Ospedale Belcolle di Viterbo

 
2.8 (8)
Scrivi Recensione

Giudizio dei pazienti

Voto ospedale
 
2.8 (8)
Voto reparti
 
4.3 (143)
Indirizzo
strada Sammartinese, 01100 Viterbo
L'Ospedale di Belcolle è situato a Viterbo sulla strada provinciale Sammartinese e fa parte dell'Azienda Sanitaria Locale della città. Il Polo Ospedaliero Centrale Belcolle dispone di circa 470 posti letto ed eroga le proprie prestazioni nelle seguenti principali Unità funzionali: Pronto Soccorso, Anatomia Patologica, Anestesia, Cardiologia, Chirurgia Generale, Chirurgia Generale per l'Urgenza, Chirurgia della Mano, Chirurgia Vascolare, Chirurgia del Ginocchio, Chirurgia Maxillo Facciale, Chirurgia per l'obesità, Chirurgia Senologica, Ematologia, Emodialisi, Emodinamica, Elettrofisiologia, Gastroenterologia, Laboratorio Analisi, Malattie Infettive, Medicina Generale, Nefrologia, Neurologia, Neurochirurgia e neurotraumatologia, Oculistica, Oncologia, Ortopedia e Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia, Otorinolaringoiatria, Pediatria Psicologia Aziendale, Radiologia, Radioterapia, Rianimazione, Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura, Servizio Immunotrasfusionale, Terapia del Dolore, Urologia.

Recensioni dei pazienti

8 recensioni

 
(2)
4 stelle
 
(0)
 
(3)
 
(2)
 
(1)
Voto medio 
 
2.8
 
2.8  (8)
 
2.5  (8)
 
3.0  (8)
 
2.8  (8)

Filtra per malattia, intervento, sintomo

Voti (il piu' alto e' il migliore)
Competenza
Assistenza
Pulizia
Servizi
Commenti
Informazioni
Inviando il modulo si dichiara che quanto scritto corrisponde al vero e si assume responsabilita' legale in caso di commenti falsi. L'invio di commenti non veritieri positivi o negativi costituisce reato.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Pessima assistenza

Sono allibito da come è stata trattata mia madre nel reparto medicina d'urgenza, lasciata ad 87 anni 24 ore su una barella senza avere la minima assistenza. Personale scoordinato e maleducato, con rare eccezioni.
Abbiamo chiesto che fosse messa in piedi avendo le costole fratturate, non altro, ma non hanno voluto; ergo, mia madre non cammina..

Patologia trattata
Fratture multiple costali.



Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
2.0

Esperienza negativa

Donna affetta da mieloma multiplo, diabetica, entra in ospedale dopo 8 ore di pronto soccorso mandataci dalla clinica di Villa Immacolata, dove era stata trasferita per riabilitazione post intervento di protesi anca. Inizialmente con livello 8 di emoglobina, lo specialista non riteneva di dover trasfondere; dopo mia insistenza visto che conosco la patologia e non poteva migliorare da sola, il 18.12 viene ricoverata in medicina. Dopo vari consulti inerenti il gonfiore alla gamba, Tac, Doppler, nessuno sapeva dirci cosa avesse mia madre. Finalmente un giorno dalla ferita esce abbondantemente del pus e si scopre che aveva contratto una infezione della ferita o addirittura della protesi, ma non erano in grado di dirlo. Ci consigliavano, anzi quasi avevano deciso loro, di ritrasferirla all'ospedale di Roma che l'aveva operata. Tutto questo dopo 15 giorni di ricovero senza capire bene il da farsi. I giorni passano e la gamba è sempre gonfia, mandano fax ogni giorno all'ospedale romano che non ha posto, perché il reparto di Ortopedia non intende mettere le mani sull'intervento fatto da altri. Finalmente dopo varie discussioni tra primari, l'ospedale romano si riprende la paziente per disperazione e soprattutto perché era chiaro che l'ortopedia di Viterbo non voleva intervenire per drenare una fistola o sacca ematica che si era formata. Palese rifiuto di intervento su una paziente grave. Speriamo che non abbiano fatto troppi danni, in ogni caso non ci vedranno più, salvo in Tribunale.

