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Pessima esperienza per colite ulcerosa
Sconsiglio vivamente questa struttura a chi soffre di malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD), soprattutto nei casi più complessi.
Mi sono presentata con una diagnosi già esistente di colite ulcerosa. Durante il percorso presso questa struttura, i medici hanno ritenuto che probabilmente non si trattasse di colite ulcerosa né di un’altra malattia infiammatoria cronica intestinale. Di conseguenza, mi è stato consigliato di sospendere la mesalazina, che ho poi scoperto essere già prescritta a un dosaggio insufficiente, e di sostituirla con un cortisonico a basso assorbimento che, nel mio caso, non ha portato alcun beneficio.
Nei tre mesi successivi le mie condizioni sono progressivamente peggiorate, fino ad arrivare a una calprotectina fecale di circa 800 e a un flare molto severo. Attualmente sono in cura presso un centro di riferimento per le IBD, dove sto ricevendo un trattamento completamente diverso.
Vorrei inoltre segnalare la mia esperienza durante una gastroscopia. La sedazione, nel mio caso, non ha avuto effetto: sono rimasta cosciente, ho avuto conati di vomito e ho vomitato per tutta la durata dell’esame. Quando ho successivamente riportato l’accaduto, mi è stato risposto che avrei dovuto dirlo al momento. Da paziente, reduce da un’esperienza che ho vissuto come traumatica, mi sarei aspettata maggiore comprensione e una valutazione più attenta di quanto accaduto, anziché sentirmi attribuire la responsabilità della situazione.
Questa è la mia esperienza personale. Comprendo che altri pazienti possano aver avuto esperienze positive, ma io non mi sono sentita ascoltata né presa in carico in modo adeguato. Per questo motivo non mi sento di consigliare questa struttura a chi convive con una IBD complessa.
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