Gastroenterologia Ospedale Rieti

 
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Il reparto di Gastroenterologia dell'Ospedale San Camillo de' Lellis di Rieti, situato in Viale Kennedy, ha come Responsabile il Dott. Maurizio Giovannone. Il reparto è una UOSD che si occupa della diagnosi e cura di patologie che interessano esofago, stomaco, intestino tenue, colon, fegato, colecisti, vie biliari e pancreas. Viene svolta la seguente attività endoscopica operativa: Polipectomia esofagea, gastrica, duodenale (via nasale ed orale) colica, rettale; Dilatazione con sonda pneumatica esofagea, gastrica, duodenale (via nasale ed orale), ileale, colica, rettale; Sclerosi varici esofagee via nasale ed orale; Argon-Plasma, coagulazione di patologie dell'esofago, stomaco, tenue (via nasale ed orale), colon-retto; Gastrostomia endoscopica percutanea per via nasale ed orale a scopo nutrizionale; Apposizione di Sondini nutrizionali per via nasale; Inserzione protesi esofago; Estrazione corpi estranei tubo digerente; Dilatazione idro-pneumatica ragade anale; Legatura elastica emorroidi. Attività diagnostica endoscopica: Esofagogastroduodenoscopia per via nasale, Esofagogastroduodenoscopia per via orale, Ileoscopia trans-cecale, Colonscopia sinistra, Colonscopia totale, Anoscopia, Cromoendoscopia tubo digerente. . Il reparto svolge inoltre attività diagnostica funzionale (Ph-metria 24 ore esofago-gastrica, Manometria esofagea), attività diagnostica presso il Centro Breath tests, attività ambulatoriale (visite gastroenterologiche, proctologiche, dietologiche e di prevenzione di neoplasie digestive) ed attività di Day-Hospital gastroenterologico e proctologico. Fanno parte dell'equipe i dirigenti medici Sandro Boschetto, Annalisa Capannolo, Alessandro Gigliozzi, Donatella Serva, Giuseppina Vincoli.

Recensioni dei pazienti

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Colonscopia

Tre anni fa mi sono sottoposta allo screening della ricerca del sangue occulto nelle feci su invito della regione Lazio e dopo tre anni sono stata richiamata per un ulteriore controllo visto che mi erano stati asportati alcuni piccoli polipi.
Oggi ho eseguito una colonscopia nel reparto di gastroenterologia dell'OGP di Rieti. Siccome la prima volta era stata tanto dolorosa e solo dopo le mie urla e rimostranze il medico si decise a sedarmi, questa volta quando sono andata per un colloquio preliminare, ho chiesto espressamente che fossi subito sedata visto il dolore che avevo sopportato tre anni prima. A parte l'iniziale saccenza del medico, che si è risentito perché una comune mortale si permetteva di chiedere quello che dovrebbe essere una normale prassi nel mondo civile e sanitario, abbiamo comunque terminato l'incontro con la promessa che me l'avrebbe fatta lui per evitare che capitassi in mano a qualche altro medico non al corrente del problema. È successo esattamente il contrario. La dottoressa che ha eseguito l'intervento si è guardata bene dall'iniettarmi dei calmanti oppure, se lo ha fatto, mi ha iniettato qualcosa di molto blando ed ho sofferto per tutta la durata dell'intervento. Alla fine, ma proprio quando era finito tutto, mi sono finalmente addormentata. Mi sono svegliata in una stanza con tutti i miei vestiti, giaccone e borsa messi sul mio corpo, come fossi una cosa inanimata. Nessuna infermiera si è presa la briga di togliermeli di dosso e posarli di una sedia. A onor del vero, dopo aver chiesto aiuto, si è affacciato un giovane infermiere che è stato l'unico ad aver mostrato un po' di empatia nei miei confronti e mi ha tolto di dosso tutti i miei vestiti anche per darmi l'opportunità di scendere dal letto. Un po' di gentilezza non ha mai fatto male a nessuno e forse le vecchie infermiere, compresi i medici, dovrebbero fare qualche corso specifico a tal riguardo. Al prossimo controllo piuttosto vado a Timbuktu.

Patologia trattata
Screening al colon.




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