Patologia trattata
Ricovero da clinica di riabilitazione per complicanze post operatorie per intervento fatto in altro ospedale.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Biopsia prostatica

Sono un sessantanovenne. Dopo un normale controllo di PSA in urologia con risultato 5,8, mi è stata consigliata una biopsia prostatica, fatta nell'ospedale di Belcolle in uno stanzino forse adibito a magazzino, o non so cosa sia stato.. Igiene e sicurezza zero, da qui sono iniziati guai a non finire, perchè dopo 5 ore dalla biopsia non urinavo più. Allora telefono al reparto urologia descrivendo le mie condizioni, mi veniva risposto che dovevo andare al pronto soccorso in quanto il reparto urologico dalla sera fino alla mattina rimane impresenziato dal medico di turno. Al pronto soccorso attesa di 5 ore fino a quando, prossimo allo svenimento, mi hanno messo il catetere e una flebo e depositato su una barella in corridoio; dopo di ché un infermiere mi ha detto che mi ero svuotato e potevo uscire con tutto il catetere e ritornare il mattino seguente per toglierlo. Fatto questo, trascorsa la giornata accusavo forti dolori da non poter stare neanche seduto, consultato il mio medico di base che ha diagnosticato un forte edema che mi bloccava di nuovo la minzione e fortissimi dolori, mi prescrive una cura a base di antibiotici e cortisone e dopo un paio di giorni sono rientrato nella normalità. Non finisce, vengo informato sempre dall'ambulatorio di urologia che il risultato della biopsia avverrà dopo circa 15 giorni e che mi avrebbero telefonato per sapere il risultato. Io allora, trascorso un mese e mezzo senza ricevere comunicazione, mi ero tranquillizzato credendo che se ci fosse stata gravità di certo mi avrebbero informato immediatamente, ma per scrupolo mi sono recato personalmente per avere informazioni in merito. Dopo lunghe ricerche mi viene comunicato che non mi contattavano perché non risultava la data di nascita (sono nato nel 1945 a loro risultava nel 1902), l'urologo mi comunica che mi deve parlare personalmente dandomi la triste notizia di un tumore alla prostata. Non sto a specificare lo stato d'animo di quel momento, comunque mi mette al corrente dell'operazione e del tempo di attesa, non prima di 6 mesi, mi rilascia un pacco di ricette per accertamenti diagnostici obbligatori per la preospedalizzazione.. Sapendo i tempi di attesa che abbiamo sulla nostra provincia di Viterbo, a questo punto mi sono rivolto altrove, posso dire anche dove: a Roma presso l'ospedale S. Giovanni dell'Addolorata, reparto urologia.
Allora: due tempo di attesa per esami diagnostici preospedalizzazione 10 giorni fatti tutti in una mattinata in day Hospital, dopo 15 giorni sono stato contattato per l'intervento chirurgico con sistema di robotica, nessun dolore, solo 5 buchi nella pancia. Sono stato poi dimesso dopo soli 3 giorni dall'intervento con tempi di ripresa brevissimi.
Che devo dire... a voi le conclusioni.

Patologia trattata
Biopsia prostatica.

Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

ONCOLOGIA

In data 4 aprile 2013 il mio compagno viene visitato dal Dott. Enzo Maria Ruggeri, al fine di stabilire la terapia farmacologica più adatta a contrastare una neoplasia renale con metastasi polmonari.

In quella sede, in presenza del paziente e mia, il Dott. Enzo Maria Ruggeri ha espresso valutazioni estremamente positive circa le possibilità di cura e di alta sopravvivenza del paziente stesso.

In data 15 aprile 2013, il mio compagno ed io veniamo accolti presso lo studio del Dott. Enzo Maria Ruggeri e dalla Dott.ssa Agnese Fabbri, al fine di ricevere il farmaco oncologico di cui sopra, le informazioni relative al suo uso e l’indicazione del nuovo appuntamento di controllo.

Il mio compagno viene inviato presso un’altra stanza per effettuare subito una flebo ed io vengo trattenuta nel predetto studio; al momento dei saluti vengo fermata dal Dott. Enzo Maria Ruggeri che mi invita a sedermi.
Quelle che seguono sono le parole di cui mi ha investita ex abrupto il Dott. Enzo Maria Ruggeri:

“La situazione del suo compagno è molto seria e grave”;
“la condizione di partenza è estremamente sfavorevole, il tumore è molto aggressivo”;
“lei deve sapere che le possibilità di sopravvivenza sono nell’ordine di mesi”;
“non ne parli per nessun motivo con il suo compagno, altrimenti il paziente, se conosce la verità, prende le pillole che gli diamo e le butta nel lavandino”;
“mi dispiace ma ci siamo passati tutti”.

