Dettagli Recensione
Morte di mio padre
Salvo il reparto di pneumologia, dove ci siamo sentiti a casa, grazie alla dottoressa Valeria e al primario Fiorentino. Appena arrivati al reparto oncologia ci è sembrato di entrare all’inferno. Le segretarie del reparto che non sapevano darti un informazione, ci siamo sentiti completamente persi. Mio padre, malato oncologico, per una visita il venerdì, dopo aver avuto la terapia antalgica per i dolori che non lo facevano dormire ha dovuto aspettare dalle 11.30 alle 17.00 per sentirsi dire "il medico se n’è andato tornate lunedì". Il lunedì appuntamento alle 11.30, siamo arrivati alle 9.00, con mio padre che non riusciva nemmeno a camminare, non riusciva a parlare, su una sedia a rotelle, palesemente in condizioni gravissime. "Signora l’appuntamento è alle 11.30 però" senza parole! Il dottor Danilo Rocco arriva, vedendo mio padre sudare freddo, con le mani viola, ci spiega che cure oncologiche potrà fare mio padre. Quando gli facciamo presente il colore delle mani di papà "eh signora non passa ossigeno", "andate al reparto sopra per vedere se c’era posto oppure portatelo a casa e vedete se riesce a dormire con queste gocce" cambiando la terapia antalgica. Il tempo di arrivare all’ascensore mio padre sviene. Nessuna prontezza da parte delle dottoresse. Nessuno sapeva che fare in un reparto oncologico! Il dottore chiama l'equipe di cardiologia dicendoci che mio padre ha avuto un arresto cardiaco.
Mio padre è morto in quell'ospedale.
Siamo usciti da quell'ospedale senza sapere il motivo dell'arresto cardiaco di mio padre.
È stato orribile, ma direi che mio padre nella sfortuna è stato sfortunato a non mettersi nelle mani di un reparto totalmente incompetente. Che già dal primo giorno ispirava zero fiducia.
Commenti
Altri contenuti interessanti su QSalute
