Pronto Soccorso Ospedale Tivoli

 
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Il reparto di Pronto Soccorso, Medicina d'Urgenza - DEA di I livello dell'Ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli in provincia di Roma, situato in Via Parrozzani 3, ha come Direttore responsabile il Dott. Ugo Donati; vicario: Dott. Enrico Ruggeri. Il reparto è una Struttura Operativa Complessa SOC che si avvale delle Strutture Operative Semplici SOS di: UTIC, Rianimazione, Osservazione Breve con 4 posti letto (responsabile dott. G. Riccio), Pronto Soccorso. Il DEA ha funzione di supporto agli altri Pronto Soccorso Aziendali nel recepire pazienti in condizioni di emergenza che momentaneamente non possono essere trasferiti in reparti specializzati di altri ospedali. Garantisce tutte le urgenze ed emergenze mediche, chirurgiche, traumatologiche, cardiologiche, angiologiche, pediatriche, rianimatorie, ginecologiche, psichiatriche, nefrologiche nell’arco delle 24 ore. Le urgenze oculistiche si garantiscono dalle ore 8.00 alle ore 14.00; le urgenze neurologiche dalle ore 8.00 alle ore 20.00.

Recensioni dei pazienti

9 recensioni

 
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1.8
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
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Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
2.0

Il peggior pronto soccorso

Trasportato in codice rosso in seguito ad un grave incidente stradale, dopo i primi accertamenti e medicamenti eseguiti a livelli pessimi, sono stato abbandonato per ore su una lettiga al pronto soccorso senza la minima assistenza. Nessuno che mi dava ascolto nonostante avessi un piede che sanguinava in modo spaventoso. Nel tentativo di salvarmi, ho chiesto di essere trasferito ad altro nosocomio altrimenti avrei chiamato i Carabinieri. Per mia fortuna sono stato trasportato in altro ospedale della Capitale. Qui, per gli operatori di Tivoli, ho perso una giornata per rifare il tampone covid-19 perché questi, pur avendolo eseguito, non hanno provveduto ad inviarlo nonostante ripetuti solleciti.

Patologia trattata
Fratture e ferite varie.


Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Peggio di così non si può

Personale d'accoglienza: sgarbato e lentissimo. Chiesto aiuto a due del personale che chiacchieravano, mi sono sentita rispondere che dovevo rivolgermi al medico e non a loro, con tono arrogante e ingiustificato. Il medico non c'era. Il medico (questa volta donna) che mi ha dimessa, non mi ha neanche misurato la pressione, giustificando con: e se ce l'ha di nuovo alta che le dò? Quando esce vada in farmacia, e se è oltre 160 la massima torni qui.
Si sono dimenticati anche di togliermi le cannule dal braccio, che ho dovuto togliere a casa da sola, visto che non ce la facevo sfinita dopo una notte su una sedia a tornare in ospedale. E' la terza volta che mi capita un'esperienza al limite dell'inverosimile in questo pronto soccorso!

Patologia trattata
Ipertensione.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Complimenti

Complimenti per il servizio che offrite ai pazienti e ai familiari dei ricoverati, molto importante sia per gli addetti del triage, sia per i parenti.

Patologia trattata
Infarto.


Voto medio 
 
1.8
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
1.0

Disservizio

Dott. Ruggeri buongiorno, sono il dott. NORGINI dello studio legale e gradirei essere contattato per email per un increscioso episodio di disservizio accaduto ieri presso la struttura di Tivoli. Mia figlia, a seguito incidente stradale, si recava presso il nosocomio per un'ecografia di controllo, essendo la stessa al 6° mese di gravidanza. Dopo 3 ore dall'accettazione - ove vi erano soltanto 4 persone in attesa - e ripetuti inviti cortesi ad effettuare la prestazione, lasciava l'ospedale senza aver ricevuto alcuna prestazione, a parte una misurazione di pressione. Inammissibile e deprecabile tale omissivo comportamento in presenza di gestante.

Patologia trattata
Incidente stradale.
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Osceno

A novembre porto mia moglie in stato interessante all'ospedale di Tivoli, in quanto aveva da una settimana temperatura corporea 34. Al triage invece di mandarla su in reparto, la fanno attendere 1 ora e 30 in mezzo a tutti gli ammalati. La puzza di urine era pazzesca, oltre a rischiare di farle contrarre qualcosa. Dopo continui reclami mi viene detto che non c'è il portantino per portarla su. Dopo l'attesa, viene portata su e la dottoressa, senza neanche controllarla, le dice "piccola, ma non è che sei stressata? Devi assumere il ferro!". Mia moglie insiste nel fare le analisi, la Dottoressa risponde che per fare le analisi la devono ricoverare o addirittura attendere 3 ore... Trovo tutto questo assurdo, nonostante sia stata dimessa con una temperatura corporea di 34°.
Mia moglie aveva contratto il citomegalovirus, sapete cosa vuol dire per una donna in gravidanza? Primi 3 mesi rischi di dover abortire.. Adesso siamo in cura all'ospedale di Pescara.

