Dettagli Recensione
Una seconda possibilità
La mia esperienza presso il Reparto di Cardiochirurgia del Papardo resterà una delle pagine più importanti della mia vita.
Ho deciso di scrivere questa testimonianza perché, prima del mio intervento, leggere le esperienze di altri pazienti mi ha aiutato ad affrontare con maggiore fiducia ciò che mi attendeva. Se anche le mie parole potranno trasmettere speranza a chi si trova oggi nella stessa situazione, avranno raggiunto il loro scopo.
Sono entrato in ospedale con la paura di chi sa di dover affrontare un intervento al cuore delicatissimo. Oggi posso dire di esserne uscito con una seconda possibilità di vivere.
Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine al Prof. Patanè e a tutta la sua équipe. Ho trovato professionisti di altissimo livello, capaci di affrontare situazioni complesse con competenza, sicurezza e un grande senso di responsabilità. Vedere il Professore entrare in reparto trasmetteva immediatamente fiducia: bastavano poche parole e tutta l'équipe si muoveva con precisione, armonia e determinazione. In quei momenti ho compreso quanto sia importante una guida autorevole, capace di infondere serenità ai pazienti e di coordinare un gruppo di lavoro straordinario.
Un ringraziamento speciale va a tutti i medici, agli infermieri, agli OSS, ai fisioterapisti e a tutto il personale sanitario che, giorno e notte, si prende cura dei pazienti con dedizione, pazienza e umanità. Dietro ogni terapia, ogni medicazione e ogni controllo c'è un lavoro immenso che spesso il paziente non vede, ma che impara ad apprezzare giorno dopo giorno. Posso affermare con convinzione che il reparto rappresenta un'eccellenza, sia per le competenze professionali sia per le tecnologie, i materiali utilizzati e l'organizzazione dell'assistenza.
Desidero rivolgere un pensiero particolare a una giovane dottoressa della sala operatoria, della quale purtroppo non ricordo il nome. Non si è limitata ad assistermi durante l'intervento, ma nei giorni successivi, insieme alle sue colleghe, è passata più volte a trovarmi in reparto semplicemente per sapere come stessi e regalarmi una parola di conforto. In quei gesti ho trovato un'umanità che difficilmente dimenticherò.
C'è un momento che porterò con me per tutta la vita.
Pochi istanti prima che l'anestesia facesse effetto, quella giovane dottoressa mi guardò con dolcezza e mi disse: "Preparati per il viaggio."
Non erano semplici parole. In quell'istante mi trasmisero serenità e fiducia, come se qualcuno mi stesse prendendo per mano.
La mattina seguente, intorno all'una e mezza, sentii una voce chiamarmi: "Gioacchino..."
Era l'anestesista, il dott. Enzo, che mi stava accompagnando al risveglio.
Aprii lentamente gli occhi e, incredibilmente, il primo pensiero che riaffiorò nella mia mente furono proprio quelle parole ascoltate prima di addormentarmi: "Preparati per il viaggio."
Solo allora compresi che quel viaggio non era stato soltanto l'intervento chirurgico. Era il passaggio dalla paura alla speranza, dalla vita che stavo lasciando a quella che mi attendeva.
Durante il ricovero ho dovuto affrontare anche una complicanza infettiva che ha ritardato le mie dimissioni. Sono stati giorni difficili, fatti di attese, esami e preoccupazioni. Eppure non mi sono mai sentito abbandonato: il personale ha continuato a seguirmi con attenzione, professionalità e grande disponibilità fino a quando i valori hanno iniziato finalmente a migliorare.
Porterò sempre con me anche un episodio che potrebbe sembrare curioso. Il Prof. Patanè mi rivolse un rimprovero molto diretto sull'importanza dell'igiene delle mani. In quel momento provai imbarazzo, ma con il passare dei giorni ho compreso che dietro quelle parole c'era il desiderio sincero di proteggere un paziente particolarmente fragile. È un insegnamento che non dimenticherò mai.
Un pensiero di profonda gratitudine va anche al Prof. Patanè per la sensibilità dimostrata nei confronti di mia moglie. Mentre io affrontavo l'intervento, lei attendeva nel corridoio con il cuore colmo di paura. Sapere che il Professore usciva personalmente per aggiornarla sull'andamento dell'operazione le ha dato forza e speranza. È un gesto che porteremo sempre nel cuore.
Esco da questo reparto profondamente cambiato. Non soltanto perché sono stato operato al cuore, ma perché ho incontrato persone che, con il loro lavoro, restituiscono ogni giorno speranza a chi pensa di averla perduta.
La chirurgia mi ha salvato il cuore.
Voi mi avete restituito il tempo.
E il tempo è il dono più prezioso che una persona possa ricevere.
Credo che ogni seconda possibilità porti con sé una responsabilità. La mia sarà quella di trasformare questa esperienza in un impegno concreto. Appena le mie condizioni di salute mi permetteranno di tornare pienamente attivo, lavorerò per dare vita a un'associazione no-profit, dedicata alla lotta contro il tabagismo e alla diffusione della cultura della prevenzione.
Questa sarà la mia maniera di restituire una parte del bene che ho ricevuto.
Se la mia storia riuscirà anche soltanto ad aiutare una persona a smettere di fumare prima che sia troppo tardi, sentirò di aver dato un significato ancora più profondo alla seconda possibilità che mi è stata donata.
Grazie, Prof. Patanè.
Grazie a tutta la Sua équipe.
Grazie al Reparto di Cardiochirurgia del Papardo.
Con infinita riconoscenza,
Gioacchino Cambria
Commenti
Altri contenuti interessanti su QSalute
