Dettagli Recensione

 
Ospedali e case di cura ad Asti
Voto medio 
 
2.8
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
2.0

Bella Casa di Cura. Delusione per tutto il resto

Mia mamma anziana con tante patologie oltre alla rottura del femore con protesi d’anca (la seconda nel giro di meno di un anno) è stata un mese nella Casa di Cura Sant’Anna.
La prevalenza dei pareri precedenti al ricovero erano positivi.
Per noi è stata una delusione. Siamo stati un mese.
Lo scorso anno eravamo stati all’ospedale civile di Ovada molto meglio.
Cose positive: struttura molto bella, con splendido giardino, ottimi servizi bar quasi sempre aperto, biblioteca, chiesa in cui andare tranquillamente a pregare.
Cose negative: siamo stati un mese e la finestra della camera segnalata da tutti come rotta non è stata mai riparata non potendo garantire il ricambio dell’aria nella stanza. Mia mamma purtroppo non è più autosufficiente e questo secondo me il punto che crea criticità non ben gestite dalla casa di cura: se i pazienti dicono di non aver voglia non vengono prelevati dalle camere per svolgere la fisioterapia, invece dovrebbe essere bene accertato e sempre prelevati. Se si ha sfortuna di andare con giorni di festa di mezzo (25 Aprile, 1 Maggio ecc.) si perde tantissimo tempo che potrebbe essere gestito con turni dei fisioterapisti, ma questo non lo considero problema della casa di cura perché avviene ovunque purtroppo.
Le persone non autosufficienti venivano cambiate in media mattina e sera creando in loro notevole sconforto: altrimenti bisogna sempre chiamare, alcune infermiere ed OSS sono competenti e motivate, la maggioranza lo vede come un lavoro qualsiasi e manifesta di essere seccata ad ogni suono del campanello o richiesta di aiuto.
In un mese che siamo stati lì non sono stati eseguiti mai esami ematici, tanto che al ritorno a casa mia mamma aveva pressione a terra e parecchi problemi e siamo dovuti tornare all’ospedale civile.
Chi non ha assistenza ed ha difficoltà a mangiare da solo non viene aiutato.
La frutta viene distribuita con una ritualità incredibile verso le 17, la cena è sempre alle 18.30, il pranzo alle 12.30/12.45.
Trovo assurdo che sia necessario permesso per i parenti che vogliono aiutare i propri cari a mangiare per pranzo.
Trovo fin troppo fiscale l’orario soprattutto l’uscita alle 19.30 tassativa.
Occorre prestare attenzione ai farmaci: nella nostra permanenza spesso sono stati confusi i farmaci o date dosi differenti.
Un grande problema è la latitanza di medici di medicina generale, che passano dalle stanze proprio solo se fortemente sollecitati. Si tratta in prevalenza (da cosa ho capito) di medici in pensione molti anche famosi in passato ma che probabilmente hanno molti incarichi.
Ad Ovada per fare un confronto i medici erano sempre reperibili e consultabili dai familiari presenti.
Inoltre se si segnala qualcosa ad un soggetto medico, infermiere, OSS, occorre poi ribadirlo a tutti gli altri poiché c’è molto scarsa comunicazione fra le parti.
I fisioterapisti presumo siano validi però secondo me è un errore doversi prenotare in modo formale per parlare con loro. Dovrebbero essere loro ad andare nelle varie stanze e parlare degli obiettivi e dei programmi di recupero dei pazienti con i parenti. Non è ammissibile in un mese non vedere mai un fisioterapista e non avere informazioni su come viene gestito e come procede il recupero dei propri cari.
Ecco queste a mio avviso problematiche principali. Diciamo che è una casa di cura che non mi sento di consigliare per persone non autosufficienti e soprattutto per chi non ha parenti pressochè quotidianamente presenti nelle stanze a controllare.
E’ un vero peccato perchè la struttura è molto bella con un meraviglioso giardino e parcheggio esterno pressoché infinito.

Patologia trattata
Protesi anca
Tipo di trattamento chirurgico e/o farmacologico ricevuto
Fisioterapia post intervento per installazione protesi anca
Esito della cura
Guarigione parziale

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