A fronte di quanto sin qui esposto denuncio quanto segue:

Il Medico che assume la cura un cittadino italiano affetto da qualsivoglia patologia, ha l’obbligo di informare lo stesso, e non un suo parente, delle reali condizioni di gravità della sua malattia.
Tale principio assume tanto più un valore assoluto e imprescindibile laddove vi sia un rischio di vita, in quanto ciascun cittadino ha il diritto di scegliere se intraprendere o meno qualunque cura e, soprattutto, come e dove vivere la probabile ultima fase della sua vita.
Il Dott. Enzo Maria Ruggeri ha abdicato da questo dovere.

Quanto sin qui detto per segnalare che sino al termine della carriera del Dott. Enzo Maria Ruggeri ad altri cittadini con patologie oncologiche verrà negato di sapere il livello di gravità della loro malattia (privandoli della possibilità di scegliere se curarsi o fare altro dei restanti giorni della propria vita);

ad altri parenti verrà rivelato in segreto che la situazione rassicurante di cui erano venuti a conoscenza nei colloqui con il medico in presenza del loro parente malato, è in realtà grave, e verranno così gravati della responsabilità psicologica ed etica di tacere la verità al proprio familiare.

Patologia trattata
TUMORE AL RENE.
Voto medio 
 
3.0
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
3.0

Reparto Ortopedia

Mio padre di 84 anni si è fratturato il collo del femore a fine ottobre 2012 ed il Belcolle è stato l'unico ospedale disponibile ad accoglierlo. Purtroppo, nonostante la sua età, è rimasto tre notti in corridoio, poi finalmente ha avuto un letto in una stanza per due persone. L'operazione è stata effettuata alquanto tardi, dopo dieci giorni dalla caduta (vista l'età avrebbe dovuta essere fatta entro 48-72 ore). Al momento di intervenire, riscontrando una forte osteoporosi, il chirurgo ha optato per sostituire interamente l'arto dall'anca al ginocchio, rendendo l'operazione molto più lunga, ma anche più efficace! Mio padre in seguito è rimasto un'altra settimana in ospedale e dopo ha cominciato la fisioterapia in una clinica privata (poi ogni giorno a casa sua per un altro mese). Non ha mai avuto dolori, ha ripreso a camminare in tempi molto rapidi (senza dubbio è stata fondamentale la fisioterapia) e ha ripreso (a distanza di due mesi) a camminare quasi come prima della caduta. Se non fosse stato per i tempi d'attesa e le condizioni misere dell'ospedale, sarebbe stato ancora meglio ma, in ogni caso, l'operazione è riuscita perfettamente.

Patologia trattata
Frattura del collo del femore.
Punti di forza
Professionalità dei medici chirurghi.
Punti deboli
Personale infermieristico e degenza in corridoio.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

CHIRURGIA DELL'OBESITA FANTASTICA!

E' UNA SQUADRA FANTASTICA GUIDATA DAL DOTT. VINCENZO BRUNI CHE E' UN MEDICO ED UNA PERSONA ECCEZIONALE!

Patologia trattata
OBESITA'
Punti di forza
LA DOLCEZZA E L'UMANITA' CON LA QUALE VENGONO TRATTATI I PAZIENTI, OLTRE ALL'AMORE CON CUI FANNO IL LORO LAVORO!
Punti deboli
NESSUNO
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Urologia

Il reparto di Urologia è piccolo (solo 14 letti). La fila di attesa per l' operazione dei tumori maligni è lunghissima, è può durare oltre i 4 mesi! Ho raccolto la testimonianza di vari operati del mese di Aprile 2011 e molti di loro erano in lista dal mese di Dicembre 2010, con la promessa di essere operati entro brevissimo tempo massimo Gennaio 2011 (data la gravità dei mali sarebbe stata cosa giusta). Dal reparto hanno rinviato sempre i pazienti a nuove date di operazione e questi pazienti in lista da Dicembre, ripeto, sono stati operati solo nel mese di Aprile.

Patologia trattata
Tumore alla prostata
Punti di forza
Non pervenuti
Punti deboli
Reparto di Urologia
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Ottimo reparto di Chirurgia Senologica

Consiglio a tutti il reparto di "Chirurgia Senologica" dell'Ospedale Belcolle di Viterbo diretto dalla dr.ssa Patrizia FRITTELLI, coadiuvata dal Dr. Antonio BOVINO. Mia moglie si è affidata alle loro cure dietro consiglio di amici ed ora possiamo dire di avere toccato con mano la splendida realtà di questo reparto, della loro professionalità all'avanguardia e della loro umanità. Non di poco conto è il non guardare al "portafoglio" da parte loro, come invece ho riscontrato in altre realtà.

Patologia trattata
Tumore al seno


Altri contenuti interessanti su QSalute