Dettagli Recensione

 
Ospedali e case di cura a Varese
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Esperienza positiva per ipokaliemia

La mia avventura o disavventura, considerando il terrore che dimostro verso tutti gli ospedali soprattutto a causa della mia fobia per aghi/siringhe (tripanofobia, come scritto anche nella mia lettera di dimissione) e sangue, mi ha portato ugualmente all’Istituto Clinico Humanitas Mater Domini di Castellanza a causa di un problema di insufficienza di potassio nel mio organismo.
Ho trovato un pronto soccorso molto preparato con personale altrettanto in gamba.
Un lato umano in alcuni infermieri che non mi sarei aspettato, Francesca e Norberta mi son state davvero vicine nonostante sia stato con loro per soli 2 turni, considerando che ho trascorso 24 ore in degenza proprio al pronto soccorso. Un ringraziamento particolare va a Federico che nonostante mi sopportasse per la prima volta, mi ha dimostrato un’empatia tangibile, comprendendo il terrore nei miei occhi e l’imbarazzo in quell’ambiente per me fuori dal comune.
Dal pronto soccorso son poi stato trasferito al reparto di terapia intensiva, un altro mondo, una paura per me più che raddoppiata, catetere, aghi cannula sul collo e sul polso, completamente denudato, tutto in un batter d’occhio e senza nemmeno aver il tempo di capire ciò che stia succedendo o poter “decidere” il da farsi.
Rispetto al pronto soccorso, l’ambiente risulta meno “caotico”, visto che i pazienti sono in numero inferiore e soggiornano per più giorni.
Qua si viene trattati davvero con i guanti, ma allo stesso tempo si viene rivoltati, come si suol dire, come un calzino, per cercare di rimettere il paziente in sesto al meglio.
Anche qua un personale squisito, infermieri gentili e disponibili, soprattutto Stefania, Sara e Simone, mi hanno sopportato parecchi giorni ma sempre con una parola di conforto, il sorriso e tanta pazienza. Ho trovato anche una dottoressa dall’apparenza con corazza dura (la dottoressa Tranquillini Elisabetta) che ha dimostrato in realtà una passione ed un cuore per questa professione fuori dal comune.
Il giorno del mio compleanno purtroppo l’ho festeggiato qua in ospedale con un trasferimento dalla terapia intensiva al reparto di medicina generale.
Un salto nel vuoto senza paracadute o rete di sicurezza, tirocinanti, oss ed infermieri, molti dei quali magari non al primo giorno, ma quasi, e qualche dottore sporadico in giro.
Essere messo nelle mani di chi conosce solo la teoria ma non ha “mai visto un paziente” era per me l’ennesimo spavento.
Dall’attenzione estrema nel reparto di terapia intensiva (considerando anche che alcuni pazienti praticamente non si muovevano, o come me si muovevano solo parzialmente), qua finalmente avevo una libertà maggiore, ad esempio nel girare per il reparto, o semplicemente potermi lavare autonomamente.
il personale sempre disponibile e cordiale, competente o con la voglia di imparare (riferito al nuovo organico).
Il giorno delle mie dimissioni, ormai passati 10 giorni circa dal primo accesso in struttura, il mio organismo rispondeva bene alla cura, seppur una cura davvero pesante, parecchie pastiglie al giorno.
Mi son stati prescritti esami e visite al fine di verificare l’andamento della cura e tutto il resto.
Il personale mi ha salutato calorosamente, purtroppo erano tantissimi, e di tutti non ho imparato il nome, ma ho ringraziato tutti singolarmente di persona.
Il dottore che mi aveva in cura, Carlo Magnani, consegnandomi la lettera di dimissione mi ha esortato, in primo luogo ad attenermi la cura prescritta (consapevole che non amo gli ospedali come le medicine), inoltre ha espresso l’interesse di sapere gli esiti delle mie visite successive, presumibilmente anche al fine di potermi aiutare laddove i valori potessero mutare.
Un lato professionale ed umano al quale non ero abituato per le volte nelle quali son stato in altri pronto soccorso o reparti ospedalieri, soprattutto nella mia zona (Cagliari, in Sardegna), ove son stato ricoverato per 3 volte, in età ben più giovane, ma mai il personale si è mai comportato in questa maniera, accudendomi con passione ed amore, sarà anche per questo che risulto traumatizzato da questo ambiente.

Spero di non aver più necessità ospedaliere, ma sicuramente laddove il caso volesse, la mia prima richiesta sarebbe il Mater Domini di Castellanza.
Grazie a tutto il personale.

Patologia trattata
Ipokaliemia (carenza di potassio)
Tipo di trattamento chirurgico e/o farmacologico ricevuto
Compensazione di potassio in endovena e per via orale + accertamenti per altre patologie che tendono a consumare il potassio nel mio organismo
Esito della cura
Guarigione parziale

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