Cardiologia Ospedale Jesi
Recensioni dei pazienti
5 recensioni
Migliorare si può e forse si deve
Trasferito presso il reparto di Jesi dopo un intervento di bypass coronarico effettuato all'ospedale regionale di Torrette di Ancona, mi sono ritrovato in un ambiente completamente diverso. Non metto in dubbio le capacità mediche, ma ho riscontrato difficoltà nel riuscire a interagire quotidianamente con il personale medico; ho percepito anche una mancanza di coordinamento, con un rallentamento nei processi decisionali. Per la mia esperienza, se serve un giorno per una richiesta, qui ne ho riscontrati 2 o 3. Da migliorare anche la capacità di comunicazione professionale con il paziente, ma questo è un problema comune in molti ospedali.
Ringrazio per tutto
Al termine del ricovero, ringrazio sentitamente tutti, dal personale del 118 al personale del pronto soccorso al personale medico di Cardiologia, per la professionalità, la competenza e la disponibilità dimostrate.
Mi hanno salvato la vita
Ricoverato d'urgenza in terapia intensiva per fibrillazione atriale con embolia polmonare, mi sono sentito importante: tre o quattro tra infermiere e dottoresse intorno a me nelle prime ore a farmi esami, poi in terapia intensiva le infermiere giovanissime e carine (specialmente una!) disposte a prestazioni indescrivibili. Complimenti per la vostra professionalità.
Ricordi ospedalieri
Un Primario con la P maiuscola!
Gli altri medici sono bravi, attenti, presenti e molto professionali. Le dottoresse idem, e anche belle!
Non pensavo che a Jesi potesse operare un'Equipe tanto professionale! Bene per chi ha la sventura di stare male, ma poi guarisce! Ho trascorso 16 lunghi giorni all'UTIC, e nessun paziente è trapassato. Molti erano anziani malridotti, ma poi tornavano a casa con le loro gambe.
Pertanto, un vivo ringraziamento a tutti, ivi compresi anche i livelli più bassi della struttura, per questa vacanza forzata e non voluta.
Se vi dovete ricoverare o, comunque, curare, andate tranquilli: avrete una eccellente professionalità!
Ringraziamento
A 75 anni la prima esperienza in ospedale. Nella notte fra il 5/6 marzo mi rendo conto del mio cuore impazzito che produce un embolo polmonare. Il terrore delle prime ore e i disagi stimolano i pensieri sul senso della vita e sulla facilità di giungere alla resa dei conti. Data l’ora, la necessità dei trasferimenti e dei controlli, mi portano a pensare ai recenti “titoli” dedicati alla malasanità. Ma, appena sistemato su un letto all’UTIC di Jesi, mi sento un personaggio particolarmente importante e privilegiato per le cure e le attenzioni che tutto il personale mi riserva. Mi sento in imbarazzo e lo dichiaro, ma i loro interventi sono delicati, agiscono con cura e con un sorriso affabile che commuove. Fermo a letto, in pericolo di vita, tutto il personale mi tratta come una persona speciale sia per le premure e sia per l’interesse verso il mio stato d’animo. Il mio itinerario di cure è proseguito fino al 23/3/12 con vari esami, coronarografia, applicazione di un “pacemaker” temporaneo e poi il definitivo che, credo, mi allungherà la vita. Mi sento in dovere di rivolgere un doveroso ringraziamento a tutto quel personale che, con amorevolezza, cordialità e competenza, mi ha seguito e sostenuto durante il ricovero trovando soluzioni adeguate alle mie esigenze sanitarie, fisiche e psicologiche con efficienza, preparazione e perfetta organizzazione. Mi sono commosso più volte nell’osservare tanta spontanea dedizione che somigliava ad un autentico amore per il prossimo. GRAZIE! Ranieri Rubisse, Cingoli.
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