Ospedale di Faenza

 
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Giudizio dei pazienti

Voto ospedale
 
5 (4)
Voto reparti
 
4.4 (93)
Indirizzo
Viale Stradone 9, Faenza (RA)
L'Ospedale Degli Infermi è situato in Viale Stradone 9 a Faenza in provincia di Ravenna e fa parte dell'Azienda USL di Ravenna assieme ai presidi di Lugo e Ravenna. La struttura svolge la propria attività all'interno delle seguenti principali unità funzionali: Anestesia e rianimazione, Medicina riabilitativa, Anatomia patologica, Medicina trasfusionale, Cardiologia e UTIC, Neurofisiologia clinica, Chirurgia, Neurologia, Dermatologia, Oculistica, Emodialisi, Oncologia, Gastroenterologia, Ortopedia, Geriatria, Ginecologia, Ostetricia, Lungodegenza, Otorinolaringoiatria, Malattie infettive, Pediatria, Medicina interna, Pronto soccorso, Medicina di Laboratorio, Radiologia, Medicina d'urgenza, Urologia.

Recensioni dei pazienti

4 recensioni

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Midollo ancorato occulto - dr. Vanni Veronesi

Vorrei condividere questa esperienza per incoraggiare chi anche solo in parte si potrebbe riconoscere in questa situazione, a non mollare...
Da più di 8 anni sono passata da un ospedale all'altro (abito a Milano) con dolori fortissimi alla testa, alle gambe e alla schiena, dove anche solo lavarsi il viso o allacciarsi le scarpe, ridere, tossire, girare la testa è stato  peggio di una pugnalata; dove alzarsi dal letto, fare le scale, camminare è stato peggio di qualsiasi scalata; tutto questo accompagnato, nei momenti topici, da svenimenti e nausea. In ultimo mi sono state riscontrate  più di 20 lesioni al cervello di natura ischemica. I medici che ho incontrato negli ospedali, ritenuti i migliori in Italia, mi hanno curato sempre con psicofarmaci, antidepressivi e cicli di terapia del dolore cronico, e talvolta morfina, poiché nessuno di questi medici riusciva a decifrare la mia situazione. Perlomeno nessuno aveva voglia di farlo, poiché  spesso mi veniva detto che tutto poteva essere solo ansia stress... o attacchi di panico.
Avevo una diagnosi per malformazioni di Chiari 1 (stessa diagnosi anche per mia sorella, la quale è stata sottoposta alla decompressione della fossa cranica) ma alcuni sintomi non erano  collocabili in quella diagnosi.  Dopo l'ennesimo accesso in PS, con somministrazione di morfina per calmierare il dolore, disperata, inizio a fare ricerche su internet ed arrivo al dottor Veronesi. Con una email, decido di mettermi in contatto con Lui, spiegandogli la mia situazione.
SOLO DOPO 4 ore Lui mi risponde, invitandomi a fare una risonanza prona, in quanto a parer suo potevano esserci  i presupposti per una diagnosi da midollo ancorato occulto.
In meno di 10 giorni prenoto la risonanza con Asl in Veneto e qualche giorno dopo prenoto la visita a Faenza.
Il responso del dottor Veronesi è  stato questo " midollo ancorato occulto".
Dopo una chiacchierata con Lui, in cui mi consigliava anche una visita cardiologica per le lesioni ischemiche, non ho esitato ad acconsentire all'intervento.
Morale: sono uscita da quella visita il 14/5/2019 vedendo una luce, contenta, con un abbraccio  da parte del Dottor Vanni in cui mi diceva "vedrai ce la faremo". Finalmente qualcuno aveva capito!!!!
Il 19 giugno intervento al cuore per chiudere il forame ovale pervio, che causava le lesioni ischemiche, ed il 9/09/2019 resezione del filum terminale a Faenza.
A distanza di un mese i dolori alle gambe e alla schiena non ci sono più,  mentre i mal di testa, seppur non spariti, sono diminuiti in termini di frequenza ed intensità.
Tra 2 mesi avrò  la visita di controllo per vedere come è andata e per capire se necessito anche dell'intervento di decompressione della fossa cranica posteriore.

