Geriatria Ospedale Carle di Cuneo

Geriatria Ospedale Carle di Cuneo

 
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Reparto
Il reparto di Geriatria dell'Ospedale Antonio Carle di Cuneo, situato in Via Carle 5 in frazione Confreria, ha come Responsabile F.F. il Dott. Marco Marabotto. Il reparto si occupa del paziente anziano “fragile” perché affetto da più malattie croniche, instabili, che rompono equilibri precari e che spesso si inseriscono su problematiche socio-ambientali. L’attività clinica si svolge in un ambito allargato che comprende il reparto di degenza e la struttura di “Cure Intermedie”, il reparto di Ortopedia dove vengono seguiti i pazienti ultrasettantenni ricoverati per frattura di femore, l’ambulatorio di Geriatria e l’Unità di Valutazione Alzheimer (UVA). Fanno parte dell'equipe dell'unità operativa i dirigenti medici Bonetto Martina, Carignano, Cena Paola, Galvagno Giovanni, Gerardo Bruno, Mastrapasqua Annalisa, Raspo Silvio.

Recensioni dei pazienti

6 recensioni

 
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Visita geriatrica

Per mia madre ho contattato diversi geriatri. Tutti preparati e gentili. Però il dottor Gerardo Bruno ha un modo di fare unico che unisce preparazione, competenza e gentilezza.

Patologia trattata
Alzheimer.


Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
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Assistenza 
 
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Pulizia 
 
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Servizi 
 
5.0

Grazie

Una grande riconoscenza al Dott. Gerardo Bruno che mi ha curato con cortesia e grande competenza. Un grazie anche ai dottori dr. Galvagno Giovanni e dr. Carignano.

Patologia trattata
Trombosi polmonare.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
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Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Ricovero in cure intermedie

Volevo esprimere la mia riconoscenza a tutto il personale medico e infermieristico, sempre gentile, disponibile e professionalmente bravo, creando così un ambiente di fiducia e sereno.
Trattamento migliore non potevo ricevere..
GRAZIE GRAZIE. GRAZIE.

Patologia trattata
Cure per complicazioni post traumi e fratture multiple (ricovero dal 12/06 al 02/07 2019).


Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
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Servizi 
 
5.0

Ricovero in geriatria

Solo due righe di riconoscenza per il Dott. Gerardo Bruno che, con molta disponibilità, cortesia e soprattutto competenza, ha curato mia madre sofferente (non riusciva a muovere gambe nè braccia). Dopo che solo una settimana prima l'ortopedico che l'aveva visitata aveva derubricato molto velocemente questo problema come generica decadenza fisica, il Dott. Gerardo l'ha guarita e nel giro di 2 giorni mia madre ha ripreso l'uso degli arti (si trattava di polimialgia reumatica).
In tutte le cose della vita bisogna avere fortuna.. anche nel trovare medici attenti e soprattutto competenti.
Franco Genovese

Patologia trattata
Polimialgia reumatica.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Geriatria ottimo reparto

Mia mamma è stata ricoverata presso il reparto dal 17 febbraio fino al 1 marzo. Malgrado sia entrata in situazioni gravissime, tutto il personale e' stato sempre vicino fino a rimetterla in sesto e inviarla presso un centro di riabilitazione. ho trovato dei medici competentissimi, del personale infermieristico eccezionale, del personale di servizio stupendo, non saprei proprio di cosa lamentarmi, l'umanità mostrata e' stata eccezionale e a tutti devo dire solo GRAZIE, GRAZIE.

Patologia trattata
scompenso cardiaco.
Voto medio 
 
1.8
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
1.0

CHE MAZZATA!

