Geriatria Arcispedale Santa Maria Nuova

 
2.6 (4)
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Reparto
Il reparto di Geriatria dell'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, situato in Viale Risorgimento 80, ha come Direttore la Dott.ssa Maria Luisa Davoli. Il reparto, uno tra i primi in Italia, si occupa di pazienti appartenenti a una fascia d'età indicativamente superiore a 75 anni, che presentano patologie acute o polipatologie in riacutizzazione, a rischio di perdita dell'autosufficienza. Fanno parte dell'equipe i dirigenti medici Dott.ssa Chiara Bendini, Dott. Luca Carpi, Dott.ssa Monica Casella, Dott. Domenico Di Viesti, Dott. Salvatore Foderaro, Dott.ssa Anna Lasagni, Dott.ssa Francesca Pellicciotti, Dott. Giulio Pioli, Dott.ssa Raffaella Prampolini.

Recensioni dei pazienti

4 recensioni

Voto medio 
 
2.6
Competenza 
 
2.3  (4)
Assistenza 
 
2.3  (4)
Pulizia 
 
3.3  (4)
Servizi 
 
2.5  (4)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Competenza
Assistenza
Pulizia
Servizi
Commenti
Informazioni
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Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Personale, competente, cordiale e gentile

Mio padre di anni 85 è stato ricoverato in questo reparto per circa una settimana e poi trasferito in lungodegenza riabilitativa.
Non posso dire molto in quanto le visite erano vietate come da normativa anti Covid-19.
I medici al telefono sono stati gentili, esaustivi e cordiali, così come il personale infermieristico, sempre disponibile a fare le video chiamate.
Penso sia stato curato al meglio, vista la situazione.

Patologia trattata
Postumi di ictus ischemico e sepsi di natura polmonitica.


Voto medio 
 
1.3
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
1.0

Figlia di paziente

Mio papà è entrato in geriatria A circa due mesi fa e pochi a mio parere sono degni di essere menzionati per la loro professionalità: una infermiera mora con i capelli ricci molto dolce ed efficiente e una dottoressa piccolina e bionda con gli occhiali, molto umana.. Per tutto il resto, è semplicemente doloroso ricordare, abbiamo visto com’è stato trattato mio padre. Ogni giorno io e i miei familiari gli facevamo visita e ogni volta trovavamo il papà in situazioni penose: spesso il sondino era fuori posto con il liquido che gli grondava dal labbro e il camice imbrattato di sangue (non sappiamo quante volte lo abbiamo fatto notare, ma solo dopo venti giorni sono riusciti finalmente a inserirlo bene); poi c’era chi diceva (sempre del personale infermieristico) che il papà se lo spostava (sì, con le manopole che gli avevano inserito e lui che era sempre immobile e addormentato, poveretto); senza contare le volte che lo abbiamo trovato tutto bagnato e freddo, o di quella volta che lo abbiamo trovato in senso perpendicolare al letto e con la testa sulla sponda del letto (il papà non poteva muoversi, sono stata con lui due giorni interi e non l’ho mai visto muoversi, quindi qualcuno lo ha spostato così è chissà per quanto tempo ci è rimasto). Non dico quanto nervoso e quanta rabbia abbiamo provato e poi quando uscivamo in corridoio per chiamare qualcuno per chiedere chiarimenti sparivano tutti. Nel frattempo il papà si è preso due batteri di cui uno sicuramente dal vicino di letto perché ne aveva anche lui (guarda caso) ... Il papà dopo un mese è stato dimesso, ma un’ora più tardi, perché il dottor Carpi non aveva ancora preparato la lettera di dimissioni (sapevano già dal mattino che il papà lo avrebbero dimesso al pomeriggio), quindi ha fatto aspettare un’ora l’ambulanza e il personale che doveva risistemare il letto. Per scrivere cosa in questa lettera? Nulla , non ha scritto niente di come doveva essere trattato il papà una volta dimesso dall‘ospedale. Poi alla sera purtroppo aveva già la febbre e dopo qualche giorno è stato di nuovo ricoverato, ma per fortuna in Medicina urgente (che è tutta un’altra cosa, a parte le tempistiche). Il papà però era troppo provato e debilitato e dopo qualche giorno ci ha lasciati. Noi abbiamo pensato che dovevamo scrivere ciò che abbiamo visto e provato (nello specifico però) per il bene soprattutto di nostro padre (è stato doloroso vederlo così) e forse (speriamo) per risvegliare qualche coscienza. Siamo nel 2019 e siamo in una regione che è l’eccellenza della sanità, queste cose non dovrebbero succedere.

Patologia trattata
Alzheimer.
Voto medio 
 
1.3
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
1.0

Sperare di non averne la necessità

Ho avuto già l'anno scorso una esperienza allucinante con la degenza di mia madre. Ora con il padre di mia cognata. Dottori incompetenti e menefreghisti. Sono disgustata e se mai avessi la necessità, qualsiasi altro ospedale non potrà essere peggiore!

Patologia trattata
Mia madre con tumore allo stomaco e il padre di mia cognata con demenza, oltre complicazioni di diverso tipo


Voto medio 
 
2.8
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
3.0

esperienza negativa

Il ricovero di mia madre non è stata una esperienza positiva. Ha avuto la sfortuna di incontrare un medico che non è stato in grado di fare una valutazione attendibile e appropriata al suo reale stato di salute. Mi ha convocato per dirmi che mia madre stava bene ed era pronta per essere dimessa. Mi sono opposta, per questo sono stata criticata, mia madre non è stata dimessa e dopo due giorni è morta. Ho fatto presente a voce e per iscritto al direttore l'accaduto e l'atteggiamento tenuto dal medico; quest'ultimo è stato "costretto" a convocarci per "chiarire". In realtà ha solo peggiorato la situazione, perché ha dimostrato un cinismo e una incapacità a relazionarsi che lascia sgomenti, soprattutto al pensiero che a lui vengono affidati i nostri cari, spesso in una fase terminale della vita e per i quali un po' più di umanità e un pò meno accanimento terapeutico farebbe la grande differenza. Si chiama accompagnamento dolce e dignità della persona. Mia madre, persona dalle infinite qualità umane e molto amata, non ha avuto questa opportunità per colpa di questo medico. Lui ha una coscienza? Non ha avuto neanche l'umiltà di dirsi dispiaciuto, quindi ne dubito.

Patologia trattata
Paziente con demenza grave, disidratata con grave infezione urinaria, stipsi severa, disfagica.


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