Dettagli Recensione
Decesso improvviso di mio papà
La mia famiglia ha vissuto un’esperienza estremamente dolorosa presso il reparto di Urologia.
Nei giorni precedenti al decesso di mio padre abbiamo segnalato più volte sintomi neurologici che ci apparivano chiaramente anomali (alterazioni dello sguardo, stato confusionale e altri segni che ci preoccupavano molto). Le nostre preoccupazioni sono state ripetutamente minimizzate e il quadro è stato interpretato prevalentemente come di natura psichiatrica, nonostante insistessimo sul fatto che la situazione ci sembrasse grave e diversa dal solito.
Un nostro amico neurologo, il dott. Walter Neri, venuto personalmente a visitare mio padre, ha invece ritenuto il quadro molto serio e ha ipotizzato una encefalopatia da carenza di tiamina, poi successivamente presa in considerazione e trattata anche da un neurologo dell’ospedale.
Ci ha colpito molto anche l’atteggiamento comunicativo di alcuni medici. In particolare, durante un colloquio di sabato con il dott. Umberto Salomone, quando abbiamo chiesto spiegazioni e avanzato dubbi sulle condizioni di mio padre, abbiamo percepito un tono che ci è sembrato poco rispettoso e inadeguato rispetto alla delicatezza della situazione.
Ancora più difficile da accettare è stato il contrasto tra le rassicurazioni ricevute fino a quel momento (“situazione stabile”, “nessun motivo di particolare preoccupazione”) e il rapido peggioramento che ha portato al trasferimento urgente in Rianimazione, dove mio padre è poi deceduto poche ore dopo per un quadro settico grave.
Comprendiamo che la medicina possa essere complessa e che alcune condizioni possano evolvere rapidamente, ma riteniamo che nel nostro caso siano mancati ascolto, comunicazione chiara e attenzione ai segnali che come familiari avevamo espresso con forte preoccupazione.
Scrivo questa recensione non con spirito aggressivo, ma perché crediamo che esperienze di questo tipo meritino riflessione e maggiore attenzione nella comunicazione e nella gestione dei pazienti e dei loro familiari. Questa esperienza ha profondamente scosso la nostra fiducia nella sanità pubblica.
Commenti
Altri contenuti interessanti su QSalute
