Malattie infettive Ospedale Carle di Cuneo

Malattie infettive Ospedale Carle di Cuneo

 
4.4 (4)
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Il reparto Malattie Infettive e Tropicali dell'Ospedale Antonio Carle di Cuneo, situato in Via Carle 5 in frazione Confreria, ha come Direttore Responsabile il Dott. Valerio Del Bono. Il reparto, inserito nella rete regionale dei Centri per la cura delle infezioni sessualmente trasmesse (Centri I.S.T.), è l’unico in Piemonte ad essere gestito congiuntamente da infettivologi e dermatologi. Le principali patologie trattate in regime di ricovero sono: infezioni correlate all’HIV, TBC polmonare ed extrapolmonare, meningiti, epatiti virali, infezioni osteoarticolari (osteomieliti, spondilodisciti, infezioni protesiche, artriti settiche), setticemie in immunodepressi e non, infezioni da germi emergenti multi resistenti agli antibiotici, infezioni fungine e protozoarie, patologie tropicali e diagnostica delle febbri d’origine sconosciuta. Viene inoltre garantita attività ambulatoriale divisionale per patologia HIV in terapia antiretrovirale e non, per le lesioni cutanee infette, per epatiti croniche virali, per la sorveglianza dei contatti di casi TBC, per le infezioni sessualmente trasmesse. Fanno parte dell'equipe dell'unità operativa i dirigenti medici Mascolo Michela Rita, Romano Patrizia, Sordella Francesca, Stella Maria Laura, Subrizi Marcello, Vitullo Davide.

Recensioni dei pazienti

4 recensioni

Voto medio 
 
4.4
Competenza 
 
4.5  (4)
Assistenza 
 
4.3  (4)
Pulizia 
 
4.8  (4)
Servizi 
 
4.3  (4)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Competenza
Assistenza
Pulizia
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Commenti
Informazioni
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Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Lichen genitale

Ho messo il punteggio massimo perchè ho sentito le opinioni di persone che hanno frequentato questo reparto e sono soddisfatte. Conosco la struttura ospedaliera di Confreria perchè spesso accompagno familiari al controllo in oncologia dermatologica e non posso che dirne bene a 360°. Ma ora devo porre una domanda che mi riguarda personalmente, ed è molto importante e causa grande dolore fisico e psicologico: ho beccato una patologia rara, il lichen scleroatrofico vulvare, per cui chiedo se in questo reparto viene affrontata questa patologia sia a livello di cura, sia a livello burocratico, cioè l'iscrizione nel registro malattie rare, esenzioni ecc.
Spero vivamente in una risposta. Grazie di cuore.

Patologia trattata
Lichen scleroatrofico vulvare.


Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Reparto infettivi

Sono dal 2004 in cura presso il reparto "infettivi" di cuneo per infezione da HIV. Non posso che parlarne bene!!!! Professionalità ed umanità sono le doti che distinguono questo reparto, dal primario, persona eccellente, a tutti i medici, in "testa" le dr.sse Mascolo e Giovannoni e, a seguire, tutti gli altri!
Le infermiere sono deliziose. DIMENTICAVO..... SABRINA, sei fantastica!
Grazie. F.C.

Patologia trattata
INFEZIONE DA HIV.
Voto medio 
 
3.0
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
3.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
2.0

Le parole pesano...

