Dettagli Recensione

 
Ospedali Riuniti di Jesi
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Il mio ricovero al Murri

Sono Carmela di Napoli, ho 44 anni e fino ad aprile 2012 la mia vita era normale. Qualche settimana fa sono stata ricoverata al reparto di reumatologia del Prof. Grassi. Purtroppo sono entrata a far parte anch'io di questo numero infinito di persone che, come me, hanno dovuto accettare di cambiare la propria vita da un momento all'altro, per questo male che ancora oggi sembra incurabile: ARTRITE!!!
Qualche mese fa ho iniziato ad avvertire quei dolori che tutti voi conoscete e quando arrivava la sera cominciavo ad avere paura di affrontare un'altra notte di sofferenze atroci. Sono stata ricoverata al policlinico di Napoli al reparto di neurologia, dove si sospettava una malattia demielinizzante (sclerosi multipla). Quando dai primi esami non risultava nessuna traccia che facesse pensare ad una malattia del genere, hanno cominciato a trattarmi come una malata immaginaria. Dopo qualche giorno ho deciso di andare via senza nessuna diagnosi, se non quella di persona depressa, e nessun consiglio da parte di questi medici neurologi che nemmeno sono riusciti ad indirizzarmi da qualche altro specialista. Nel frattempo le cose andavano ancora peggio, i dolori non mi davano tregua, la mia vita quotidiana diventata sempre più invivibile, ma la cosa peggiore è che nessuno, nemmeno in famiglia, riusciva a prendermi sul serio o credere in quei dolori che mi stavano distruggendo. Ero oramai rimasta da sola, anche perchè consultando altri neurologi, che mi dicevano più o meno le stesse cose insistendo sulla depressione e quindi sul fare uso di antidepressivi, rimanevo ancora una volta senza una vera diagnosi e senza una guida sicura. Ma un giorno decisi di fare ricerche per conto mio, iniziando ad usare la rete per incontrare persone, medici, strutture che potessero almeno credermi e quindi aiutarmi; poco a poco leggendo, ricercando, iniziai a dare un nome a quei dolori, poichè riscontravo tutti i sintomi attraverso i racconti e le testimonianze delle persone che leggevo. A quel punto la mia rabbia non riusciva più a lasciarmi, com'era possibile che primari neurologi, se pur specialisti di altro settore, sentendomi descrivere i miei dolori e la mia situazione, abbiano mai consigliato di consultare un reumatologo?? A quel punto, ancor più sola, ma convinta di non essere una malata immaginaria, mi misi alla ricerca di strutture specialistiche di reumatologia, e così trovai l'ospedale C. URBANI di Jesi. Dal mio ricovero alla diagnosi sono passate pochissime settimane. Sono malata di artrite, ho finalmente dato un nome a quei dolori, ho iniziato le cure che voi tutti conoscete, e ora so come e cosa pregare.
Ringrazio tutte le persone di quel reparto che fa capo al Prof. Grassi, in particolare il Prof. M. Gutierrez, Dott. A. Di Matteo e l'infermiera Francesca che con la sua preparazione, dolcezza, le sue attenzioni fa di quel reparto un gruppo meraviglioso...non lasciatela andare via!!! Grazie di cuore a Tutti.

Patologia trattata
Artrite.