un anno orsono la mia mamma, 93 anni, è stata ricoverata per un problema che nei 12 giorni di degenza non è stato per nulla considerato, non essendosi più verificato.
E' stata trattenuta per seri scompensi d'idratazione e mi è stato consigliato l'inserimento della" valvola", non è di certo il termine scientifico, ma non sono un medico.
Io ero contraria a qualsiasi accanimento terapeutico visto lo stato "dell'esaurirsi delle energie vitali", come anticipatomi dal medico curante dott.ssa Toselli.
La dott.ssa del reparto, non ricordo il nome, mi ha però fatto presente che la morte per "sete", è terribile. Posta di fronte ad un così doloroso dilemma mi sono consultata con la succitata Toselli che me lo ha caldamente consigliato, aggiungendo di non aver fretta per la dimissione in quanto è un reparto molto efficiente e consigliabile.. L'opportunità dell'intervento non era da tutti i medici di reparto condivisa, così alla faccia di non aver fretta, i giorni passavano e la mamma aveva smesso di mangiare e mi chiedeva soltanto di essere portata a casa, e per farmi ben capire che sapeva perfettamente quello che diceva, aggiungeva: alla casa di S.Antonio, naturalmente.
Non sapendo cosa pensare, più che preoccupata dal peggioramento, ho telefonato al medico di base d'intervenire per chiarirmi le decisioni. A parte che non ho avuto alcuna risposta (cosa mai si pretende dal povero medico di base..???), il giorno dopo mi telefonano per dirmi che la mamma veniva dimessa.
senza intervento dico allora io??? ma come, l'intervento è stato già fatto- ah sì... e quando?- mi sembra ieri.
- No, guardi che si sbaglia, la mamma non è lasciata sola mai e le assicuro che non le è stato fatto nessun intervento- allora aspetti un momento.. ah è vero. sta andando adesso con l'ambulanza, se corre la raggiunge- come aggiungo io. ieri, anche se mi è stato negato, sono sicura che la mamma aveva la febbre.. no era un po' agitata ma è stata sedata e adesso è tranquilla.
Era più che tranquilla...uscendo dalla sala operatoria l'infermiera mi ha pure detto che il medico mi mandava a dire che la mamma era la paziente più buona che avesse mai visto... io ho capito che la mamma non si sarebbe più svegliata...
Purtroppo l'ho capito solo io... e nonostante abbia asfissiato i medici di lasciarmela portare a casa perché stava morendo, venivo ripetutamente rassicurata che i parametri vitali erano tutti a posto.. era martedì 7 dicembre 2011, la mamma non reagiva a nulla ma mi è stato detto che il sedativo somministratole, essendo molto agitata, era di quelli a lunga durata e che avrebbe dormito tutto il giorno. Il mattino dell'8 a casa mi telefonano che nel pomeriggio la mamma sarebbe stata dimessa; alle 11,30, quando consentito, vado dalla mamma e la trovo ulteriormente peggiorata, la curavo da 50 anni, riconoscevo i suoi mali con un solo sguardo, il medico di turno mi ha allora detto che non la dimettevano più perchè nonostante i parametri vitali fossero tutti nella norma, la mamma inspiegabilmente non si risvegliava.
La mamma aveva già le mani e metà braccia gelide, il polso non si sentiva più, ho chiesto, ho scongiurato che me la lasciassero portare a casa e il medico di turno quella mattina gentilmente mi ha detto:"al momento non c'è nessuna urgenza, le assicuro che in caso di peggioramento l'avviso e la porta a casa, lascio le consegne alla mia collega, adesso vada a casa a riposarsi un po' e vedrà che nel pomeriggio la mamma si sarà svegliata."
Certo non ci ho creduto neppure un attimo, ma se fosse successo qualcosa nel portarla via chi mi avrebbe tolto il rimorso... Nel primo pomeriggio, quando arrivo di turno c'era una donna, per niente gentile, anche a lei ho fatto presente che la mia mamma stava male. la risposta... sempre la stessa... lo sappiamo noi... non ci sono peggioramenti.
Dopo cinque minuti ho urlato come un'ossessa: la mia mamma non respira più... è accorsa la creatura divina e sempre con divina grazia ha sentenziato: certo che non respira, è morta, succede.
Non so cosa mi ha trattenuto dallo strangolarla, o forse si, lo so, volevo ancora stringermi alla mia mamma.
La cartella clinica richiesta, ha poi evidenziato che "la non febbre" da me denunciata non era quel giorno 36,8, ma 38,6...
e con quella febbre è stata sedata e operata, alla faccia della competenza..
E' veramente un pianto...

Patologia trattata
pluripatologia in paziente 93enne.


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