Dettagli Recensione
Opinione dottor Gavrilovic
Voglio condividere la nostra esperienza perché credo possa essere davvero utile ad altre famiglie che si trovano davanti a scelte difficilissime. Il mio nome è Casasola Roberto e sono il figlio di Daria di Centa.
Mia madre, 73 anni, ha scoperto di avere un aneurisma cerebrale gigante. Dopo i primi accertamenti ci siamo rivolti all’Ospedale di Udine, dove abbiamo parlato con un’équipe di medici e con il primario. Le opzioni prospettate erano due: chirurgia tradizionale (un intervento molto invasivo, dalle 6 alle 8 ore) oppure trattamento endovascolare, molto meno invasivo.
Il dottor Gavrilovic del reparto di Neuroradiologia interventistica è stato l’unico medico che ci ha spiegato con chiarezza, calma e grande umanità che, vista l’età di mia madre, il trattamento endovascolare poteva essere non solo possibile, ma anche la scelta più sicura e ragionevole. Al contrario, la chirurgia tradizionale veniva fortemente spinta, nonostante i rischi elevati e il lungo recupero.
Trovandoci davanti a un bivio enorme e non essendo del settore, ho deciso di informarmi ulteriormente e ho contattato anche altri ospedali, tra cui strutture di Milano. Tutti hanno confermato quanto sostenuto dal dottor Gavrilovic: il trattamento endovascolare era la scelta corretta.
Con molta fatica e andando contro il parere di alcuni dei medici più importanti dell’ospedale di Udine, abbiamo deciso di procedere con il trattamento endovascolare. È stata la decisione giusta.
Dopo sei mesi mia madre sta molto bene, l’emergenza è rientrata, non è stato necessario “aprire la testa”, e dopo pochi giorni era già a casa, conducendo una vita normale.
Credo sia doveroso sottolineare che nel 2026 spingere pazienti anziani verso interventi chirurgici così invasivi, quando esistono alternative molto meno traumatiche ed efficaci, è qualcosa che andrebbe profondamente rivisto.
Se oggi mia madre sta bene lo dobbiamo alla competenza, al coraggio professionale e all’onestà intellettuale del dottor Gavrilovic, che ha messo il paziente al centro, non la procedura.
A lui va la nostra più sincera gratitudine.
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