Commenti

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Inviato da Serena
01 Gennaio, 2014
Salve Carmela,
Leggendo il tuo commento credo che anche mia madre abbia l'artrite; ha dolori fortissimi alla gamba, alla schiena e al braccio, durante la notte i dolori peggiorano e dice sempre che prima o poi il suo cuore cederà perché non riesce a sopportare tutto quel dolore. Facendo delle ricerche ho visto che il prof. Grassi e' uno dei migliori a curare questo tipo di malattie. Volevo sapere se e' riuscito ad alleviarti il dolore.
Grazie, Serena
Inviato da pietro liuzzi
07 Giugno, 2015
Salve Carmela, sono Pietro Liuzzi da Palagianello (TA). Leggendo la tua storia, mi ha interessato molto, in quanto sono circa due anni che mia moglie soffre della stessa malattia. Mia moglie attualmente è in cura a Bari; al reparto di reumatologia le hanno provato a somministrare svariati farmaci, ma senza risultati. Ho fatto come te, ho preso appuntamento col prof. Walter Grassi a Jesi il quale, visitando MIA MOGLIE E LA DOCUMENTAZIONE, MI HA CONSIGLIATO UN RICOVERO PER APPROFONDIRE IL CASO. PERò ESSENDO LUI AMICO DEL PRIMARIO DI BARI, MI HA SCRITTO UNA LETTERA DA PORTAGLI DICENDOGLI CHE SECONDO LUI NON E ARTRITE REUMATOIDE MA FIBROMIALGIA E QUINDI PER NON FARMI FARE TANTI CHILOMETRI DI NUOVO, CHE POSSONO INDAGARE A BARI. CASO CONTRARIO, POTEVO TORNARE DA LUI E PROCEDERE CON LUI. TORNATI A BARI, HANNO SOLO CAMBIATO LA TERAPIA E DETTO CHE QUINDI NON VALE LA PENA FARE ALTRE INDAGINI. IO NON SO PIù COSA FARE Nè COME COMPORTARMI.. COSA NE PENSI? POSSO FIDARMI DEL PROF. GRASSI? TI RINGRAZIO E MI SCUSO PER AVERTI DATO DEL TU.
PIERO
Inviato da virginia
19 Ottobre, 2016
Ciao, posso chiederti come sei riuscita ad avere il ricovero presso questa struttura? hai fatto prima una visita privata? e con chi?
Io sto nella stessa situazione, non so più a che santo votarmi.
Grazie.
Inviato da Silvio
29 Dicembre, 2019
Salve Carmela, scrivo qui anche se non è detto che tu possa leggere, mi presento: sono Silvio, 46enne di Pescara (in Abruzzo) e da fine luglio 2019 anche la mia vita come tante altre qui testimoniate è cambiata. Ero in ufficio a lavoro quando ho avvertito i primi problemi ad una sola caviglia e poi, qualche giorno dopo, zoppicavo da ambo le caviglie escludendo qualche forma distorsiva; poi in una sola notte ho avvertito un problema anche alla mano destra e il giorno seguente avevo febbre sui 39° e tumefazione con gonfiore e rossore e calore agli arti dei piedi destro e sinistro e mano destra. Dal pronto soccorso mi hanno ricoverato e dopo una decina di giorni con un tampone uretrale mi è stata diagnosticata una infezione da streptococco agalactiae e hanno dato un nome anche al problema alle articolazioni, chiamandolo Artrite Reattiva. Il bravissimo Reumatologo Dott. Leopoldo Di Iorio facente servizio all'Ospedale di Atri (TE) ha subito trattato la situazione con antibiotico da 500 mg. per 10 giorni a cui il batterio è risultato sensibile e parallelamente con cortisone medrol e antinfiammatorio celebrex . Mi spiegarono che il parassita era entrato nel sangue vincendo le difese immunitarie da una forma simile a quella influenzale di natura gastroenterica e successivamente ad una indagine sono risultato negativo al gene HLA-B27 e negativo al test dell'HIV. A settembre dopo i primi farmaci e con le zone non più gonfie e dolorose dietro parere di un altro bravo Reumatologo Dott. Francesco Delle Monache (il Dott. Di Iorio ha cambiato ramo e sede) dell'Ospedale di Teramo ho continuato il trattamento con Sulfasalazina arrivando alla dose massima di 6 compresse al giorno che purtroppo mi ha provocato effetti collaterali almeno apparentemente collegati dall'esfoliazione cutanea a emorroidi di II° grado e ragade e l'ho sospeso da circa un mese e attualmente sono scoperto. Ad oggi i dolori non li ho più acuti e diurni come a luglio/agosto ma percepisco fastidi soprattutto notturni e al mattino nel passaggio da sdraiato ad alzato sono comparsi dei dolori di lieve intensità alle ginocchia se le piego o distendo e che poi si riducono durante il movimento. Questa malattia mi ha portato anche a rassegnare le dimissioni dall'azienda dove ero assunto a tempo indeterminato perché non sapevo più quanto tempo sarei rimasto bloccato senza poter guidare e distante per recarmi con i mezzi pubblici e distante anche per andarci in auto poiché ho avuto spesso problemi tra ottobre e novembre per agire sui pedali anche se piano piano oggi riesco a gestire la cosa. Questa malattia secondaria è davvero invalidante anche se viene definita sterile o meno grave di altre sue sorelle e ho sentito parlare di nuove cure con farmaci biologici ma almeno dalle mie parti non mi hanno mai menzionato tali alternative. Se qualcuno sa qualcosa in merito ringrazio anticipatamente e chiedo semmai come ci si può prenotare per essere visitato o meglio ricoverato presso il reparto di Reumatologia dell'Ospedale di Jesi? Che iter bisogna seguire? Grazie anticipatamente a chiunque sa darmi delle risposte e suggerire.
Buona serata, Silvio
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