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Un luogo sicuro e di pace per me
Io lo dirò sempre a tutti: per me questo reparto è diventato come una famiglia, l'Universo mi ha fatto un grande regalo a farmeli incontrare. Sono stata ricoverata per 10 giorni nel mese di dicembre a seguito di un incidente stradale durante il quale sono stata buttata per aria da uno scooter mentre attraversavo la strada. Dopo essere stata assistita nelle prime ore al pronto soccorso del San Paolo, sono stata trasferita al reparto di neurochirurgia del S.G. Bosco nel quale sono stata trattata con estrema umanità e professionalità. Sono rimasta in osservazione perché la frattura occipitale che è conseguita all'impatto ha procurato un edema che doveva almeno parzialmente riassorbirsi prima di consentire la mia dimissione. Ecco che, dopo i primi giorni in cui mi sono sentita smarrita e spaventata, ho cominciato gradualmente a sentirmi a mio agio e soprattutto al sicuro. Per me questo reparto è stato un luogo sicuro, di risate, di chiacchierate e, finalmente, per lasciare ogni preoccupazione "fuori". Sarei rimasta volentieri qualche giorno in più e ho capito quanto tutto e tutti mi sono mancati soprattutto quando sono tornata a casa, perché i primi giorni mi mancava ogni cosa. Tornare alla normalità è stato davvero complicato. Se dovessi consigliare il reparto di neurochirurgia di questo ospedale lo farei ad occhi chiusi, questa esperienza mi ha cambiato la vita e queste persone anche. Grazie con tutto il mio cuore a Silverio, Sergio, entrambi i Carmine ma in particolar modo il moro, Marianna, Anna, Mario, Pina, Paolo, Stefania, Vanna, il dottor Nina e il dottor De Rosa. Ovviamente grazie anche a tutti coloro di cui non ricordo il nome e che ho conosciuto un po' meno. Come in ogni luogo anche qui non tutti erano ligi e professionali, c'è anche qualcuno che mi ha fatto storcere il naso e non posso negarlo. Però, per fortuna, tutte le persone che ho menzionato qui sopra hanno reso qualsiasi "neo" tollerabile. Nota di merito anche alla squadra di pulizia e la squadra della mensa che sono stati sempre professionali e con i quali non mancava mai scambiare una parola e una risata. Io voglio bene proprio a tutti. Quella che doveva essere una delle peggiori esperienze della mia vita si è trasformata in un immenso dono. Grazie immensamente di essere stati il mio dono, non vi dimenticherò mai e vi sarò per sempre grata.
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