Un mio sentito  grazie in primis al dottore Vanni Veronesi, un angelo che ha creduto nel mio stare male, alla sua Équipe e, infine, un sentito ringraziamento a tutto il personale del reparto, per l'umanità e la professionalità dimostrate nel periodo di degenza.

Litterio Giovanna
Malformazioni di Chiari 1
Midollo ancorato occulto

Patologia trattata
Midollo ancorato occulto in Malformazione di Chiari 1.
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Servizi 
 
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Ringraziamenti

Vorrei raccontare la mia storia con la speranza che sia in qualche modo d’aiuto a chi abbia un problema simile al mio.

Fin da bambina ho sempre pensato che gli Angeli fossero quelli con il camice bianco che correvano nei corridoi degli ospedali guarendo, come per magia, tutte le persone che si rivolgessero a loro.
Questa cosa col tempo è cambiata, ho smesso di credere che i medici fossero àncore di salvezza, perché sono semplicemente persone e in quanto tali non in grado di compiere miracoli... ed in fondo è giusto così...

A dicembre 2018 inizia la mia storia.
È un sabato d’inverno e decido di accompagnare un mio amico ad arbitrare una partita di pallavolo. Mi siedo sullo spalto della palestra con una gamba flessa com’è mio solito fare. Quando mi rialzo la gamba era completamente addormentata dall’inguine al piede, non mi preoccupo anche perché nel giro di qualche minuto tutto sembra risolversi. Il giorno dopo si ripresenta il problema con la difficoltà ad articolare il passo. Premetto che non sono ipocondriaca ma inizio a preoccuparmi seriamente visto che il piede non accennava più alcun movimento. Decido così di rivolgermi al mio medico di base, che mi prescrive del cortisone convinto che nel giro di qualche giorno si sarebbe risolto tutto. Così non è stato. Prendo quindi appuntamento con un neurologo dell’ospedale “Carlo Urbani” di Jesi (An). Mi visita e convinto che fossi pazza mi regala un campione omaggio di acetilcarnetina, spacciandolo come il ritrovato del secolo, e mi consiglia un emg. Il referto dell’emg indicava “neuropatia del peroneo comune dx al capitello fibulare con lievi fenomeni di axonotmesi.” Terapia: riposo, tanta pazienza e sospensione degli allenamenti di nuoto.
Non soddisfatta mi rivolgo ad un altro neurologo. Anche lui mi visita e sulla scia delle visite precedenti mi prescrive ancora dell’acetilcarnetina, perché per il sistema nervoso non esiste cura, e mi “autorizza” a tornare in piscina.
I disturbi continuano e salire le scale diventa una scalata dell’Everest, guidare la macchina un’impresa titanica e nuotare sembra impossibile. Torno da quest’ultimo, descrivo per quanto meglio posso i disturbi e facendomi passare per una psicopatica ipocondriaca mi prescrive un RM lombosacrale per escludere patologie da compressione. RM negativa. Nel frattempo cambio il mio medico di base e dicendomi finalmente che non c’è più tempo da perdere, mi indirizza da un neurochirurgo all’ospedale Riuniti di Ancona. Leggendo l’Emg senza alcuna esitazione, il neurochirurgo mi suggerisce di prenotare una visita nel più breve tempo possibile dal dott. Veronesi suo amico/collega a Lugo. Dopo infinite chiamate riesco a prendere appuntamento in tempi brevissimi con il neurochirurgo, che mi inserisce nelle liste di attesa per un intervento urgente.
Il dott. Veronesi era stato chiarissimo sia durante la visita sia nelle mail che si sono susseguite poi: “anche liberando il nervo, la situazione potrebbe non cambiare.”
Ho pianto per giorni interi perché a trent’anni non puoi accettare il fatto di non riuscire più a camminare. Mi ha operata il 2 luglio 2019 all’ospedale di Faenza.
Ero preparata al peggiore dei risultati, non volevo illudermi che andasse tutto bene.
Le parole del dott. Veronesi continuavano a rimbombarmi in testa e scandivano ogni secondo delle mie giornate.
L’intervento è andato meglio del previsto, dopo neanche 5 minuti il mio piede ha iniziato a muoversi!