Proprio come descrive l'utente bosio, nel reparto malattie infettive si perde il privilegio della libertà e ci si ritrova in cella. Ho portato mio figlio e abbiamo passato una settimana difficile. Le preoccupazioni, quando c'è una malattia grave, sono normali, quello che non trovo normale, o lo trovo di cattivo gusto per dirlo di qualche modo, è che siano dei professionisti non molto gentili, freddi e arroganti. Salvo la Dott.ssa Mascolo, che ha dimostrato sensibilità verso i pazienti e la famiglia del paziente, non abbiamo trovato un solo medico con un po' di interesse per stare con noi nella camera a rispondere alle nostre domande (che tante volte sorgono delle nostre paure) e pronto a perdere con noi più di 3 minuti. Dicono che il primario è una persona deliziosa, noi abbiamo chiesto di lui ma l'infermiera aveva dimenticato la nostra richiesta... come tante altre. Abbiamo incontrato 5 o 6 infermiere, di cui solo una era gentile. Ho delle critiche al Dott. Vitullo per il suo atteggiamento non gentile, non salutava me nel corridoio e non capisco perchè... forse perchè avevo fatto delle richieste, come ad esempio più pazienza con mio figlio? Ma la cosa che mi ha stupito di più era che, nel momento di scegliere la terapia da seguire, lui ha lasciato a noi la scelta.. parliamo di una terapia che deve essere valutata e in accordo col paziente in base alla resistenza, a certe caratteristiche.. a me il suo atteggiamento è sembrato leggero e poco attento alle nostre domande, alle nostre preoccupazioni, alle nostre paure... Ma Dott. Vitullo, lei ha dei figli? non ha mai pensato che se un giorno si trovasse in una situazione come la nostra, a Lei piacerebbe che suo figlio spero non si trovi mai nella situazione nostra) sia ben accolto da professionali gentili e pazienti? E' vero che in camera ci sono televisore (non digitale terrestre però), frigorifero e telefono. Tutto sommato è come una stanza d'hotel, ma un po' di umanità non fa male a nessuno, anzi.
I medici passano solo una volta al giorno 5 minuti.
Il cibo non è male, ma su alcune richieste, tipo cibo vegetariano o almeno non carne, nessuno ha mai ascoltato: abbiamo portato cibo extra da fuori perchè siamo vegetariani e continuavano a portare carne.
Credo però che i pazienti segregati meriterebbero un po' più di sostegno psicologico, e non solo medicine, perchè a volte un gesto gentile può fare tanto per un paziente malato. Nel totale isolamento dopo pochi giorni si perde il senso della terza dimensione e le pareti gialline della stanza sembrano venirti addosso e schiacciarti. Il reparto sarebbe perfetto se venisse fornito ai pazienti uno psicologo, almeno una volta alla settimana. Penso anche io che il reparto dovrebbe attivare una persona che faccia visita ai malati, non dal vetro, ma in camera con le dovute precauzioni, così il malato si sentirebbe meno solo nel ricevere visite che non siano soltanto per piantare in vena aghi o somministrare medicine.
In fondo incontrare i propri parenti dal vetro, come in carcere, è un'esperienza agghiacciante. Che Dio benedica tutto il personale e tutti i pazienti di questi reparti, magari cosi loro possono vedere più umanamente i pazienti e questi possono guarire più rapidamente.

Patologia trattata
Sospetta TBC.


Voto medio 
 
4.8
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

commento

Nel reparto malattie infettive si perde il privilegio della libertà e ci si ritrova in cella. Ci ho passato 22 lunghissimi giorni all'inizio del 2010. Le cure sono state efficaci e la presenza assistenziale costante. Ci sono televisore (non digitale terrestre però), frigorifero e telefono per ricevere chiamate. Io ho ottenuto di portare il mio pc con la mia connessione ad internet e ho passato così le giornate. Tutto sommato è come una stanza d'hotel, ma ho alcune critiche, che già facevo ai medici in quei giorni.
Innanzitutto il personale infermieristico è cortese, ma con eccezioni sgradevoli. su una dozzina di infermieri che ho incontrato in quelle tre settimane, un paio erano scortesi e rudi, come anche un paio di medici. Il primario è passato una volta sola ma è una persona d'oro, professionalmente e umanamente.
I medici passano solo una volta al giorno ed è secondo me troppo poco.
Il cibo è buono e abbondante: a mia richiesta le porzioni sono state aumentate e i miei familiari potevano portarmi cibo extra da fuori perchè non sono diabetico e non avevo problemi aggiuntivi.
Credo però che i pazienti segregati meriterebbero un po' più di sostegno psicologico, e non solo "goccine" per dormire come mi veniva sempre proposto e sempre rifiutavo. Nel totale isolamento dopo pochi giorni si perde il senso della terza dimensione e le pareti gialline della stanza sembrano venirti addosso e schiacciarti. Il reparto sarebbe perfetto se venisse fornito ai pazienti uno psicologo che due-tre volte la settimana facesse visita ai pazienti, per chiacchierare un po'. Gli ospedali hanno questo problema: tutti ti dicono le cose, ma nessuno ti ascolta. Alla fine sei solo un emocromo e non più un uomo. Io credo che il reparto dovrebbe attivare una persona che faccia visita ai malati, non dal vetro, ma in camera. E' vero che la maggior parte di degenti è infettiva e pericolosa, ma con le dovute precauzioni il malato si sentirebbe meno solo nel ricevere visite che non siano soltanto per piantare in vena aghi o somministrare amare medicine.
In fondo incontrare i propri parenti dal vetro, come in carcere, è un'esperienza agghiacciante. Dio abbia in gloria tutto il personale e tutti i pazienti di questi reparti.

Patologia trattata
sospetta tubercolosi.


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