Dettagli Recensione
Visita endocrinologica estremamente sbrigativa
Ho effettuato una visita endocrinologica presso questa struttura tramite il SSN (ricetta bianca). Arrivo da fuori regione e l’ultimo controllo che avevo effettuato risaliva a un anno e mezzo prima. Appena arrivata, in ogni caso, la prima cosa che viene fatta è farmi pagare il ticket di 25 euro e fare l’accettazione. Su questo non si perde tempo. Poi circa mezz'ora di attesa. Quando finalmente viene chiamato il mio numero, mi avvicino alla porta dello studio, ma dentro c’è ancora un’altra paziente. Provo a bussare, non ricevo risposta e quindi apro direttamente: dentro vedo una “paziente” che ride e scherza tranquillamente con il medico. Attendo lì fuori altri 10 minuti, come minimo, prima che esca. Finalmente entro. La visita dura circa cinque minuti. Cinque minuti, non sto esagerando. Entro con tutta la documentazione relativa alla mia storia clinica: ecografie, analisi del sangue, precedenti visite endocrinologiche e altri referti. Ho una tiroidite di Hashimoto (+ iperinsulinismo) dall’età di 14 anni, oggi ne ho 30. Mi siedo e provo a parlare. Vorrei spiegare la mia situazione e mostrare la documentazione che ho portato. Non faccio in tempo. Il medico prende l’ultima ecografia, effettuata al Cona due settimane prima, legge velocemente giusto una riga e subito mi fa mettere sul lettino. Non mi ha chiesto praticamente nulla. L’ecografia viene fatta velocemente e in maniera approssimativa: vengono controllati due punti del collo, uno a destra e uno a sinistra, mi vengono indicate le dimensioni di due noduli e subito dopo mi viene detto che è tutto a posto. Fine. A quel punto sono stata io a dover tirare fuori i sintomi che mi preoccupavano. Ho spiegato che ho difficoltà a deglutire e una sensazione praticamente costante di avere qualcosa in gola, soprattutto durante la notte. Ho detto anche che mi sento spesso molto debole e che, soprattutto di recente, mi ritrovo spesso con la pressione bassa. Ancora una volta: non mi è stato chiesto. L’ho dovuto dire io. Mi viene risposto che questi disturbi non c’entrano con la tiroide. Poi torno sul lettino, mi viene palpata la pancia e mi viene detto che si sente una sorta di “tamburo” e che probabilmente soffro di reflusso, motivo per cui avrei quella sensazione in gola. Per quanto riguarda l’iperinsulinismo, mi viene detto che devo fare attività aerobica: tapis roulant oppure corsa, almeno 6 km, tutti i giorni. La camminata, mi viene detto, non serve a nulla. Rispondo che non sono una persona da corsa e chiedo se il nuoto possa andare bene. Mi viene detto di sì. Poi: eliminare gli zuccheri semplici, limitare i carboidrati a due volte a settimana, mangiare legumi ma senza esagerare perché gonfiano.
Mi viene detto di stare attenta all’alimentazione per non andare incontro all’obesità e che tapis roulant e corsa servono anche a controllare i picchi. E finisce lì. È la prima volta che assisto a una sceneggiata simile. Non mi era mai capitato. Sedici anni di storia clinica, praticamente inascoltati, e una visita campata per aria. Basata su che cosa, poi? Quel poco che ho detto sono riuscita a dirlo io, a singhiozzo e senza avere praticamente lo spazio per parlare. La freddezza è stata disarmante. L’approssimazione ancora di più. Anche le indicazioni sull’alimentazione si sono limitate a poche frasi generiche, dette in modo estremamente superficiale. Mi sarei aspettata quanto meno un approccio più serio e professionale. Se una persona necessita di un’alimentazione realmente personalizzata, dovrebbe essere seguita da un professionista che si occupi nello specifico di nutrizione e che possa costruire un percorso sulla persona. A che pro dare indicazioni generiche, per di più inesatte? Per il ticket il tempo si trova immediatamente. Per ascoltare il paziente, evidentemente, molto meno. Sono uscita profondamente delusa e con la sensazione di essere stata semplicemente liquidata. Dopo un’esperienza del genere, non posso che sconsigliare questa struttura. Se pensate di trovare ascolto e attenzione verso il paziente, sappiate che non è qui che lì troverete.
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