Dettagli Recensione

 
Ospedale Policlinico di Verona Borgo Roma
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Post nascita, un'esperienza dimenticabile

Mia moglie ha partorito lo scorso 24 giugno un bel maschietto di quasi quattro kg. Tutto ora è andato benissimo. Ostetriche, infermiere e medici della sala parto disponibilissimi, gentilissimi e molto premurosi. I complimenti però terminano qui. Premetto che mia moglie ha partorito due gemelli non più tardi di tre anni fa presso l'ospedale di Borgo Trento, quindi ritengo che sia lei che il sottoscritto abbiano una certa conoscenza su come si cresce e si nutre un bambino. Benissimo, appena arrivata in stanza dopo il parto le infermiere, o le puericultrici, hanno tenuto a precisare che non esiste un nido e che i figli sono delle loro mamme e la politica della struttura è che devono sempre e comunque restare nelle stanze con loro. Non si fanno eccezioni. E qui la prima perplessità mia di mia moglie e della coppia in stanza con noi... CERTO CHE QUESTI BAMBINI APPENA NATI SONO SUBITO ESPOSTI AD EVENTUALI MICROBI DEI VISITATORI.... (peraltro un viavai continuo di persone e fratellini a tutte le ore, in barba al cartello con gli orari di visita che nessuno faceva rispettare). Pazienza ci siamo detti. Dobbiamo restare solo qualche giorno. Passano i primi due giorni e nostro figlio cala di peso, normale ci dicono, è il calo fisiologico, continui ad attaccarlo al seno signora, insista, insista. Arriviamo alla sera del terzo giorno, il bimbo non cresce, così un po' preoccupati parliamo con una infermiera la quale rassicura mia moglie dicendole "se questa notte vede che non mangia venga qui che facciamo un'aggiunta di latte artificiale". Alle due del mattino mia moglie, dopo un'ora di poppata senza risultato, va dall'infermiera (che ovviamente non era la stessa perché aveva montato la guardia notturna) la quale risponde laconicamente che il bambino va attaccato al seno e che per il latte artificiale SERVE LA PRESCRIZIONE MEDICA; mia moglie torna in stanza e tiene il figlio attaccato al seno tutta la notte... Risultato: il bimbo perde ancora peso e il giorno stabilito per le dimissioni non viene dimesso perché il calo è stato maggiore del previsto.. Già così la situazione sarebbe sufficiente per infastidire anche il più pacato dei padri.... Purtroppo però non finisce qui. Il sottoscritto chiede un colloquio con la pediatra di turno e, con tutta la tranquillità rimasta, racconto quanto accaduto la notte passata, ma la risposta che ricevo è a dir poco imbarazzante: IN QUESTO OSPEDALE ABBIAMO UNA POLITICA CHE PREVEDE CHE LE MADRI ATTACCHINO I FIGLI AL SENO ED INSISTANO IL PIÙ POSSIBILE. Io spiego che mia moglie ha cresciuto tra seno e latte artificiale due gemelli che ora sono grandi e robusti e che forse un minimo di conoscenza nel campo è stata acquisita. NIENTE da fare, bambino non dimesso e mamma dimessa ma spostata nella sezione nutrici... Ed ora inizia il bello. Appena spostata (peraltro con una certa sollecitudine da parte delle inservienti) viene requisito il tiralatte della maternità e veniamo informati che da quel momento per qualsiasi necessità dovremmo fare riferimento ad altri medici infermieri e puericultrici.... Non mi dilungo sul reparto perché sarebbe un poema solo quello, volendo semplicemente fare un paragone automobilistico è come essere passati da una Ferrari con interni in pelle ad un carretto trainato da asini. Ora il mio pensiero di padre è che se invece di ricorre a questa struttura avessi indirizzato mia moglie verso cliniche private, oppure ospedali di altra caratura, forse questi disagi non li avrebbe dovuti subire, ma soprattutto non si sarebbe sentita UNA MADRE INCAPACE come sono riusciti a farla sentire alcune ostetriche ed alcune infermiere di Borgo Roma.

Patologia trattata
Parto.

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Inviato da 3421764335
07 Settembre, 2016
Sono la mamma di Sara Lavarini, nata il 27.10.2007 presso l'ospedale di Borgo Roma. Mia figlia ha subìto un danno cerebrale durante il parto e di conseguenza si è beccata la diplegia spastica (che si porterà avanti tutta la vita). L'ostetrica di turno si chiamava Rosvite Gardner e il medico dottoressa Musola.
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