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Gratitudine oltre il dolore
Scrivo questa recensione con il cuore spezzato, ma colmo di una profonda gratitudine. Sono stata ricoverata in questo reparto per PROM e, purtroppo, ho dovuto partorire il mio angioletto senza vita a sole 17 settimane.
Ci tengo a fare i miei più sinceri complimenti al Primario: se un reparto funziona così bene il merito è sicuramente della sua guida, ma anche della fortuna di avere accanto degli ottimi collaboratori, medici, infermiere, ostetriche, oss.
?oglio ringraziare di vero cuore:
La Dottoressa Pellegrino: per la sua infinita dolcezza, il suo sorriso e la sua empatia. Si è mostrata sempre dolce e speranzosa, anche quando le speranze erano purtroppo a zero.
Il Dott. Fachechi: una persona incredibilmente empatica, dolce e umile. Ha saputo trovare le parole giuste nel momento esatto in cui ne avevo bisogno, dimostrando grande sensibilità.
La Dottoressa Lubelli: una professionista dolcissima.
A fronte della mia decisione di non voler praticare l’aborto volontario, mi è capitato di sentir parlare di "accanimento terapeutico". Ci tengo a dire che non era accanimento: ero soltanto una mamma che, con tutto il cuore, sperava in un miracolo. E una mamma che spera merita sempre comprensione.
Un grazie speciale va a tutte le infermiere e le ostetriche: siete state una spalla vera su cui poggiarmi. Chi con un sorriso, chi con uno sguardo triste, chi con una carezza. Ricordo in particolare Lucia, Enrica, Mariagrazia, Serena, Giulia... chiedo perdono se non ricordo i nomi di tutte, ma vi ringrazio profondamente. Un grazie immenso ed enorme a Elena: dolcissima, mi hai accudito con l'amore e la cura che solo una mamma saprebbe dare.
E un grazie in particolare ad un'infermiera che era rientrata al lavoro da poco, e di cui non conosco il nome... solare, simpatica, presente... quando eri in servizio il mio cuore era più leggero.
Ci tengo a ringraziare anche le studentesse ai loro primi giorni di tirocinio: avete già capito una cosa fondamentale di questo mestiere, ovvero l'importanza di un sorriso quando si entra in una stanza d'ospedale.
Infine, un ringraziamento alle signore delle pulizie, impeccabili nel loro lavoro ma ad alcune di loro consiglio di provare a sorridere un po' di più, perché chi si trova in quelle stanze ha un disperato bisogno di calore umano.
Grazie a chi ha saputo curare non solo il mio corpo, ma anche la mia anima ferita.
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