Dettagli Recensione

 
Ospedale Niguarda di Milano
Voto medio 
 
3.8
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Cocente delusione

Sono stato visitato nell'autunno 2023 per problema di artrite reumatoide: anche di notte mi teneva sveglio per i dolori. Ottima prima visita, accurata oltre che gentile. Ne seguì una in dicembre, altrettanto soddisfacente per dimostrata competenza. Mi si disse di richiedere una successiva visita dopo 2-3 mesi, senza però dirmi che avrei dovuto farlo chiamando l'infermiera di reparto essendo inserito in una certa agenda di pazienti in corso di cura. Non mi era stato chiaro per cui prenotai una normale visita, sottolineo privata nel maggio 2024. Peccato che a questa terza visita incontrai un terzo medico (uso il genere maschile secondo la grammatica per rimanere nel generico senza specificare di quale medico si trattasse). Visita di livello inferiore alle due precedenti, per il fatto dell'agenda, quindi non strumentale. Il medico rimase chiaramente infastidito nel momento in cui gli dissi che avevo interrotto la “terapia” con Metotrexato in seguito a risultai nulli dopo almeno 2 mesi, nonché un decadimento fisico conseguente. Ero anche iscritto al test da compilare settimanalmente, che a un certo punto abbandonai essendo solo peggiorati i miei sintomi. L'interruzione della “terapia” era stata sostituita da un farmaco omeopatico, che però contiene quei “farmaci” noti e usati nell'ambito allopatico, cioè interleuchina e vari acidi nucleici specifici. Quando mostrai la scatola al medico, questi se la rigirò tra le mani come di cosa ignota, salvo leggere il termine “omeopatico”: al che gettò sul tavolo la scatola con gesto sprezzante dicendo “acqua”. Si trattava di 2LArth. Tornato a casa, scoprii che quell' “acqua” è stata oggetto di un articolo dettagliato proprio sulla rivista internazionale di reumatologia, con documentazione dello stesso e dei risultati. In più, quel medico disse di essere anche agopuntore: gli scrissi un'email per sapere se avrebbe potuto farmi all'uopo una serie di sedute. Nessuna risposta. Telefonai alla segreteria, che si premurò di far avere il messaggio al medico per ribadire la mia richiesta. Niente da fare, mai una risposta. Il fatto è che al mio dubbio di proseguire con il Metotrexato quello propose l'alternativa dell'idrossiclorochina, sotto controllo dell'oculista. Se fossero comparsi danni alla retina (pur in una molto bassa percentuale di casi) da una parte si legge che sarebbero irreversibili anche alla sospensione. Si sarebbe trattato di una “terapia” ovviamente prolungata nel tempo. Evidentemente a quel medico non importava nulla della rivista internazionale della sua specializzazione. Mi sono un po' dilungato, ma non ricordo di aver mai incontrato un atteggiamento così sicumero, sprezzante e arrogante come da quel medico, sottolineo in una vista privata. Conclusione: proseguii con farmaci alternativi curando non i sintomi ma quella che a buona indagine risultava essere la causa vera, di cui l'artrite reumatoide era un problema consequenziale indotto. Ad oggi faccio una vita normale, mi sento in buona forma, sono in grado di avere la forza per aprire il vaso della marmellata e quei sintomi non sono più presenti, ovvero non so se possono essere allo stato latente. In ogni caso fu la cura della duodenite a risolvere la situazione come oggi appare, con la necessaria continua manutenzione mediante un insieme di “acque”.

Patologia trattata
Artrite reumatoide
Tipo di trattamento chirurgico e/o farmacologico ricevuto
Cortisone prima e Metotrexato poi
Esito della cura
Nessuna guarigione

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