Patologia trattata
Citomegalovirus.
Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
3.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Medici di eccellenza in struttura inadeguata

Il neurologo Alfredo La Cara è un medico di altissima competenza e professionalità e questa volta, per ragioni specifiche, lo devo incontrare necessariamente nell’ambito della struttura ospedaliera dove lavora: l’ospedale di Tivoli. La struttura purtroppo mi è fin troppo conosciuta, per 6 anni la mia adorata mamma, durante la fine della sua grave malattia, veniva portata dall’ambulanza, durante i momenti di criticità, obbligatoriamente nella struttura più vicina alla nostra residenza di allora ed ogni volta, trattandosi di atrofia cerebrale e parkinsonismo, veniva da noi organizzata una sorveglianza di 24h su 24 per ovviare a continue mancanze, grossolani errori, incompetenze e superficialità.
Entrando, trattengo il respiro: la struttura ha un aspetto peggiore di quanto ricordassi. So che alcuni reparti sono stati ristrutturati ma l’ingresso, punto di prima accoglienza di ogni struttura è desolato: la guardiola del portiere è vuota così come tutta la zona, ci sono delle sedie dove si trovano seduti anziani con sguardi persi nel vuoto.
Cerco il mio bravo medico, per il quale sono venuta specificatamente, “nella parte vecchia dell’ospedale”, incredibilmente inadeguata per una struttura ospedaliera nell’Italia del 2016, e in seguito mi dirigo al “CUP” per il relativo pagamento della prestazione. Ci sono circa 40 numeri di attesa, ai relativi sportelli sono presenti in circa 4/5 persone, 2 delle quali lavorano lentamente e indistintamente su: prenotazione esami, ritiro analisi e pagamento visite; gli altri entrano, escono, chiacchierano… Preoccupata di non ritrovare il medico in seguito all’attesa del mio turno, chiedo se è possibile potenziare gli sportelli con altro personale, la risposta è negativa; chiedo se è possibile parlare con il responsabile del servizio, la risposta è nuovamente negativa: il responsabile non è in servizio ma in ferie; chiedo chi è la persona facente funzioni in assenza, la risposta è “non c’è”, mi viene detto di andare nella direzione amministrativa e all’ennesima richiesta del nome a cui rivolgermi, mi viene risposto di non saperlo…
Dietro di me sento commenti accondiscendenti da parte di anziani che aspettano come me, ma non hanno più le energie per reagire.
Il mio medico c’è ancora alle 14.00 circa, nell’ambulatorio fatiscente “della parte vecchia dell’ospedale” e mi dice con sguardo pieno di speranza che in realtà il nuovo reparto è già pronto, mancano soltanto gli arredi…
Speriamo arrivino presto questi arredi (come forse in altri casi in cui è tutto bloccato per una incompetenza organizzativa), magari lo stato di disaggio dei malati possa trarre giovamento anche dal essere curati presso strutture più idonee e funzionanti e magari, anche il personale medico ed infermieristico possa svolgere con più efficienza la propria professione al servizio dei malati.
E magari una riorganizzazione dei servizi ospedalieri, in seguito ad eventuali sopralluoghi ispettivi, potrebbe anche migliorare il funzionamento di una struttura ospedaliera importante, considerata la vicinanza alla capitale e il numeroso bacino di utenza che serve.
DT

Patologia trattata
Attacchi di panico.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Superficialità ingiustificabile

Paziente di 48 anni con grave aritmia cardiaca preceduta da perdita di conoscenza (e con un aneurisma dell'aorta) è stato visitato dal cardiologo dopo circa quattro ore. Effettuata manovra di scambio. Dimesso, subito dopo è andato in arresto cardiaco (nella notte durante il sonno). Mio fratello ora è vivo per miracolo!!! Ore e ore di attesa senza ricevere informazioni... Non aggiungo altro.

Patologia trattata
Aritmia cardiaca.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
1.0

Pessimo

Pazienti tenuti sulle barelle ore ed ore senza risolvere nulla; ore di attesa solo per avere alcune informazioni e infermieri scortesi e incompetenti. Esperienza pessima.

Patologia trattata
Versamento Pleurico.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Pessima esperienza

Pazienti completamente abbandonati a sè stessi! 10 ore e ancora senza una risposta... Paziente di 34 anni con politrauma con frattura del bacino e splenectomizzata di recente, tenuta su una barella, come se a nessuno interessasse che stia morendo dai dolori.. e nessuno che dica "sto arrivando!".

Patologia trattata
Rialzo febbrile e globuli bianchi a 28000 in paziente splenectomizzata di recente.


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