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Ricovero presso il reparto di epatologia
Mio marito è stato ricoverato al reparto di epatologia di Solofra dopo 2 giorni trascorsi al P.S. di Avellino in condizioni pessime. Al reparto, piuttosto che risolvere la patologia che gli impediva di alimentarsi e lo debilitava giorno dopo giorno, e nonostante un valore di bilirubina (oltre 20 mg) poco compatibile con la vita, si concentravano su biopsie che sarebbero state di competenza degli oncologi, avendo comunque a disposizione TAC RM, e su altri esami superflui. Quando, dopo quasi 15 giorni sono intervenuti per posizionare uno stent biliare, mi hanno riferito che l'intervento non era riuscito e dopo 3 giorni hanno ripiegato su un drenaggio esterno, dimettendolo 2 giorni dopo in condizioni gravissime, defedato e disidratato. A distanza di circa 40 giorni, quando il drenaggio non funzionava più, abbiamo ottenuto il ricovero alla clinica Santa Rita di Atripalda dove hanno posizionato senza problemi lo stent il giorno stesso del ricovero, benché il tumore inevitabilmente fosse progredito; purtroppo mio marito non è riuscito a riprendersi nei giorni successivi, poiché le sue condizioni erano già molto compromesse.
La degenza al reparto di epatologia di Solofra è stata per mio marito un'esperienza negativa, le cure e gli interventi necessari sono mancati, i medici, eccetto in parte il primario si sono dimostrati arroganti e sfuggenti quando erano tenuti a dare informazioni, si salva il personale infermieristico che quasi sempre ha mostrato sollecitudine e comprensione.
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