Ginecologia Ospedale Branca di Gubbio

Ginecologia Ospedale Branca di Gubbio

 
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Il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Gubbio- Gualdo Tadino in provincia di Perugia, situato in località Branca, ha come Responsabile il Dott. Silvano Scarponi. Il reparto fa parte del Dipartimento Materno Infantile, riunito in un unico piano assieme anche alla pediatria per favorire la sinergia tra ostetriche, ginecologi, infermieri, pediatri, sezione neonatale. Tra le varie tipologie di parto attivo, è possibile usufruire anche del parto in acqua; il reparto è infatti attrezzato con due sale di travaglio e parto di cui una dotata di vasca. Particolare attenzione è posta inoltre verso il rooming-in ed in generale verso l'umanizzazione del percorso di nascita. Per quanto riguarda la ginecologia, l'Unità è dotata di macchinari all'avanguardia per l'endoscopia, nonchè di un nuovo ecografo di ultimissima generazione. Fanno parte dell'equipe i dirigenti medici Alunni Carrozza Leonardo, Pazzaglia Michela, Tulli Antonio Francesco.

Recensioni dei pazienti

7 recensioni

 
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Servizi 
 
5.0

Ginecologia Ospedale di Branca

Intervento di isterectomia totale laparotomica con annessiectomia sinistra e salpingectomia destra.
Grazie per la vostra assistenza e professionalità. Ho ricevuto da tutti voi molto supporto, sono stata assistita con tanta premura e affetto. Mi avete sopportata nei momenti bui di sconforto, nei miei momenti di
"pazzia".. siete riusciti a strapparmi un sorriso. È stata dura, ma grazie a voi c'è l'ho fatta.
Grazie infinite al Dott. Tulli Antonio, alla Dott.ssa Pazzaglia Michela, a tutto il personale medico e sanitario, alle OSS, alle signore del vitto e delle pulizie.
UN ABBRACCIO.

Patologia trattata
Fibromatosi uterina, con voluminoso mioma


Voto medio 
 
3.0
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
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Parto naturale difficoltoso

