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Delusione e preoccupazione
Sarebbe quanto mai opportuno che il personale infermieristico ricevesse una rivalutazione profonda e sistematica. Si tratta di figure professionali che uniscono competenza tecnica — spesso sorprendente, talvolta persino superiore a quanto il loro ruolo formalmente richiederebbe — a qualità umane non comuni: l'ascolto autentico, l'empatia, la dedizione quotidiana e silenziosa che nessun protocollo riesce a codificare del tutto.
A fronte di ciò, è purtroppo frequente imbattersi in figure mediche appesantite da un ego ipertrofico, scarsamente inclini all'umiltà intellettuale e del tutto prive di quella sensibilità relazionale che la professione esigerebbe. La sbrigatività con cui taluni esercitano il loro ruolo tradisce non soltanto una lacuna caratteriale, ma un vero e proprio difetto di cultura professionale.
L'aspetto più grave e meno tollerabile rimane tuttavia la scarsa scrupolosità nei confronti della popolazione anziana: quella fascia di pazienti che più di ogni altra meriterebbe attenzione, pazienza e rispetto, e che invece si trova troppo spesso relegata ai margini di una medicina che sembra aver smarrito il senso più autentico della propria vocazione.
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