Medicina Nucleare Ospedale Garibaldi Nesima
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Scintigrafia ossea urgente non eseguita
Mia madre, paziente oncologica con esenzione 048, aveva prenotato una scintigrafia ossea per un sospetto di recidiva.
Una volta giunti all'appuntamento, la Dott.ssa Fornito ha contestato la richiesta medica sostenendo che l'esame dovesse essere prescritto dall'oncologo e non dal medico curante, nonostante la richiesta fosse stata accettata in fase di prenotazione. Mia madre ha spiegato la propria situazione clinica, precisando di essere una paziente oncologica e mostrando anche precedenti referti di scintigrafie ossee effettuate in passato. Tuttavia, la dottoressa non ha voluto visionare la documentazione presentata.
Durante il colloquio il comportamento tenuto è apparso estremamente scortese e poco rispettoso, arrivando persino a mettere in dubbio la condizione oncologica di mia madre. L'esame non è stato eseguito e la prestazione è stata rifiutata nonostante la prenotazione e la documentazione disponibile.
Ritengo particolarmente grave che una paziente oncologica venga trattata in questo modo e che un esame diagnostico importante venga negato senza un adeguato confronto e mettendo in dubbio lo stato di salute di un paziente che, tra l'altro, fa esami diagnostici lì da parecchi anni. Un'esperienza profondamente negativa che ha causato ulteriore stress e disagio a una persona già impegnata ad affrontare una malattia seria.
Senza empatia
Ieri ho dovuto fare una scintigrafia presso il Garibaldi Nesima, quando sono arrivata alle 7.40 le porte erano ancora chiuse perché aprono alle 8.00 e fuori non vi sono sedie per motivi di protocollo. Essendo disabile, e già molto stanca perché per arrivare al Padiglione H la strada è molto lunga e si può fare solo a piedi, ho bussato chiedendo gentilmente se potevo accomodarmi nelle sedie che era immediatamente dietro la loro porta, mi hanno detto di no, ma che avrebbero cercato una sedia. Alle 7.50 nessuno era ancora uscito e busso nuovamente, si affaccia stavolta la Dottssa M.E.L. che, in modo molto sgarbato, mi dice che devo aspettare e basta e mi chiude la porta in faccia mentre stavo parlando. Provo a chiamare la reception per chiedere una mano, ma non risponde nessuno. Si fanno le 8.00 ed entro e le colleghe della dottoressa si permettono pure di darmi dell'isterica, forse pensavano che a trattar male una persona, per di più disabile, avrebbero ottenuto un applauso o un bacio in fronte anziché una lamentela.
Non discuto i protocolli, ma sicuramente discuto la mancanza di educazione e di empatia; anche se loro si stavano ancora sistemando per iniziare il turno, farmi entrare che c'erano le sedie subito dietro la porta non avrebbe né infranto il protocollo di sicurezza né avrebbe disturbato loro.
Ovviamente spero di non aver più bisogno di far esami di medicina nucleare, ma di certo la prossima volta mi rivolgerei a qualche altra struttura ospedaliera.
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