Dettagli Recensione

 
Ospedale di Castelfranco Veneto
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Reparto e personale eccezionali

Questa recensione vuole essere una testimonianza personale contro la chiusura dell'Ostetricia di Castelfranco, in seguito al nuovo piano regionale che prevede l'accorpamento dell'ospedale di Castelfranco Veneto con quello di Montebelluna. Questa notizia non poteva lasciarmi indifferente.

Mi chiamo Eleonora, sono una mamma che solo grazie al reparto di Ostetricia di Castelfranco ha potuto far nascere Francesco, l’8 marzo 2013, con parto naturale. Sono un medico in formazione specialistica e ho dalla nascita un handicap agli arti inferiori, che mi porta ad avere poca muscolatura alle gambe, con impossibilità a deambulare senza l’ausilio di stampelle e tutori. Sin dall’inizio della gravidanza ho desiderato di poter capire se c’era una possibilità di partorire naturalmente, nonostante i miei problemi, ma questa possibilità mi è stata subito fermamente sconsigliata da medici appartenenti ad un grande centro ospedaliero - universitario. Essendo io stessa medico in formazione, sono a conoscenza dei danni che la medicina difensiva sta mietendo sulla popolazione e so anche che l’alto tasso di cesarei, in molti centri ospedalieri, è uno dei tanti risultati della nuova medicina. Per questo non mi sono completamente fidata del parere che mi era stato dato ed ero decisa a sentirne altri. Ma, a tre mesi dalla data presunta del parto, mi sono fratturata il femore con una caduta accidentale e questa ulteriore avversità mi stava portando a rassegnarmi al cesareo. Ma, proprio a poche settimane dal parto, ho avuto modo di parlare con una coppia che aveva avuto un’ottima esperienza della ostetricia di Castelfranco. Dopo la nascita dei due primi figli con il cesareo (in un grande centro ospedaliero), la signora aveva partorito naturalmente lì a Castelfranco altri due figli; per questo mi sono messa in contatto con l’ostetrica che aveva reso possibile un piccolo miracolo agli occhi della medicina di oggi: “due parti naturali senza alcuna complicanza, dopo due cesarei.
Così, con mio marito, siamo andati a vedere questa struttura e da subito siamo stati positivamente colpiti: il reparto molto accogliente, il personale competente ma allo stesso tempo umano, ci hanno rassicurati. Per questo abbiamo pensato che anche nell’eventualità di un cesareo, sicuramente quel centro sarebbe stato il posto migliore dove far nascere il nostro piccolo. In quel momento le mie speranze per il parto naturale erano ormai del tutto scemate, ma dopo quella visita hanno ricominciato a riaffiorare, perché ho capito che lì si voleva provare a rispettare la fisiologia, ovvero offrire la possibilità di un parto naturale facendo tutti i dovuti accertamenti. E così è stato, sono stata visitata e i pareri dei medici dicevano che non c’era niente che impedisse a priori al nostro piccolo di nascere naturalmente. L’8 marzo è nato Francesco senza alcuna complicanza. Per me e mio marito è stata un’esperienza bellissima e non smetteremo mai di essere grati a questo reparto e a tutto il personale che ha creduto in noi e, soprattutto, nella fisiologia e non si è lasciata sopraffare dal timore di eventuali conseguenze legali, rendendo così possibile anche questo miracolo. Speriamo quindi che l’accorpamento con Montebelluna possa essere fermato, poiché comporterebbe sicuramente un aumento notevole dei numeri di utenza e quindi una perdita importante in termine di assistenza, di rispetto della fisiologia, con conseguente aumento della medicalizzazione. Da medico e da paziente mi oppongo all’idea che, se le risorse scarseggiano, si debbano per forza tagliare quei centri che funzionano bene e invece si incentivi la medicina interventistica, che non solo usa il bisturi a scapito dei pazienti, anche quando non è necessario in via “preventiva”, ma che è anche sicuramente più dispendiosa dal punto di vista economico.

Patologia trattata
Parto eutocico.

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