Dettagli Recensione
Il dolore di chi ha perso fidandosi
Ho accompagnato mio marito Paolo durante tutto il suo percorso oncologico e purtroppo porto con me un profondo senso di amarezza per l'assistenza ricevuta.
Dopo la decisione del Gruppo Oncologico Multidisciplinare di iniziare l'immunoterapia, ci vennero illustrate le possibili complicanze e fu consegnata la relativa documentazione. Tuttavia, non ricordo che ci sia mai stato parlato del rischio di miocardite, né dell'importanza di monitoraggi cardiologici particolarmente approfonditi tipo coronariografia, nonostante mio marito presentasse già un versamento pericardico.
Il professor primario lo visitò una sola volta e solo dopo che fu mio marito a chiedere espressamente di essere visitato. Nei giorni successivi all'inizio della terapia, per tre giorni consecutivi segnalai alla dottoressa, tramite messaggi, sintomi che mi preoccupavano. Mi venne risposto che erano normali effetti della terapia, senza che fosse proposta una valutazione diretta in reparto.
Il 30 aprile mi fu consigliato di eseguire gli esami del sangue il giorno seguente. Il 1° maggio, essendo festivo, i laboratori erano chiusi, ma non ci fu indicato di recarci in ospedale per una valutazione.
Il 2 maggio l'ho portato al P. S.; il 3 maggio mio marito è deceduto per una miocardite insorta durante il trattamento.
Non scrivo queste parole per cercare vendetta, ma perché nessun familiare debba sentirsi ignorato quando segnala un peggioramento clinico. Dietro ogni cartella clinica c'è una persona e dietro ogni paziente c'è una famiglia che merita ascolto, attenzione e prudenza. Mi auguro che questa esperienza possa servire a migliorare la presa in carico dei futuri pazienti.
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