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Reparto oncologia. Segnalazione per grave carenza
Sento il dovere di condividere la dolorosa esperienza vissuta da mio padre e dalla mia famiglia all’interno del reparto di oncologia, con la speranza che venga effettuato un profondo richiamo e un percorso di riqualificazione del personale medico. Mio padre è stato sottoposto a infusione chemioterapica nonostante gli esami evidenziassero globuli bianchi alti. A seguito di ciò ha sviluppato una polmonite interstiziale che lo ha purtroppo condotto altrove. Oltre al dolore per la perdita, abbiamo dovuto subire una gestione assistenziale e umana che ritengo inaccettabile: ritardo nella diagnosi, in quanto l’oncologa che aveva in cura mio padre non ha risposto per giorni e giorni ai nostri messaggi telefonici. Dopo il ricovero in ospedale, i medici non si sono accorti della polmonite in corso facendo perdere del tempo prezioso per un tempestivo intervento. Sottolineo anche una grave mancanza di rispetto e decoro professionale, una dottoressa del reparto si è rivolta a me definendo i polmoni di mio padre "facenti schifo" utilizzando testualmente questo termine volgare è un tono totalmente inadeguato alla situazione.
Totale assenza di empatia, l'oncologa che lo aveva in cura, dopo una visita in reparto si è congedata comunicando i con estrema freddezza e durezza "allora preparatevi al fine vita". La competenza medica non può prescindere dall'umanità e dal rispetto per la dignità del paziente e dei familiari. Ritengo che l'intero reparto necessiti di un serio richiamo istituzionale e di una revisione interna delle modalità di comunicazione e cura. Marcella e Ciro
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