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Reparto non trasparente
Mio fratello affetto da autismo dalla tenera età danneggiato da vaccino, persona buona ma riempito di neurolettici dai vari medici negli anni, non comprendendo che era un bambino nel corpo di un uomo e che bastava inserirlo in qualche programma di recupero mai consigliato, è stato ricoverato lo scorso anno per i 20 giorni peggiori della sua vita. Il reparto era chiuso e non si comprendono le ragioni, noi familiari non potevamo entrare, portavano il paziente nell'entrata con due poltrone, un'ora al giorno e a volte meno, abbiamo portato tanti cambio di vestiti e ce li consegnavano da lavare intonsi di urine sebbene avesse il pannolone, o forse glielo mettevano per l'orario di visita, ogni giorno lo portavano fuori con vari ematomi in testa, sulla fronte sulla nuca, in faccia e dicevano che era caduto, l'hanno rasato a zero e lasciato crescere la barba, non veniva lavato e aveva la barba sempre sporca da cibo, una persona privata della sua dignità, un bambino indifeso buttato là, non sappiamo cosa facesse durante la giornata né come veniva trattato, o considerato, al telefono dicevano che mangiava e stava bene, ma era dimagrito molto e spesso rispondevano pure seccati, purtroppo eravamo impossibilitati a verificare che fosse la verità, era diventato un automa prigioniero di un reparto dove non ho trovato nessuna umanità da parte degli operatori, salvo un giovane medico molto umano. Fortunatamente dopo 20 giorni è uscito e nel posto dove tutt'ora è ricoverato è rinato e tutto il personale gli vuole bene, dove c'è trasparenza, pulizia e cure amorevoli, vorrei dire a chi svolge un lavoro così delicato con persone disabili o con problemi psichiatrici di essere più umani, perché domani potrebbe capitare a uno dei vostri cari. Quanto dovevo.
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