Ho partorito a fine estate 2020. Nonostante il periodo Covid e le restrizioni, nonostante l'epidurale non si potesse fare, ho deciso di affidarmi all'ospedale di Branca ad occhi chiusi, dati tutti i commenti positivi sui metodi, su ginecologi, ostetriche e quant'altro.
Partiamo dal presupposto che la ginecologa che mi ha avuta in cura non mi ha mai visitata, mi ha soltanto presa in carico informaticamente nel momento in cui ho deciso di partorire a Branca, nè tanto meno è venuta a vedere come stavo o come stava mio figlio. L'unico ginecologo umano dell'ospedale di Branca, da cui mi sono recata privatamente alcune volte, è stato il dottor Tulli, che ringrazierò infinitamente per le premure e le spiegazioni dettagliate. Ci tengo a precisare che se non fosse stato per le ostetriche TIROCINANTI, forse avrei pianto tutto il tempo della mia permanenza all'ospedale di Branca. Nessun problema con l'inizio del ricovero, rotte le acque a casa (3 giorni dopo scollamento delle membrane che ho richiesto io, perchè non ce la facevo più con il peso del pancione) mi sono immediatamente recata in PS ed immediatamente mi è stato fatto il tampone. Hanno fatto salire il mio compagno che mi ha aiutata con la valigia senza fargli tampone e poi è stato mandato a casa. Erano le 14.00, avevo contrazioni ma erano sopportabili, anche se ravvicinate. Ero in stanza da sola con la tv a farmi compagnia. Ogni tanto arrivavano le ostetriche a fare il tracciato e mi dicevano che non ero in travaglio, ma la dilatazione era di 4 cm. Alle 22.30 iniziano i dolori atroci, sempre da sola, intanto nella stanza accanto alla mia torna una paziente con in braccio la bambina fresca di parto, quindi immaginatemi a terra con dolori lancinanti con la paura di disturbare senza poter sfogare in qualche modo il mio dolore. Ero completamente da sola. Chiamo ripetutamente le ostetriche, che continuavano a ripetermi che non ero in travaglio e non potevano chiamare il mio compagno. Alle 3.00 inizio a urlare perché avevo perso completamente il controllo. Arriva l'ostetrica palesemente arrabbiata, io mi ero denudata completamente e mi è stato detto di rivestirmi e che, nonostante secondo loro non fossi in travaglio, avrebbero chiamato il mio compagno, che arriva dopo 15 minuti circa ed io intanto avevo iniziato a spingere in camera da sola... Le ostetriche erano allibite perché secondo loro non era possibile partorissi, così mi controllano l'apertura (che avevano controllato solo una volta) ed ero completamente dilatata e stavo davvero partorendo. Mi portano in sala parto con il letto, io ho spinto per un'ora e mezza e chiedevo di aiutarmi in qualche modo, con il gas, con episiotomia per paura della lacerazione, o di farmi il cesareo perché non usciva. Loro mi dicevano: " ma tu sei matta". Ho urlato con tutto il fiato che avevo in gola, mi sono vergognata per chi poteva sentirmi e alla fine è nato" 4 kg e 350! Il mio primo parto. La placenta è uscita e si è rotta, mi hanno fatto secondamento manuale, un dolore atroce! Ovviamente lacerazione grave con 30 punti anche intorno all'ano, ed ho sentito anche il dolore dei punti, specialmente gli ultimi 5.
Mio figlio non si attaccava, lo portavano continuamente via a fare dei check up, solo il giorno dopo mi è stato riferito che aveva una sofferenza cardiaca che sarebbe sparita (dovuta alla fatica a nascere). Non mangiava avevo solo poche gocce di colostro, chiamavo le ostetriche che palesemente scocciate mi strizzavano i seni e cercavano di farlo attaccare in tante posizioni, quando non ci riuscivano mi dicevano che dovevo pur aver imparato qualcosa di quello che mi facevano vedere e che dovevo fare da sola. Una notte ha pianto tantissimo e ho implorato dell'aggiunta e per fortuna la tirocinante me l'ha concessa. A casa poi mia mamma mi ha aiutata con dei paracapezzoli e mio figlio si è attaccato subito per fortuna, sennò avrei perso la possibilità di poter allattare al seno. Sono stata tanto in ospedale, più di una settimana, piangendo spesso. Avevo dolori fortissimi all'osso del sedere e alle ginocchia, non riuscivo a stare nè sdraiata nè seduta. Non riuscivo a farmi una doccia perché nessuno veniva a controllarmi il bambino, era permesso al mio compagno di venire un'ora nel momento dei pasti (quindi o mangiavo, o mi lavavo). Tornata a casa, dopo una lastra mi è stato detto che avevo l'osso sacro spostato e incrinato.. Mi ci sono voluti 60 giorni per riprendermi del tutto.
Esperienza bruttissima che non ripeterei mai, specialmente all'ospedale di Branca.

Patologia trattata
Parto naturale.
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
1.0

