Dettagli Recensione

 
Istituto Nazionale Tumori Pascale di Napoli
Voto medio 
 
4.5
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

Efficienza

Reduce da linfoma non Hodgkin diffuso a grandi cellule B manifestatosi nel 2010, ne sono uscito grazie alle cure di un gruppo di professionisti.
Ultimamente ho avuto modi di leggere il commento di Giovanna sulla sua esperienza con epilogo tragico, e per questo provo amarezza.
Ho sempre ritenuto il reparto di ematologia oncologica dell'istituto dei tumori Pascale di Napoli un fiore all'occhiello del sud, rispetto a tutti i casi di malasanità e a tutto quello che non funziona in questo tormentato paese.
Sarà forse per l'aumento del numero di pazienti oncologici, dovuto con molta probabilità all'elevato tasso di inquinamento ambientale, e quindi mancanza di posti letto e, con la crisi, scarse risorse.
Non voglio credere che nel frattempo questo reparto sia cambiato in peggio.
Intanto riconosco che fin dall'inizio della patologia sono stato trattato benissimo.
il Direttore dott. Pinto ha rassicurato i miei che avrei superato la malattia.
Cito nomi di medici che mi hanno seguito: il Dott. Frigene, la Dott.ssa Capobianco, la Dott.ssa Arcamone, il Dott. Corazzelli e il Dott. Volzone.
Quest'ultimo mi ha seguito per gran parte del percorse terapeutico, un medico giovane e che a parer mio entra nello specifico e tende ad approfondire e non lascia nulla al caso. Tutte persone con senso di umanità e di elevato spessore professionale al servizio della collettività.
Per questo esprimo un grazie a tutto il personale medico e paramedico del reparto, un grazie alla ricerca, che comunque deve andare avanti.
Sappiate che non sono parente nè amico di politici, non conosco persone influenti, non appartengo a persone "importanti"; sono un semplice cittadino italiano.
Esprimo la mia solidarietà a Giovanna.
Vittorio

Patologia trattata
Linfoma non Hodgkin diffuso a grandi cellule B.

Commenti

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Per Ordine 
 
Inviato da Mariano Ferrara
18 Mag, 2021
Esperienza opposta la mia. Mia moglie, con linfoma non Hodgkin, dopo le prime chemio stava male. Io dicevo ai dottori dell'Ematologia che non reagiva bene, che aveva febbre a 41 e vomito continuo. Intestarditi hanno continuato dicendomi di stare tranquillo che era normale. Poi mi dicono, dopo 4 chemio, che mia moglie aveva un avvelenamento da chemio. Malgrado questo, e esito negativo della PET, le hanno fatto fare ancora altri 2 cicli. Mia moglie continuava a stare male chiedo ai dottori di ricoverarla per disintossicarla, risultato: mi dicono di ricoverarla in un altro ospedale!!! Alla fine, dietro mia insistenza, mi dicono che la ricoverano. Il 4 dicembre 2020 porto con grandissima difficoltà mia moglie al Pascale a fare il tampone chiesto da loro. Dal 4 di dicembre ci hanno telefonato per il ricovero nei primi giorni di aprile. Mia moglie era già deceduta 2 mesi prima.
Si sono comportati come Ponzio Pilato. Dimenticavo, 3 volte mi hanno dato una data per ricoverare mia moglie, e per 3 volte ci sono state controversie, e non l'hanno mai ricoverata. E mia moglie 65 anni non c'è più.
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