Medicina Ospedale Jesi

 
3.6 (2)
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Il reparto di Medicina generale dell'Ospedale Carlo Urbani di Jesi in provincia di Ancona, situato in via Aldo Moro, ha come Direttore il Dott. Marco Candela. Il reparto svolge attività in regime di degenza, di Day Hospital (per patologie Oncoematologiche e Vascolari) ed ambulatoriale, distinguendosi in particolar modo per l'attività nell'ambito delle patologia Gastroenterologica, Oncoematologica e Vascolare. Attività ambulatoriale: Ambulatorio Medicina Interna, Ambulatorio Gastrenterologia, Ambulatorio Ematologia, Ambulatorio Endocrinologia, Ambulatorio Angiologia ed Ecodoppler, Ambulatorio Malattie Infettive. Fanno parte dell'equipe dell'unità operativa i dirigenti medici dott. Vincenzo Adamo (responsabile Ematologia), dott.ssa Anna Alì, dott. ssa Nadia Campelli, dott.ssa Barbara Piretti (responsabile Angiologia), dott.ssa Polloni Claudia, dott.ssa Anna Maria Schimizzi.

Recensioni dei pazienti

2 recensioni

Voto medio 
 
3.6
Competenza 
 
3.0  (2)
Assistenza 
 
3.0  (2)
Pulizia 
 
5.0  (2)
Servizi 
 
3.5  (2)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Competenza
Assistenza
Pulizia
Servizi
Commenti
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Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Commento su ricovero

Sono stato dimesso oggi 01.04.2020. Vorrei ringraziare i medici, gli infermieri e tutti gli altri di Medicina V livello dell'Ospedale Carlo Urbani di Jesi per l'assistenza costante e paziente fornitami nonostante lo stato d'emergenza.
Ringrazio in particolar modo la Dott.ssa Barbara Piretti che, nonostante i pressanti turni a cui è costretta a sottoporsi, si è dimostrata di grande professionalità e competenza.
Un grazie ancora.

Patologia trattata
Prostatite.
Esito della cura
Guarigione totale
Voto medio 
 
2.3
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
2.0

Ricovero

Mio padre arriva al Carlo Urbani in una situazione di scompenso cardiaco. Tengo a precisare che mio padre aveva una situazione di media gravità cardiovascolare, un morbo di Parkinson, un attacco ischemico nel 2005. RESPIRA con affanno, ma sia il cardiologo che il medico di base non mi accennano affatto all'eventuale scompenso o altra patologia. Attribuiscono la mancanza di respiro al fatto che le valvole del cuore non chiudano più. In pronto soccorso il medico di turno dice che per lui non si tratta affatto di scompenso, ma di problemi legati alla circolazione. Comunque lo fermano per la notte in pronto soccorso, dove non mi viene più comunicato nulla riguardo agli esami fatti.
La mattina dopo, trasferimento in medicina generale, tra infermiere ed OSS sempre poco gentili, di fretta e scocciate se vengono chiamate (non tutte).
Parlare con i medici è un'impresa, nell'ora di ricevimento non c'era nessuno (almeno nei giorni di nostra permanenza). Non mi viene detto che mio padre aveva la polmonite e che la causa del tanto affanno era quella. Che lo scompenso poteva essere stato determinato da quello. Vengono omessi dalla terapia giornaliera alcuni farmaci già usati a casa senza darmene motivazione (poi magicamente messi dopo tre giorni, dopo essere riuscita a parlare con un medico). Mio padre è morto, dopo tre giorni di ricovero, dicono per un trombo, partito e che ha causato un ictus. EH sì, perché il fatto che fosse un paziente che usava farmaci anticoagulanti, forse non è stato considerato, come la tanta stanchezza che aveva mio padre in questi due ultimi giorni di vita (come ho più volte segnalato). Il trombo sarà pur stato un evento imprevisto, ciò che lamento è la mancanza di ascolto dei familiari e la mancanza di notizie sanitarie in tempi rapidi.

Patologia trattata
Scompenso cardiaco.
Esito della cura
Nessuna guarigione