Parto naturale

Premetto che, dati vari feedback positivi da amici e conoscenti, ero abbastanza tranquilla e sicura di aver scelto l'ospedale giusto e, nonostante le paure che ogni mamma possa avere, mi sentivo pronta ad affrontare il parto. Purtroppo però mi sento in dovere ora di scrivere questa recensione per aiutare tutte le donne che, come me qualche mese fa, erano indecise sulla scelta dell'ospedale.
Il parto è avvenuto a fine 2020.
Inizio parlando delle contrazioni, che sono iniziate in forma lieve, ma in breve ho perso il tappo e visto perdite di sangue, pertanto come mi era stato consigliato dal ginecologo, mi sono recata al pronto soccorso (sono stata seguita per 7 mesi dal primario e non mi sono trovata bene, pertanto ho deciso di affidarmi ad un altro ginecologo intramoenia per me molto più umano, il quale mi ha suggerito di recarmi in ospedale in 3 casi: perdite di sangue, rottura delle acque, contrazioni ogni 5 minuti).
Al PS mi fanno attendere e poi decidono di mandarmi in ostetricia, dove fanno il monitoraggio e con poca presenza del personale e molta scortesia mi dicono che avevo fatto un viaggio a vuoto, che erano solo contrazioni prodromiche e il sangue doveva essere rosso vivo e molto più abbondante, e che sarei dovuta tornare solo se le contrazioni fossero state di 5 minuti l'una dall'altra (premetto che era la prima gravidanza e i medici erano sempre molto poco chiari). La sera ho questo tipo di tempistiche, alchè mi rimetto in macchina. Giunta al PS arrivo in ostetricia, mi portano in sala parto (la stessa dove poi partoriró, senza naturalmente aver fatto il tampone Covid) e mi fanno il monitoraggio, le contrazioni sono frequenti ma non abbastanza, posso tornare a casa, in 30 minuti circa ho finito ma... l'ostetrica mi abbandona lì fino alle 2.00 di notte, sola nella stanza con una pancia enorme, stanchezza a non finire, una sedia di legno scomoda, mi sentivo sfinita. Così dopo ore di attesa provo ad uscire dalla stanza e cercare qualcuno che mi facesse andare via: tutto vuoto, stanze vuote, zero personale in giro. Mi incammino su un corridoio buio, mi vede l'ostetrica di prima e mi urla addosso dicendomi che non potevo assolutamente camminare per il corridoio non avendo fatto il tampone (stesso corridoio usato per entrare nella stanza ore prima); ritorno nella sala parto e dopo altri 30 minuti torna e mi comunica che il ginecologo è troppo impegnato in sala parto e non può firmarmi il monitoraggio e io non posso uscire. Allora chiedo cortesemente di mandarmi a casa perché sfinita, avendo inoltre il monitoraggio programmato il giorno stesso ormai (erano le 2.30 di notte e dopo poche ore avrei avuto il monitoraggio programmato con la presa in carico). Finalmente si convince e mi lascia uscire. Arrivo a casa. Alle 8.00 del mattino iniziano le contrazioni serie, dolore al massimo livello ma, nonostante mio marito insista, non voglio tornare in ospedale (data l'esperienza della nottata) e dalle 8.00 alle 17.00 conteggio le contrazioni, lunghe dai 40 ai 60 secondi ogni 4 minuti, dolore molto forte. Alle 17.00 circa mi convinco di andare in ospedale, stessa prassi al PS, ostetricia, monitoraggio con la battuta dell'ostetrica "ah sempre lei" che dopo il monitoraggio esclama "mamma, ma qui il dolore è al picco massimo, soffre un bel po'" , cosìmi dice che va a sentire il ginecologo per vedere se devo essere ricoverata o meno. Affermativo. Alchè chiedo se mio marito possa salire a fare il tampone e portarmi le valigie. Fanno il tampone ad entrambi e ci lasciano su un corridoio ad aspettare l'esito, io avevo dolori fortissimi con contrazioni frequenti; il tutto seduta su una sedia fredda di un corridoio buio e vuoto per più di un'ora. Arriva l'esito negativo del mio tampone, mi fanno sistemare in camera finalmente, ormai stremata dai dolori che vanno avanti dalle 8.00 del mattino e sono quasi le 21.00. Il tampone di mio marito ancora non è pronto, quindi sono sola in camera, mi metto la camicia da notte e chiedo se mi controllano la dilatazione del collo, sono a 4 cm., chiedo se è possibile avere il protossido di azoto, di cui tanto si erano vantati, per alleviare il dolore. "Signora di solito lo diamo a 5 o 6 cm. di dilatazione, ma lei sta molto male, possiamo anticipare". Mi fanno mettere in strane posizioni sul letto, ma nessuna mi aiuta a stare meglio. Chiedo di accelerare i tempi perché ho dolori allucinanti. Finalmente entra mio marito, sono circa le 23.00, mi spostano in sala parto (la stessa in cui ero stata il giorno prima) a mio marito non fanno mettere nessun tipo di dispositivo di protezione (ha su la sua mascherina), no camice, né altro che lo rendesse asettico dato lo stretto contatto che avrebbe avuto con me. Mi metto su questo lettino moderno a dir loro, ma molto scomodo per me, che non ci entravo neanche per bene, chiedo di nuovo il gas, le ostetriche si avvicinano alla bombola e iniziano a sussurrare tra di loro "ma manca la valvola, senza non si può usare"; cominciano a cercare in giro a caso, io sono allibita oltre che tramortita dai dolori lancinanti. Chiedo di portare in camera un'altra bombola di gas ma... sorpresa, in tutto l'ospedale è l'unica e per di più non funzionante. Sono sotto shock, iniziano a farmi mettere in posizioni strane, sulla palla ecc., ma per me sono solo dolori insopportabili, mio marito mi massaggia e cerca di aiutarmi, ma io non trovo sollievo in alcun modo e le ostetriche sono lì a guardarmi soffrire, mi dicono che è ora di spingere in posizioni in cui non avevo la minima forza non solo perché ero sfinita, ma perché il letto era scomodo e non c'era il giusto appoggio per poter spingere. Passano le ore a ogni contrazione urlo e spingo, non ho più aria nei polmoni chiedo l'ossigeno mi buttano una mascherina sulla faccia senza legarla o tenerla per cui immediatamente scivola e cade e non riesco neppure una volta a respirare un po' di ossigeno. Sono talmente disperata che urlo, perché non ne posso più, (aggiungo che in passato sono stata operata senza anestesia completamente sveglia, quindi so bene cosa sia il dolore), intanto mia