Dettagli Recensione

 
Ospedale San Francesco di Nuoro
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Un reparto di assoluta eccellenza medica

Mi chiamo Roberto Li Gioi e sono rientrato avanti ieri a casa dopo la degenza successiva ad un delicatissimo intervento alla colonna vertebrale presso il reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale San Francesco di Nuoro. E’ stata un’esperienza di vita meravigliosa che avrei piacere fosse portata a conoscenza dei cittadini. Sono stato visitato il 2 maggio entrando dal Pronto Soccorso con una richiesta di visita urgente, portando l’esito della risonanza magnetica prescrittami dall'ortopedico Simone Dessì dell’Ospedale di Olbia. Avevo una vertebra dorsale che comprimeva il midollo in maniera pesante senza che io provassi nessun dolore. Per mia fortuna ho accusato dolori lombari (derivati da protrusioni vertebrali), altrimenti sarei finito in sedia a rotelle da un giorno all’altro. La Dr.ssa Marina Marongiu mi ha subito prospettato la necessità urgente dell’operazione: lesione mielica da stenosi serrata D11-D12. Mi sono sentito subito in buone mani. Il 7 maggio sono ritornato a Nuoro per gli esami di prericovero. Il 10 maggio alle 10.00 di mattina ho ricevuto la telefonata dal reparto: “Stasera la ricoveriamo e domani mattina la operiamo”. Così è stato. Mi hanno operato Il Dr. Massimiliano Uda e la Dr.essa Marina Marongiu portando a termine un intervento complicatissimo che ha comportato anche l’allargamento del canale midollare. Ha fatto seguito una degenza durante la quale ho potuto constatare di essere in un Reparto di eccellenza medica accentuata dalla sardità dei suoi interpreti. Una equipe chirurgica di livello eccelso guidata dal primario Dr. Paulis e composta, oltre che dal Dr. Uda e dalla Dr.ssa Marongiu, anche dal Dr. Piu, dal Dr. Serra e dalla Dr.ssa Pazzola. Ritmi pazzeschi sostenuti con una professionalità e un’umanità fuori dal comune. Ricoveri urgenti con elisoccorso, emorragie cerebrali gravi, gestione superba della quotidianità ospedaliera. Cura del paziente meticolosa e appropriata. Il tutto con l’essenziale sostegno del personale infermieristico, degli OSS, dei tirocinanti provenienti dall’Università, degli addetti alle pulizie e del personale incaricato di ritirare piatti e stoviglie dopo i pasti, questi ultimi di ottima qualità e sufficientemente variati. Una squadra fantastica capace di lavorare ai massimi livelli in condizioni di perenne emergenza, ridotta ai minimi termini dalle mancate assunzioni di un sistema malato che decide a tavolino tagli lineari senza mai essere stato in una corsia o in un reparto. Ho constatato personalmente lo stato di sofferenza fisica di infermieri e OSS che, come mi hanno confermato loro stessi su mia sollecitazione, non vanno in malattia per non mettere in difficoltà i colleghi di lavoro che, mancando anche un solo elemento, sarebbero immediatamente in grossa difficoltà. Ho ricevuto la consulenza fisiatrica e quella fisioterapica, entrambe caratterizzate da una professionalità straripante, analoga a quella del reparto neurochirurgico. Sono ritornato ad Olbia con le idee chiare e la strada tracciata con l’assegnazione di 16 sedute di fisioterapia domiciliare che sono certo accelereranno il recupero del tono muscolare.
Tutta questa eccellenza si sprigiona in un contesto fatto di letti rotti, deambulatori antidiluviani, materassi antidecubito che, anziché essere acquistati, sono presi in affitto da una società privata che latita nell’assistenza e devono essere accantonati. Altro capitolo assurdo è quello relativo ai posti letto. Con il reparto costretto quasi costantemente a mantenere ricoverati i pazienti un giorno in più per evitare che il posto letto gli sia “scippato” da un altro reparto determinando quindi l’impossibilità di effettuare interventi già programmati, o di assistere con immediatezza ricoveri urgenti. Un sistema perverso che obbliga un reparto che ha le potenzialità di una Ferrari di non poterle esprimere appieno. Un dipendente mi ha detto con amarezza: “Se assumessero e ci dessero gli strumenti adeguati, il nostro reparto volerebbe”. Che queste cose si sappiano. Che dalla Regione non si permettano di tagliare un reparto di tale straordinarietà per vergognosi calcoli matematici.
Grazie di cuore ad una squadra di angeli. Da preservare e valorizzare.
Roberto Li Gioi

Patologia trattata
Lesione mielica da stenosi serrata D11-D12.

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