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Embolizzazione FAVd
Circa 7 anni fa mi è comparso un acufene pulsante all'orecchio sinistro, che si faceva sentire soprattutto nei momenti di stress, attività fisica o in posizione distesa. Non era fastidioso. Gli otorini non avevano compreso la vera causa dell'acufene, perchè dagli esami il mio udito era buono.
Da una RMN cerebrale senza contrasto prescrittami dal dott. Giovanni Barillari (Centro Malattie Emorragiche e Trombotiche dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine) si è evidenziata una MAV temporale sinistra.
Così mi sono rivolta al reparto di Neurochirurgia di Udine, sono stata presa in carico e alla prima visita mi hanno prescritto un completamento diagnostico con Angiografia Cerebrale, svolta dal dott. Vladimir Gavrilovic del Reparto SOC di Angiografia e Radiologia Interventistica dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.
Dall'angiografia si è evidenziata la causa dell'acufene: FAVd nella sede dell'ala sfenoidale(tratto medio della cresta) sinistra, di tipo III sec Borden, con afferenze arteriose provenienti dall'a. meningea media Sn e dall'a. oftalmica omolaterale con scarico corticale profondo.
Ad aprile 2025 il dott. Vladimir Gavrilovic mi ha sottoposta ad un intervento di embolizzazione della fistola artero- venosa. L'intervento è perfettamente riuscito, l'acufene è scomparso, il periodo dopo l'intervento è stato asintomatico, ho ripreso gradualmente le attività, il lavoro, l'attività fisica.
Dopo 3 mesi dall'intervento, alla RMN di controllo, la malformazione artero venosa non c'era più, dimostrando la completa esclusione della FAVd trattata.
Il 3 agosto 2026 il dott. Vladimir Gavrilovic mi ha sottoposta all'ultima angiografia di controllo dei vasi intracranici: si è confermata l'assenza di FAVd e il followup per la patologia trattata si è chiuso.
Esprimo massima riconoscenza al dott. Vladimir Gavrilovic che svolge un lavoro così delicato, importante, impagabile con estrema professionalità, proponendo soluzioni cliniche moderne e all'avanguardia, che evitano interventi chirurgici i quali risulterebbero più invasivi, debilitanti e richiederebbero maggiore tempo di recupero fisico e un più prolungato ricovero ospedaliero.
Un ringraziamento all'equipe medica di sala, ai medici, agli infermieri, agli OS e ai segretari del reparto che hanno dimostrato sempre grande empatia.
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