figlia è sul canale, mio marito vede i suoi capelli ma niente non riesco a partorire mi metto accovacciata (posizione a rana non so come spiegarla) e spingo, unica posizione in cui ho più forza, ma nulla, le ostetriche cominciano a dire che così non va bene, bisbigliano tra di loro che la bambina è in sofferenza (nel frattempo ginecologa e pediatra in piedi in un angolo ad osservare chiacchierando tra di loro). Nessuno fa nulla per aiutarmi, portarmi d'urgenza alla sala operatoria o che sia (di certo non sono medico e non dovrei dire io a loro cosa fare, non so quali siano le procedure ma trovo incredibile dover sopportare dolori lancinanti nel 2020 per partorire), io sono disperata e ho il terrore per mia figlia e soprattutto ho il terrore dell'incompetenza, mi rendo conto di essere sola e non potermi fidare assolutamente, i dolori sono atroci e ad oggi non so come ho fatto a trovare la forza e la volontà in quel momento, spingere a ogni contrazione non bastava perché non erano abbastanza le spinte successive per partorire, così nella breve pausa tra una contrazione e l'altra ho continuato a spingere con tutto il fiato che avevo nel corpo (ero completamente disidratata) in quel momento le ostetriche che parlavano della sofferenza di mia figlia mi gridano "no non spingere ora no, non hai contrazioni non puoi spingere" io continuo forse per sesto senso o non so cosa, e mia figlia finalmente nasce, (l'unico che mi stava vicino e mi teneva era mio marito) le ostetriche si sono catapultate e hanno preso la bambina. Nel frattempo ho espulso la placenta e la ginecologa si è avvicinata per mettermi i punti di sutura per la lacerazione. Mi dice "le faccio una punturina per non sentire dolore" (certo ora si che mi serve dopo quello che ho passato) le chiedo di farmene due, lei ci pensa e fa "proviamo una dai vediamo" e naturalmente non è bastata tanto è che ho dovuto subire anche il dolore dei punti di sutura.
La bambina a causa della sofferenza è nata con un ematoma su quasi tutta la testa che le ha provocato un innalzamento importante di bilirubina nel sangue, io non riuscivo né a sedermi né a camminare dai dolori, hanno cacciato mio marito (che essendo negativo poteva tranquillamente restare in camera tutta la giornata per aiutarmi a riprendermi) invece no, mi hanno abbandonata con una bambina appena nata, le ostetriche una più scontrosa, maleducata e irrispettosa dell'altra. Neanche erano passate 3 ore dal parto, io ero in condizioni assurde e un'ostetrica entra e mi fa "mica ha una malattia su con la vita" mi spreme con poca delicatezza il capezzolo e sballotta mia figlia attaccandola al seno e dicendo "così si fa forza" e sparisce. I giorni dopo sono stati ancora più assurdi del parto, completamente sole, ogni tanto qualcuno si ricordava di passare guardava e usciva, non un aiuto, un sostegno nè una parola di conforto, io non riuscivo nemmeno ad alzarmi dal letto, mangiavo in piedi, quel poco che mangiavo e con difficoltà solo al secondo giorno sono riuscita a togliere la camicia da notte ancora insanguinata, ho spinto la culla di mia figlia in bagno e con dolore sono entrata in doccia per darmi una sciacquata. Nel frattempo mi dicono che mi figlia deve fare le lampade per la bilirubina, ne mettono una in camera poi dicono che non basta e non possiamo uscire, io ero psicologicamente e fisicamente distrutta, mi dicono che dobbiamo essere ricoverate in pediatria, neanche mi aiutano a sistemare le valigie, io che non riuscivo a muovermi dai dolori ho dovuto rassettare la camera fare le valigie e trasferirmi in pediatria, dove c'erano lampade che... neanche nel medioevo. Le infermiere più scostanti e prive di umanità delle ostetriche (ed era veramente difficile superarle) la lampada era accerchiata da lenzuola di ospedale attaccate con lo scotch alla lampada stessa, mia figlia viene messa lì dentro e... Ogni 10 min lo scotch giustamente si scioglieva per il calore e il lenzuolo cadeva a terra e io sempre che non riuscivo a muovermi dovevo alzarmi e sistemare il tutto... Sconvolgente e vergognoso. Ero arrivata a un punto di depressione, non ne potevo più di stare in quel posto ma... Non è ancora finita, il giorno in cui finalmente saremmo dovute uscire perché la bilirubina si era abbassata entra in camera una pediatra sbattendo la porta e urlando "signora a lei hanno già fatto il foglio delle dimissioni se ne può andare ma sua figlia ha perso addirittura 100gr assolutamente non può uscire" io sconvolta in primis perché nessuno mi aveva aiutato con l'allattamento, mi avevano detto che non avevo latte (né ho in quantità industriale mi ha consigliato la mia ginecologa di congelarlo e regalarlo), e mi avevano spinto a dare a mia figlia l artificiale 2 volte, dico alla pediatra "l'avete misurata con o senza pannolino" "senza naturalmente" e io "ecco sono 3 giorni che ogni poppata prima e dopo, la misurate qui in camera davanti a me con il pannolino" rimane in silenzio e dice pure che era impossibile ma nel caso ci saremmo dovute aggiornare nel pomeriggio. Arriva il pomeriggio la pesano... E guarda caso avevo ragione, finalmente finisce questa via crucis e dopo ore di attesa ci fanno uscire da quel posto che non vedrò mai più, neanche in foto.
Scusate se sono stata prolissa, probabilmente non sono neanche riuscita a far trapelare ciò che ho passato, un trauma terribile, per riprendermi dai dolori ci ho messo più di un mese, così come l'ematoma di mia figlia, ho sicuramente dimenticato di raccontare tanti altri episodi spiacevoli (come quando a distanza di poche ore dal parto entra in camera forse una ginecologa non ricordo, e mi fa con aria saccente "hai fatto pipi se non la fai ti faccio il catetere è" io dalla paura mi sono alzata piena di dolori dal letto e in piedi sul water perché neppure riuscivo a sedermi ho fatto pipi, e non avevo lo stimolo data la disidratazione dovuta al parto) comunque ho voluto scrivere la mia esperienza perché vorrei essere d'aiuto alle mamme, vi capisco e vi sono vicina, ho parlato di ciò che ho vissuto sulla mia pelle, scegliete un ospedale che vi tratti con rispetto.