Quell’abbraccio del dott. Veronesi a fine intervento rimarrà per sempre tra i miei ricordi più belli. Profumava di soddisfazione, orgoglio e vittoria!

E oggi posso tornare a dire e a credere che gli Angeli non sono biondi, con gli occhi azzurri e l’aureola.
Il mio ha un’identità e si chiama Vanni Veronesi. È un uomo in carne ed ossa e col capello brizzolato, indossa spesso una mascherina verde per rimanere in incognito e quando ha in mano un bisturi è capace di compiere miracoli.

Non basterà una vita intera a ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per me. E soprattutto è stato uno dei pochi a non trattarmi come una psicopatica ipocondriaca ma ha sempre creduto ad ogni mia singola parola.
La strada sarà ancora lunga...ma se questi sono i presupposti son sicura, grazie a lui, di aver imboccato quella giusta!

Ringrazio inoltre tutta l’equipe del dott. Veronesi. La ferrista, professionale e super attenta, il simpaticissimo infermiere che mi ha tenuta compagnia durante tutto l’intervento, il giovane infermiere che mi ha sistemato i cuscini per farmi stare il più comoda possibile durante l’intervento e si preoccupava se avessi freddo, l’infermiera del reparto di chirurgia del sistema nervoso periferico perennemente col sorriso e pronta a infondermi coraggio.

Voglio ringraziare di cuore anche il mio medico di base dott. Francesco Freddo, che mi ha aperto il varco della speranza, il neurochirurgo dott. Michele Luzi (ospedale Riuniti Ancona)per avermi mostrato uno spiraglio di luce in fondo al tunnel ed il mio fisioterapista, che mi ha sempre sostenuta con la sua positività, credendo più di me al fatto che sarebbe andato tutto per il meglio.

Grazie davvero ad ognuno di voi!

Patologia trattata
SPE a destra al capitello fibulare.
Voto medio 
 
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Competenza 
 
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Assistenza 
 
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Pulizia 
 
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Ringraziamento

In data 5/10/2016 ho subìto un intervento per lesioni del plesso brachiale e costola cervicale. Era da due anni che soffrivo e nessuno riusciva a prendere seriamente la mia condizione. Ringrazio infinitamente il dott. SACCO, il dott. STAFFA ed il dott. VERONESI. Certo la ripresa è un po' lunga, ma ho subito goduto di un miglioramento incredibile. Io sono di Torino e mi sono completamente messa nelle loro mani, consigliatomi da un'altra gentilissima dottoressa torinese che ringrazio molto. Non potevo prendere decisione migliore, ottimo ospedale, dalla segreteria del pre ricovero agli infermieri e operatori sanitari. Sono contenta che li rivedrò per fare la parte sinistra, visto che ora ho fatto quella destra. Se prima ero già partita tranquilla, figuriamoci per il prossimo intetvento.. ad OCCHI CHIUSI!!
Consiglio vivamente l'equipe e struttura ospedaliera per chi avesse patologie di questo tipo.
GRAZIE.. GRAZIE INFINITAMENTE.
CORDIALI SALUTI,
EMANUELA FLORE

Patologia trattata
Lesioni del plesso brachiale, costa cervicale.

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Ringraziamento al Dott. Veronesi Vanni

Gentile sig. Dott. Veronesi
l'intervento di rimozione del distanziatore danneggiato che mi ha tolto il 02-05-2014 all’ospedale di Faenza è perfettamente riuscito.
La caduta che mi ha danneggiato il distanziatore delle vertebre è stata una fortuna, perché non fidandomi della valutazione del medico che mi aveva operato nel 2009, mi ha permesso di passare una visita da Lei, che da subito giudicò sbagliato il posizionamento di tale distanziatore; infatti ora, a distanza di quasi 4 mesi dall’intervento eseguito da Lei Dott. Veronesi, le posso dire che erano anni che la mia schiena non mi permetteva più di fare una vita normale in quanto tale zona si infiammava trasmettendomi dolore.
Ora posso anche fare giri in montagna e la zona non si infiamma più.
La ringrazio infinitamente.
Grazie e ancora Grazie.
Cordiali Saluti, Zotti Loris

Patologia trattata
Rimozione di dispositivo impiantato (distanziatore danneggiato).


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