L'Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza IRCCS è un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico situato in Viale Cappuccini a San Giovanni Rotondo in provincia di Foggia. Conosciuto in tutto il mondo come “l’Ospedale di Padre Pio”, Casa Sollievo della Sofferenza è un “ospedale religioso classificato” ad elevata specializzazione, considerato uno dei più grandi Policlinici d’Italia ed un importante punto di riferimento assistenziale e di ricerca scientifica per tutto il Centro-Sud. Casa Sollievo, nata ed inaugurata da Padre Pio il 5 maggio 1956 come Clinica privata di 250 posti letto, oggi è Ospedale Generale Regionale riconosciuto come I.R.C.C.S., occupandosi infatti anche di ricerca clinica, in particolare nel settore della genetica e delle malattie eredo-familiari. Attualmente l’Ospedale dispone di circa 1000 posti letto suddivisi tra 26 reparti di degenza medici e chirurgici, 50 specialità cliniche con un “catalogo” di circa 4300 prestazioni diagnostiche e terapeutiche, alcune delle quali si possono eseguire in Italia in pochissimi altri centri di eccellenza altamente specializzati. Reparti e Servizi: Anatomia Patologica, Anestesia e Rianimazione I, Anestesia e Rianimazione II, Cardiochirurgia, Cardiologia e UTIC, Chirurgia I Addominale, Chirurgia II Toraco-Polmonare, Chirurgia Senologica, Chirurgia Vascolare, Chirurgia Vascolare MAS (Mininvasiva e di Alta Specializzazione), Dermatologia, Dietologia e Nutrizione Clinica, Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo, Endocrinologia, Endoscopia Digestiva, Fisica Sanitaria, Fisiopatologia Respiratoria, Gastroenterologia, Genetica Medica, Geriatria, Immunoematologia e Trasfusionale, Laboratorio Analisi, Medicina Fisica e Riabilitativa, Medicina Generale, Medicina Nucleare, Microbiologia, Nefrologia e Dialisi, Neonatologia, Neurochirurgia, Neurologia, Neuropsichiatria Infantile, Oculistica, Odontostomatologia, Oncologia, Oncoematologia Pediatrica, Ortopedia e Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia, Otorinolaringoiatria, Pediatria, Pronto Soccorso, Psicologia Clinica, Radiologia Interventistica, Radiologia Muscoloscheletrica, Radiologia, Radioterapia, Urologia.
2 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile
Un mio amatissimo famigliare viene ricoverato nel reparto in oggetto. Ci chiedono assistenza 24 ore su 24 perchè essendo un ammalato non in grado di suonare il campanello, occorre che noi lo facciamo per lui. Ci propongono una lista di badanti a 8 euro l'ora... se facciamo due conti, considerando che siamo stati 5 mesi nel reparto... non sarebbe bastato uno stipendio.
Innamorati del nostro famigliare, a fronte di mille sacrifici, garantiamo personalmente assistenza staffettandoci per 5 mesi, senza interruzione, pur non essendo di San Giovanni Rotondo. Dal giorno dopo che siamo là, capiamo che il programma riabilitativo è su di noi e non sul famigliare. Ci chiedono di diventare infermieri, fisioterapisti... Però nessuno ascolta se abbiamo da dire qualcosa. Noi dobbiamo essere là giorno e notte, ma durante la visita medica siamo pregati di lasciare il reparto... e già qua...l'ammalato non può suonare il campanello e non può parlare. Chi comunica come sta? Chi dice che spesso e volentieri sono saltate le cure (anche antibiotiche) per mancanza di farmaci in tutto l'ospedale? Chi dice che è in corso una diarrea da più di due settimane che nessuno sembra curare? Provo a farlo io per scoprire che la comunicazione è alquanto scarsa e poco è scritto nelle cartelle cliniche. Il mio parente è stato ridotto alla denutrizione, con uno stato di profonda disidratazione, e con una piaga di terzo stadio che ha peggiorato il suo stato di vita.
Non è stata tolta la tracheo per incomunicabilità tra reparti, a detta dei medici stessi.
Per molti medici il nostro famigliare è in coma vegetativo. Non si sono mai accorti che risponde si e no con la testa, che sorride, che soffre.
Abbiamo avuto a disposizione sedie a rotelle rotte, materiale ospedaliero scarso. Fisioterapia del respiro assente. Una nota positiva va ad alcuni infermieri che si sono affezionati e hanno assistito con amore e professionalità. Troppo poco però per dimenticare.
La filosofia del reparto è che loro sono 'obbligati' a tenere ammalati che nessun altro reparto vorrebbe.
Non sapremo mai cosa avremmo potuto vivere altrove. Sappiamo solo che rimarremo sempre col dubbio che in questo reparto si è perso tanto tempo prezioso. Ora raccogliamo i cocci, ma non smettiamo di credere che il nostro ammalato meriti il meglio finchè Dio vorrà. Un ultimo cenno va alla suora del reparto che al mattino distribuisce la comunione. Non si è mai avvicinata a noi e all'ammalato che, certo, la comunione non poteva prenderla, ma che magari poteva ricevere una carezza. Sappiamo che Padre Pio non è in tutto questo. Padre Pio era in quel letto e ha voluto chiedere il nostro aiuto. Cordiali saluti.
Strutture
Patologia trattata
riabilitazione da stato comatoso (danno cerebrale).
Punti di forza
nessuno
Punti deboli
la presunzione nel ritenersi un reparto di eccellenza nell'ospedale di Padre Pio.
2 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile
Si sa che in Medicina 1+1 non fa sempre 2. A Casa Sollievo la totalità dei medici ritiene la medicina una scienza esatta; la diagnostica medica la si fa ai fini di intervento. Ma secondo me non si risolve una qualsiasi patologia solo con operazioni: ci sono anche le terapie farmacologiche.
Per questo motivo "non mi fido" e l'esperienza in questa struttura non mi ha soddisfatto.
2 persone su 2 hanno trovato questa recensione utile
Sono stato ricoverato più volte nell'Unità Complessa di Endocrinologia del Prof. Salvatore De Cosmo, ricevendo sempre il massimo della disponibilità da parte dei medici e degli infermieri.
Strutture
Patologia trattata
Malattie endocrine e del ricambio, diabete e piede diabetico
Punti di forza
competenza dei medici e l'assistenza infermieristica