Patologia trattata
Parto naturale.


Voto medio 
 
3.0
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
2.0

Parto naturale

Purtroppo le aspettive erano alte date le molte recensioni positive che avevo ricevuto prima di partorire, soprattutto per quanto riguarda il personale ostetrico. Invece purtroppo credo di essere capitata male, oppure non so... Sta di fatto che ho trovato delle ostetriche veramente molto scortesi, regole inesistenti, le ostetriche dei successivi turni non comunicavano con quelle dei precedenti, al limite della maleducazione.
Per quanto riguarda invece il servizio di pulizia e vitto, nulla da eccepire anzi: ottimo e camere molto moderne e ben attrezzate. Inoltre ginecologhe e anestesista molto professionali e competenti. Non partorirei di nuovo qui comunque.

Patologia trattata
Parto.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Personale eccezionale

Parto meraviglioso! Ginecologo eccezionale ed ostetriche competenti e tanto tanto umane. Non smetterò mai di ringraziare tutte le persone incontrate. Dalla signora che porta il pranzo, alle signore che puliscono le stanze, alla signora che cambia il letto, alle ostetriche sempre disponibili ed ai ginecologi.
Le stanzette sono singole, è presente un fasciatoio a muro comodo per poggiare pannolini e cambi. Hai la possibilità di dormire accanto a tuo figlio e questa è la cosa più bella al mondo. I pediatri sono sempre a disposizione.

Patologia trattata
Parto naturale.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Il mio parto!

Un reparto fantastico, dove professionalità, assistenza e gentilezza sono alla base di tutto.. Una esperienza la mia veramente indimenticabile.. Grazie a tutte le preziose ostetriche e, nel mio caso, un particolare grazie va al primario Scarponi: se non fosse stato per lui non starei bene così come sto adesso!!

Patologia trattata
Parto.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Reparto Ginecologia

Un grazie speciale al primario del reparto di Ginecologia Dott. Scarponi e a tutto il personale, che con la loro sensibilità e professionalità hanno fatto sì che il mio periodo di degenza sia stato sereno e senza ostacoli.

Patologia trattata
Rimozione fibromi.


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