Dettagli Recensione

 
Ospedali e case di cura a Savona
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Struttura medicina interna ponente pneumologia

Mia Mamma (paziente fragile non autosufficiente con invalidità 100% di anni 90), viene ricoverata presso l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure nel reparto Struttura complessa medicina interna ponente pneumologia terzo piano nella serata di martedì dopo essere stata al pronto soccorso dalle ore 7,00 circa dello stesso giorno.
Presenta difficoltà respiratoria (affetta da BPCO) e al pronto soccorso mi dicono che la terranno in osservazione perché dovrà fare terapia con l’ossigeno. Ha bisogno di assistenza notturna perchè molto confusa, agitata, dolorante e continua a volere togliere la mascherina dell’ossigeno. Mi fermo io per tutta la notte.
Chiedo cortesemente di potere usare il bagno ad un’infermiera che, visibilmente e inspiegabilmente imbarazzata, mi consiglia di chiedere ad un’altra infermiera. Alla fine mi viene detto che non c'è un bagno a disposizione. Hanno appena chiuso il bagno esterno a questo reparto, situato sullo stesso terzo piano e per andare in bagno dalle ore 20,00 fino alle ore 8,00 del mattino successivo (cioè durante tutta la notte), dovrò uscire da questo reparto situato al terzo piano, recarmi addirittura al piano terra, percorrere un lunghissimo corridoio (ovviamente spaventosamente deserto durante la notte) e cercare un bagno aperto in prossimità del pronto soccorso.
Umanità zero. Impossibile che non ci sia un bagno nel reparto. Il personale non va in bagno?
Quindi per andare in bagno ho dovuto fare le corse notturne per i corridoi deserti dell’ospedale, in modo da non assentarmi per troppi minuti.
Nel corso della mia vita ho avuto modo di fare assistenza notturna a diversi miei famigliari in svariati ospedali, ma non mi sono mai trovata in una situazione simile.
Se non fosse una situazione tragica sarebbe una barzelletta. Vergogna.
Purtroppo mia mamma peggiora improvvisamente e verso le due di notte di Mercoledì il medico di guardia (unica persona umana e gentile incontrata in questi terribili e lunghi giorni) mi suggerisce di chiamare i miei famigliari.
Rimaniamo mia sorella ed io per tutta la notte al fianco di nostra mamma con il permesso del medico. Tenendole la mano, con la sensazione che in questo modo possa sopportare meglio il dolore che la morfina non riesce ad alleviarle del tutto.
La notte seguente però non riusciamo più a starle accanto tutte e due insieme perché il personale infermieristico, che nel frattempo è cambiato, ed il nuovo medico di guardia della notte (totalmente privo di empatia e gentilezza) non ce lo permettono, nonostante siano a conoscenza che la mia mamma è in fin di vita. Diamo fastidio anche rimanendo sedute in disparte senza fiatare. Ci viene detto che può rimanere soltanto una persona per ogni paziente. Ma in camera ci sono 4 pazienti e nessun altro caregiver, oltre noi due. Non serve a nulla ribadire che il medico della sera precedente ci aveva chiesto di rimanere perché la situazione è molto grave. Non importa niente a nessuno. Mia mamma è sempre più agitata per il dolore (mal controllato nonostante la morfina), ha sempre la mascherina dell’ossigeno, si lamenta.
Comunque per non creare malumore, eseguiamo gli ordini e così, grazie alla mancanza di empatia, di buon cuore, di gentilezza, mia mamma alle ore 5,00 di giovedì, smette di vivere, senza avere il conforto della presenza di tutte due le sue figlie.
Chiamo l’infermiera perché mia mamma ha evidentemente smesso di respirare ed ora l’infermiera, che poco prima aveva mandato via mia sorella, mi chiede di richiamarla. Quindi ora possiamo rimanere?
Mi permetto di esclamare: “Che schifo”.

Conclusione: sono veramente disgustata dalla maleducazione del personale.
Mia mamma è rimasta in questo reparto per due giorni ma “ne abbiamo viste di tutti i colori”.
Il personale infermieristico non ha rispetto dei pazienti gravi, sbattendo porte e sbraitando durante tutto il giorno.
Il personale delle pulizie entra ed esce dalle camere col raffreddore, senza indossare una mascherina, tirando su col naso tutto il tempo della permanenza nelle camere, in un ambiente dove ci sono pazienti fragili affetti da polmonite.
Ho avuto l'impressione che gli infermieri chiedano ai parenti di uscire dalla camera, quando hanno da fare un prelievo o altro, soltanto per non fare vedere ai parenti le problematiche. Non hanno un briciolo di umanità e di cuore. Hanno procurato a mia mamma, in fin di vita, un enorme ematoma sulla mano destra, non riuscendo a trovarle la vena, e oltretutto lasciando cotone insanguinato sul letto.
Le hanno portato all'ora di pranzo una bottiglietta di acqua gelata.
Reparto veramente vergognoso.

Patologia trattata
Insufficienza respiratoria
Tipo di trattamento chirurgico e/o farmacologico ricevuto
Ossigenoterapia
Esito della cura
Nessuna guarigione

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