di attesa nel gennaio 2018. Mi sono trovato rimbalzato al reparto neurologia, che si dichiara non pienamente competente e mi scrive di andare al centro cefalee. Mi avrebbero dovuto richiamare, invece nulla. Li sto cercando e mi invitano a pazientare. Io nel mentre sto sempre peggio. Al centro prenotazioni non fissano piu' visite per il centro.

Patologia trattata
Emicrania.
Voto medio 
 
2.8
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
4.0

Visita aperitivo

Luogo suggerito dal medico di base, come scientificamente affidabile, dopo brevi peregrinazioni in altri istituti. Porto mio padre, ammalato di PD, che da anni assume - su indicazioni - solo Levodopa, e dall'inizio della malattia. Non sono soddisfatto dell'approccio al problema applicato altrove, anche perché dopo alcune letture, peraltro ad accesso pubblico, scopro che vi è una fascia piuttosto ampia di farmaci da assumere in associazione al tradizionale, che migliorano la qualità della vita.

Accompagno in una saletta mio padre: siamo accolti da tre giovani. C'è una strana atmosfera pre-aperitivo. O forse esagero in questa valutazione, perché sono preoccupato. Espongo il problema, e su richiesta la mia insoddisfazione per l'approccio superficiale e sbrigativo applicato negli altri istituti, basato solo su una rimodulazione del farmaco, senza alcuna indicazione sul regime dietetico, stile di vita, utilizzo di altri supporti farmaceutici.

La (credo) maggiore per età, e (sicuramente) responsabile del servizio, con fare piuttosto aggressivo, mi liquida malamente con un "cosa si aspettava", e pochi minuti abbandona il gruppo.
Rimaniamo in compagnia di una silente ragazza e di un'altra: una dattilografa che, dopo una verifica funzionale della camminata e di altri aspetti standard, redige un bollettino di qualche riga, che fotografa banalmente la realtà.

Chiedo, per testare il livello di competenza ed aggiornamento delle dottoresse (ho un dottorato in fisica, non sono un medico), che cosa esiste "sul mercato" da associare al farmaco in uso, ben conoscendo la risposta. Mi vien detto che "al massimo si cambia la terapia al sopraggiungere di incontinenza".
Mio padre, persona silenziosa per natura, è allibito, e risponde, come suo solito in questi casi, a monosillabi, passando come sulla soglia della demenza.

Ci fanno uscire, e ci consegnano la documentazione consistente nel bollettino di sui sopra, con l'assicurazione (fornita su mia richiesta) di aver almeno valutato le diagnostiche aggiornate che mi ero procurato la settimana precedente il meeting.

La responsabile scientifica (dotata di pubblicazioni sui disordini del movimento) non riappare. Dopo cinque giorni dai nuovi suggerimenti sul l'assunzione di Levodopa (dose di molto appesantita) mio padre fatica a portare il cucchiaino alla bocca, avendo una settimana prima guidato l'automobile.

È chiaro che non ci metterò più piede. Mi scuso con mio papà. Preferisco l'automedicazione, anche per questi casi seri.

Patologia trattata
Morbo di Parkinson.
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